Itinerari di primavera: Treviso e dintorni

22 aprile 2015

Treviso, col suo nucleo circondato da mura veneziane cinquecentesche, è attraversata da vari canali che creano un suggestivo intreccio di corsi d’acqua. Il più importante é il Sile che, con i suoi 95 km di lunghezza, è il fiume di risorgiva più lungo d’Europa. i canali creano un suggestivo intreccio di corsi d'acqua e panorami da ammirare Anche se nasce nel padovano e sfocia nella Laguna di Venezia, è soprattutto il fiume di Treviso e della Marca, provincia in cui solca panorami naturali di incommensurabile bellezza. Il paesaggio, in questo tratto della provincia, ha l’aspetto continuamente cangiante: le paludi si alternano ai laghetti e i boschi ai canneti in un mix di colori, tranquillità e fascino. Ecco quindi un itinerario in 5 punti per esplorare Treviso e la provincia questa primavera, con alcuni locali in cui fermarvi se vi trovate nelle vicinanze.

  1. treviso cittàÈ dal centro della città che inizia l’itinerario più amato dai trevigiani, lontano dal traffico veicolare; e dalla Restera (l’alzaia lungo la quale, un tempo, gli animali da traino sfidavano la corrente e tiravano i burci provenienti dalla Laguna fino in centro città) è il punto di partenza per il percorso pedonale o in bicicletta fino a Casier e Casale o, dall’altra parte, verso alla Laguna di Venezia.
  2. il barconeInteressante e suggestivo è Il Barcone (via Alzaia del Sile), una vecchia motonave trasformata in ristorante sull’acqua proprio nelle immediate vicinanze della Restera, con i suoi piatti semplici ma preparati con materie prime di qualità e curati in ogni dettaglio. Ottimi i primi, eccellente la frittura di pesce e il tiramisù.
  3. resteraIn questo tratto, l’aspetto del paesaggio originale cambia e si arricchisce di alberi, costruzioni rurali, ville patrizie, mulini e lavatoi tutte testimonianze di archeologia industriale. Anche il vecchio porto di Treviso si trova in questa zona, con la sua grande piazza del mercato, così come, un po’ più in là, il cimitero dei burci (chiatte, fatte affondare 40 anni fa per protesta contro la sospensione della navigazione fluviale), con le barche semi-sommerse invase dai canneti.
  4. osteria da neaPoco oltre, sull’altra sponda, il grande mulino di Silea, ex Chiari e Forti, opera dello stesso architetto del Mulino Stucky di Venezia. Lungo il lento scorrere delle acque si incontrano anatre, cigni e germani reali oppure sportivi che praticano il canottaggio seguendo le correnti. Nella bella stagione si possono anche noleggiare barchini elettrici per risalire il fiume. A Silea l’Osteria Da Nea (via Alzaia sul Sile, 22), è una tappa gastronomica nella suggestiva cornice del Sile. Le specialità del menu sono tipiche venete preparate secondo la tradizione: polpette, bigoi, cicheti, frittura di pesce, nervetti lessi e la domenica trippa.
  5. trattoria al sileUn altissimo campanile in lontananza annuncia l’arrivo a Casier, splendido borgo, con la sua gru divenuta ormai monumento, la bella piazza e l’orologio mosso dall’acqua con i singolari meccanismi in vista. Qui si può sostare per prendere uno spritz e gustare fantastici cicheti, prima di proseguire per Casale oppure gustare le specialitá della Trattoria al Sile (piazza San Pio X, 60) tutte rigorosamente preparate in casa seguendo la stagionalità dei prodotti e rispettando la tradizione veneta. Ottimo il baccalà mantecato e i bolliti del giovedì.

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