Programmi per il weekend: i migliori pub di Roma

17 aprile 2015

L’appassionato di birre artigianali lo sa: è Roma il centro nevralgico del movimento brassicolo che da quasi 10 anni ha rivoluzionato il modo di bere la birra. Tutto il tessuto urbano è costellato da beer shop, pub, birrerie, e locali che coniugano la birra artigianale alla cucina e allo street food di qualità. roma trabocca di pub e birrerie di tutti i tipi, ma alcune possiedono un'atmosfera particolare Ce ne sono in tutti i quartieri, e ce n’è per tutti i gusti; alcuni si rifanno ai football pub inglesi; altri hanno un tocco irish; altri ancora ospitano impianti di produzione. Tutti offrono una vasta gamma di birre alla spina, rinforzate da altrattanto vaste carte di birre in bottiglia. E così la caotica Roma diventa il parco giochi del birrofilo. Questa non vuole essere una classifica ma è semplicemente una lista (non esaustiva e non definitiva) di pub e birrerie che ci piacciono particolarmente, dove si respirano atmosfere giuste e si incontrano persone che hanno la vostra stessa passione per la birra di qualità.

  1. pork'n'rollPork’n’Roll (via Carlo Caneva, 15): una sola sala, sempre affollata. Qui si viene sì per la birra artigianale, ma soprattutto perchè Valentino Roccia ha il dono più importante per un publican: riesce a farti sentire a casa. Tutto quello che si mangia al Pork n’Roll arriva dalla Puglia dove Antonio, fratello di Valentino, presidia l’azienda suinicola di famiglia. Nel frattempo, Gerardo, altro fratello, nella macelleria aperta da poco affianco al pub, lavora le carni e le trasforma nei golosi salumi che accompagnano le birre che ruotano in continuazione, tra le quali trovano spazio sempre un paio di proposte auto-prodotte da Valentino, brassate negli impianti di birrifici amici.
  2. luppolo 12Luppolo 12 e Luppolo Station (via dei Marruccini, 12 / via Giuseppe Parini, 4): dopo l’esperienza maturata a San Lorenzo, lo staff di Luppolo 12, con alcuni nuovi compagni di viaggio, ha deciso di aprire anche un altro locale, cambiando del tutto zona e format. Il Luppolo 12 rimane il pub che tutti conoscono; 16 spillatori, più di 150 bottiglie da stappare, prezzi bassi con offerte e promozioni continue, perfettamente integrato nel tessuto dei locali di San Lorenzo. Al Luppolo Station si cambia registro: aperto da poco più di un mese, vuole essere un locale dove la birra incontra la cucina, non solo nell’abbinamento ma anche nella fase di preparazione della ricetta. 20 spine, selezione di chicche in bottiglia, qualità estrema nella scelta dei birrifici e delle materie prime in cucina, due ampi spazi che richiamano nell’arredamento le sale d’aspetto delle vecchie stazioni anni ’20; gli elementi per passare una bella serata ci sono tutti.
  3. il malteseIl Maltese (piazza Epiro): sito su un angolo di piazza Epiro, al Maltese si respira l’aria del pub, quella che rende tutti i birrofili una grande e unica famiglia. Più simile a un biergarten tedesco che a un pub inglese, con le immagini del protagonista del fumetto di Hugo Pratt, il marinaio più affascinante del mondo, sulle pareti, al bancone si possono trovare sei spine che ruotano vorticosamente e una bella proposta di birre in bottiglia, perlopiù italiane. Sul menu, oltre alle classiche sfiziosità da pub, il protagonista è il Ciccio Burger, declinato in tante varianti e variabili, spesso adattato alle serate a tema, che quando non prevedono degustazioni guidate con i birrai più blasonati d’italia, sono riempite da musica dal vivo.
