Pasqua 2015: ristoranti in calo, ma torna l’agnello

3 aprile 2015

“Pasqua con chi vuoi, ma meno al ristorante”. Per le imminenti festività pasquali 2015, emergono dati interessanti sull’orientamento dei consumatori: si prevede un calo dell’11% dei clienti negli esercizi pubblici, ma il ritorno della tradizione dell’agnello nonostante le campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni. Lo rivelano i dati del Centro Studi Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi: entro Pasquetta la flessione potrebbe raggiungere il 15%

Ristoranti in calo

ristorante

Non sarà per tutti una Pasqua al ristorante, quella in arrivo questa domenica. Dall’indagine promossa sui locali italiani, la Fipe svela come si prospetti all’orizzonte un calo di presenze dell’11%, fino al 15% il lunedì di pasquetta date anche le tradizionali gite fuori porta. non solo la crisi economica ma anche il meteo condiziona l'affluenza ai ristoranti nel periodo pasquale Le motivazioni non sembrano però essere legate solo al momento di crisi economica attraversato dalle famiglie italiane, ma anche all’incertezza del meteo e a una Pasqua anticipata agli inizi di aprile, quando le temperature non sono ancora sufficienti per assicurare il giusto tepore primaverile. “In questi giorni si sente parlare di ripartenza, di luce in fondo al tunnel: purtroppo questo clima di fiducia non sembra avere ripercussioni positive nel settore della ristorazione. In occasione delle festività pasquali gli italiani che festeggeranno fuori casa saranno assai meno dello scorso anno“, così spiega il direttore del Centro Studi Fipe Luciano Sbraga. “I motivi principali risiedono anche in fattori indipendenti dalla congiuntura economica, in primis le previsioni meteo non favorevoli e il calendario che quest’anno vede la Pasqua agli inizi di aprile, periodo non ancora spiccatamente primaverile. Tutti fattori che concorrono ad alimentare ancora un senso di incertezza e la poca voglia di recarsi fuori casa”.

antipasti_ristorante

Una Pasqua “bassa” influirà sensibilmente sulle attività dei ristoratori: la clientela si aggirerà attorno ai 6.4 milioni di consumatori per una spesa di 264 milioni di euro in flessione del 9%, per un totale del 92% di ristoranti in attività contro il 94% dello scorso anno. Il 32% degli esercenti intervistati svela come la clientela si stia riducendo, con 3.6 milioni di presenze previste, anche se un 13% conferma invece un maggiore ottimismo. La diminuzione sarebbe dovuta principalmente all’utenza italiana, decisa a rimanere in città per queste feste, mentre il turismo dall’estero continuerebbe a tenere.

Menu e abitudini: trionfa la tradizione

L'agnello al forno

La riduzione delle prenotazioni al ristorante, tuttavia, sembra essere controbilanciata da un ritorno alla tradizione. In fatto di menu, il 65,8% dei consumatori richiede proposte gastronomiche tradizionali, mentre solo il 6,1% scegliere una cucina internazionale. Grande attenzione alla filiera corta e alle pietanze locali, ma anche alla carne di agnello e capretto, due piatti ancora largamente richiesti nonostante le campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni. Via libera anche a pasta ripiena e risotti tipici di regione, ma anche a dolci classici come la pastiera napoletana, la pupa molisana, le seadas sarde, gli struffoli e il salame di cioccolato. Sul fronte dei prezzi, vince il menu “a pacchetto”, scelto dal 59,4% con un esborso medio di 45 euro.

Pasquetta on the road

bbq_pasquetta

La tradizione trionfa anche a Pasquetta, momento irrinunciabile per la consueta gita fuori porta per molti italiani. Le presenze al ristorante calano del 15% e, sebbene aumentino gli esercizi aperti rispetto allo scorso anno, il 28% degli intervistati è poco ottimista: si attendono 2,8 milioni di clienti, con un tasso di riempimento del 65%. A differenza della precedente Pasqua, però, non saranno le proposte “all inclusive” ad avere la meglio: riguarderanno solo un ristorante su 4, con un prezzo medio di 37 euro, in crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente. In totale, a Pasquetta si stima una spesa di 102 milioni di euro.

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