5 cocktail bar da non perdere a Londra

9 aprile 2015

Un cocktail al giorno toglie il medico di torno, o almeno così sembra accada a Londra: alle 17 tutti escono dal lavoro e hanno voglia di bere un ottimo drink, ma dove andare per vivere un’esperienza indimenticabile? Agrodolce vi segnala 5 cocktail bar unici nel loro genere da provare nei vostri viaggi nella città della regina Elisabetta.

  1. artesianArtesian (Portland Place – metro Oxford Circus). All’interno del Langham Hotel a Marylebone, dove si racconta che Oscar Wilde abbia scritto la storia di Dorian Gray, troviamo un bar sofisticato e raffinato. Artesian, casa del creativo bar tender Simone Caporale, si è guadagnato la medaglia d’oro nella lista dei migliori cocktail bar al mondo. Nel menu si scoprono nomi di drink stravaganti come I Feel Pretty, che sulle note di West Side Story si scioglie in un’esplosione di sapori di frankincense, bergamotto, mandarino, lampone e riso. Da provare anche il cocktail Forever Young, per l’appunto in omaggio a Dorian, un Vodka Martini servito nascosto dietro a uno specchio attraversato dalla cannuccia: una buona occasione per rifarsi il trucco in un attimo. Un servizio impeccabile, un design trendy composto da bambole russe, barili di rari liquori cinesi, teste della divinità polinesiana Tiki, bottiglie di aborigeni coperte con pelle di mucca e corna di capra e un menu che cambia spesso garantendo un interessante mix di clientela fissa.
  2. demon wise partnersDemon, Wise & Partners (27A Throgmorton Street – metro Bank). Aperto il mese scorso in un seminterrato della City, Demon and Wise è un bar di qualità che si concentra sui cocktail classici con un’impressionante selezione di vini e distillati internazionali. Non è un bar funky, più che altro è chic. Il menu presenta 12 cocktail composti da 130-140 bottiglie: l’idea è di servire ogni drink 100 volte prima di sparire dal menu ed essere sostituito da una nuova creazione. Demon and Wise è nel cuore della City e traspira glamour con un design decisamente dorato alla Goldfinger, con comode poltrone in pelle per godersi l’esperienza al bancone del bar. Da assaggiare al momento il Rob Ro con un whisky Port Askaig single malt di 19 anni e Martini Gran Lusso, insieme al drink Sidecar con Chateau de Laubade Interporel No.5 Armagnac e uno sciroppo di frutta fatto in casa.
  3. the nightjarNightjar (129 City Road – metro Old Street). Uno speakeasy degli elisir dai sapori indimenticabili che celebra l’epoca del proibizionismo, Nightjar presenta un menu di bevande diviso in varie parti: pre-proibizionismo, proibizionismo e dopoguerra. I cocktail sono così esteticamente perfetti che è quasi un peccato berli. Ogni drink ha la sua personalità e ogni sorso è accompagnato dalla banda jazz che suona dal vivo ogni sera. Sembra di essere trasportati da una macchina del tempo in una società illecita degli anni ‘30. Super intrigante il Barrel Aged Zombie, che è servito con una generosa fetta di torta annaffiata nel Wray & Nephew Overproof Rum; un altro must l’Atol cocktail, un dessert liquido alcolico fatto di cioccolato speziato e una schiuma di latte di mandorla. Il più amato resta il Name of the Samurai, con whisky Nikka, Umeshi, Akashi Tai Sake, tè al popcorn, sciroppo di Mirin e riso e sakura affumicato, una magnifica complessità di sapori che si integrano perfettamente in una sola bevanda, adornata da snack di wÈasabi peas e l’immancabile biscotto della fortuna.
  4. Callooh-CallayCallooh Callay (65 Rivington Street – metro Old Street). Nel centro della patria degli artisti alternativi, Shoreditch, si insedia il Callooh Callay, un mix di Lewis Carroll, un po’ hispter e un po’ barbie. È il bar che il bianconiglio ha sempre sognato, un luogo non pretenzioso dall’estetica a dir poco eclettica, con tanto di juke box che manda in repeat il meglio della musica degli anni ’90. Un design accattivante con sgabelli rosso ciliegia, pareti con mattoni a vista e un arredamento colorato da una miriade di oggetti curiosi, paralumi divertenti, pezzi d’arte dagli artisti del mercato di Spitalfields e un muro di mattonelle fatte da vecchie cassette: manca solo un walkman! La toilette è nascosta dietro a una porta segreta e i cocktail hanno nomi da rabbrividire, come Ume? Yes you! o Fennel Countown! È possibile degustare alcuni elisir tipo il whisky con confettura di albicocche e pezzettini di cioccolato amaro o vodka con rabarbaro e vaniglia. Prenotando via internet potrete accedere al lounge attraverso un vecchio guardaroba: ne vale la pena.
  5. byoc londonBYOC (28 Bedfordbury – metro Leicester Square). B.Y.O.C. ossia Bring Your Own Cocktail (portati il tuo cocktail da casa) è uno speakeasy dentro a un juicebar chiamato The Juice People. Si passa dietro al bancone, si scendono le scale e si arriva al bar che si trova nel seminterrato del negozietto di succhi. Piccolo, scuro e intimo, stile anni ’20, BYOC è illuminato solo da candele. È il bar perfetto per i cocktail nerd che non vogliono essere disturbati. Nel menu non ci sono birre, sidro, succhi o snack, né si vendono bevande alcoliche. Il cliente porta da casa a scelta vodka, rum, gin, tequila, whisky, brandy e l’espertissimo mixologist compone il cocktail con l’aiuto degli ingredienti che ha a disposizione più qualche plus della casa: una lista di 72 ingredienti tra cui alcuni amari, sciroppi homemade, bianco d’uovo, spume e frutta varia. Qualunque liquore porti il cliente, il risultato sarà sempre strabiliante. Non avendo il potere di scegliere il cocktail, il cliente può solo citare qualche ingrediente che non apprezza particolarmente o al quale è allergico. Una volta trovatosi davanti alla miscela misteriosa, ci si diverte tentando di scoprire di che cosa è composta ammirando i bicchieri che pendono dal soffitto come preziosi lampadari. In tutto ciò il cocktail è gratis, si pagano 25 sterline per soffermarsi 2 ore al bar e si possono bere tutti i cocktail possibili e immaginabili. Ricordatevi di prenotare. La seconda sede si trova a Camden Town.

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