  4. hopsideHopside (via Francesco Negri, 39): un’atmosfera rassicurante, vuoi per il legno alle pareti, vuoi per i tavoli come quelli in casa della nonna; ma anche e soprattutto per le 12 vie che propongono i nomi più famosi della birra artigianale italiana. Il menu poi dà modo di sbizzarrirsi, perché accanto agli hamburger, di cui prima si sceglie la pezzatura (115, 200, 285 g) e poi i numerosi ingredienti per personalizzarlo a piacere, c’è una proposta di cucina ricercata e intrigante, comunque mai complessa e adatta a tutti i palati. Ma la vera innovazione è il laboratorio per homebrewers, che dà la possibilità a chi fa la birra a casa di brassare la propria ricetta con attrezzature più consone del classico pentolone. La domenica c’è anche il brunch.
  5. Brasserie 4:20, RomaBrasserie 4:20 (via Portuense, 82): appena si entra l’atmosfera potrebbe sembrare un po’ fredda, ma una volta accomodati, ci penseranno i caldi mattoncini rossi alle pareti e uno staff gentile e competente a mettervi a vostro agio. Se ciò non dovesse bastare, potete dare un’occhiata al bancone: più di 40 spillatori sempre attivi, con la possibilità di arrivare anche a 60, se aggiungiamo quelli del terrazzo, che apre in estate per ospitare eventi o semplicemente per godersi una birra all’aperto. Il frigorifero all’ingresso poi è un vero e proprio scrigno dove trovano posto lambic e gueze con diversi anni sulle spalle.
  6. kombeerKombeer (via Alessandria, 39): a Porta Pia è l’unica oasi a cui gli amanti di birra artigianale possano abbeverarsi. Il logo e il nome del piccolo pub di via Alessandria parlano abbastanza chiaro: il Kombi è il mitico furgoncino della Volkswagen, quello degli anni ’70 e proprio a quel periodo si ispira tutto l’arredamento del locale. Ma le birre sono quelle dei giorni nostri: 8 vie in cui trovano spazio diverse produzioni italiane, ma con un occhio sempre puntato sulla Franconia. Per sgranocchiare, ci sono i classici sfizi da pub, ma se volete farcire una focaccia, tra i salumi proposti troverete diversi presidi Slow Food.
  7. barley wineBarley Wine (viale dei Consoli, 115-117): i due bei divani rossi su un lato dell’ampia sala probabilmente sono il miglior posto di Roma in cui accomodarsi per sorseggiare una birra. Se avete l’imbarazzo della scelta, i ragazzi dello staff, competenti e sempre disponibili, saranno felici di scambiare quattro chiacchiere sui vostri gusti e di consigliarvi la birra giusta tra le 12 on-tap. Per accompagnare la birra, ci sono focacce dalle farciture molto interessanti. E, nel malaugurato caso, non dovesse piacervi la birra, potrete scegliere anche tra una piccola carta di vini naturali.
  8. hopificioHopificio (piazza Cesare Baronio, 2): nel quartiere Appio-Latino, da ormai quasi 2 anni è sorta questa bella realtà birraria gestita da tre amici accomunati dalla passione per la birra artigianale, Claudio Lattanzi, Marco Valentini e Marco Mascherini. Un’unica sala con un ampio bancone è il palcoscenico in cui protagoniste sono le 9 birre proposte alla spina, perlopiù italiane, tra le quali trovano sempre spazio le birre del Birrone, famoso birrificio vicentino, non sempre facili da reperire a Roma. Il menù poi prevede un’offerta gastronomica divertente che invece dei soliti piatti, propone degli assaggi, potremmo dire delle tapas, che vanno dalla polenta taragna al cous cous con agnello alla marocchina a prezzi contenuti.
  9. stavioStavio (via Antonio Pacinotti, 83): sotto al ponte di Ferro, all’interno degli ex-Mulini Biondi, dal giugno dello scorso anno, Stavio, beer firm affermata sul territorio nazionale, ha aperto il proprio locale. Luca e Marco, che producono le birre, affiancati da Valentina e Gabriella, hanno dato vita ad un locale in cui una vasta proposta di birre artigianali (non solo quelle della casa) su 14 spine, si sposa perfettamente ad una cucina ricercata, che fà della stagionalità la sua stella polare. Inoltre in una delle 3 sale oltre al bancone con gli spillatori, potrete trovarne un altro pieno di salumi e formaggi selezionati da DOL.
  10. mastro tittaMastro Titta e Coney Island (via del Porto Fluviale 5 / via Stefano Boccapaduli, 45): Giovan Battista Bugatti era il boia di Roma nell’800, il suo soprannome era Mastro Titta. Giorgio Giorgione Chioffi gli ha dato una nuova vita, più rassicurante di quella di esecutore di sentenze capitali. E quindi oggi a Roma Masto Titta è un pub, anzi Il Pub, al bancone del quale si sono abbeverati tutti i personaggi che oggi hanno reso la scena birraria romana la più esplosiva del Paese. Non aspettatevi fomule gourmet o arredamenti modaioli; qui le luci sono molto basse, le casse suonano rock e la birra, soprattutto quella proveniente dalle nazioni brassicole più affermate, scorre a fiumi, anche dopo le 2 di notte, quando tutti gli altri publican si ritrovano qui per farsi quattro chiacchiere e un paio di pinte. Ma Giorgione, insieme ai ragazzi del Serpente (storico football-pub di San Lorenzo, altro locale da visitare senz’altro), ha preso in mano le redini di un ex-irish pub di Monteverde e lo ha trasformato nel Coney Island: panini gustosi e qualche piatto originale fanno da contraltare ad una decina di birre artigianali alla spina, soprattutto italiane.
  11. tree folk'sTree Folk’s (via Capo d’Africa, 33): se durante una passeggiata intorno al Colosseo vi dovesse venire davvero sete, rimanete tranquilli perché vi trovate vicino al Tree Folk’s. Da più di 10 anni questo pub è nei cuori di tutti i birrofili romani, ma da qualche tempo una scelta coraggiosa della gestione ha fatto sì che questo pub diventasse quasi un tempio della birra inglese. Perché se a Roma vuoi bere una vera Real Ale (birre inglesi non pastorizzate né filtrate, ottenute con materie prime tradizionali – malto d’orzo, lievito, luppolo e acqua – maturate e rifermentate in fusto, spillate senza aggiunta di anidride carbonica e carboazoto, ma solo a pompa o direttamente dal fusto) questo è il posto giusto. Infatti sono ben 8 le handpump che ospitano le birre anglosassoni, ben accompagnate da 5 spillatori normali in cui c’è spazio per le produzioni italiane.
  12. Open BaladinOpen Baladin (via degli Specchi, 6): quella macchina da guerra che è Teo Musso non poteva non imporre la sua mano anche su Roma. E così dal 2009 l’Open Baladin propone birre artigianali su più di 40 spillatori o un centinaio di etichette in bottiglia. La proposta gastronomica è curatissima; dietro le quinte della cucina si cela il Michelangelo della Pizza, Gabriele Bonci, che dai suoi laboratori sforna anche il pane per gli hamburger, realizzati con carne di Fassone Piemontese dell’azienda La Granda.
  13. MaccheMa che siete venuti a fa’ (via Benedetta, 25): davvero dobbiamo parlare di questo storico pub trasteverino e del suo guru Manuele Colonna? Davvero dobbiamo dire che questo locale ha fatto e sta facendo la storia della birra a Roma, promuovendo, anche con eventi di rilevanza internazionale (vedi EurHop), la cultura brassicola? Davvero dobbiamo raccontare che tra i 16 spillatori del pub sono ospitate alcune delle firme più prestigiose della scena birraria nazionale e internazionale? No, giusto?

Ora, Roma è grande e i locali dove bere buona birra sono veramente moltissimi. Siamo perfettamente consapevoli di averne tralasciati alcuni, ma proprio per questo invitiamo tutti voi lettori di Agrodolce a scriverci nello spazio riservato ai commenti il vostro pub preferito. Magari ci vediamo lì.

Clicca qui per visualizzare la mappa

I commenti degli utenti