Quali sono i 10 ristoranti migliori del mondo?

5 maggio 2015

Tra meno di 1 mese, il primo giugno del 2015, fuori dalla Guildhall di Londra si raduneranno i migliori chef del pianeta per presenziare alla celebrazione più attesa del settore. Quella notte infatti, 50 cuochi scelti tra tutti i continenti saranno inclusi nella lista dei migliori del mondo, il massimo onore per chi fa questo mestiere. La The World’s 50 best Restaurants 2015 sta per essere svelata, cosa era successo nel 2014? Non molto a dire il vero, qualche lieve scossone a ribasso per gli italiani e un grande successo per Massimo Bottura, il nostro campione nazionale, che si è aggiudicato uno splendido terzo posto. In attesa della nuova classifica quindi, sarà forse il caso di ripassare almeno la top 10 dalla quale partiremo, per goderci al meglio le sorprese che non tarderanno ad arrivare.

  1. the ledbury - brett grahamThe Ledbury – Brett Graham – Londra, Regno Unito. Un ristorante nel quartiere di Notting Hill in cui trovare la ricercatezza delle materie prime inglesi, con particolare attenzione verso vegetali e radici sconosciuti. Graham è uno chef di origini australiane che ha fatto propria la tecnica francese influenzata dai sapori britannici. Il menu non è complesso, inducendo i clienti a diventare degli assidui frequentatori più che degli sperimentatori.
  2. Grant AchatzAlinea – Grant Achatz – Chicago, USA. Avanguardia e cura estetica del piatto. Sono le parole chiave della cucina di Grant Achatz, chef del ristorante di Lincoln Park, Chiacago. Dal 2005, Achatz sperimenta una cucina che trova l’apice nel momento del consumo, quando alcuni cibi sono sospesi a un filo o sotto forma di palloni commestibili gonfiati a elio. Pur avendo abbandonato recentemente questi effetti teatrali, la cucina di Alinea rimane molto ricercata e creativa con importanti sapori.
  3. elena_y_juan_mari_arzak_6953_622x466Arzak – Juan Mari Arzak and Elena Arzak Espina – San Sebastián, Spagna. Il meglio della cucina basca in chiave moderna che parte dagli ingredienti del territorio offerti alle tecniche di cucina d’avanguardia. Cibi che vengono liofilizzati o distillati per presentarsi al cliente che si trova seduto in una sala dei primi del ‘900. La coppia di chef vanta una formazione in prestigiose scuole di cucina, e nella cucina di El bulli. Un piatto in stile Arzak: calamaro con cipolle in salsa di limone.
  4. Alex AtalaD.O.M. – Alex Atala – San Paolo, Brasile. Alex Atala ha portato, in modo magistrale, la cultura nel piatto. Lui ha studiato a fondo territori e antropologia del cibo per riuscire a esprimere la sua visione attraverso le sue creazioni. Partendo dalle radici classiche francesi, ha reso contemporanei i gusti brasiliani e quelli derivati dalla vicina foresta Amazzonica, che si fregiano di tecniche utilizzate per dare risalto al prodotto. Un repertorio molto ampio nel menu, difficile da raccontare in poche righe.
  5. AdoniMugaritz – Andoni Luis Aduriz – San Sebastián, Spagna. Si ritorna a San Sebastian per fare visita a una cucina che si definisce tecno-emozionale di matrice spagnola. Qui ci si avvicina molto a un gioco fatto di illusioni ottiche. Il cliente, per scelta dello chef Aduriz, non ha accesso al menu fino al momento in cui inizia il pasto. Il degustazione si compone ci circa 20 piatti e si consuma in un ambiente che profuma di barbecue, altra scelta dello chef che vuole giocare con i sensi dei suoi ospiti.
  6. heston Blumenthal and Ashley Palmer WattsDinner by Heston Blumenthal – Londra, Regno Unito. A dirigere questo ristorante è il braccio destro di Blumenthal, Ashley Palmer-Watts (a sinistra nella foto). che in poco tempo gli ha dato un’identità forte e unica, che nulla ha da invidiare al più celebre The Fat Duck. la cucina si compone di piatti della tradizione britannica rivisti con occhio geniale. Esempio è la torta della Boemia, nata come una classica torta al cioccolato e limone, oggi servita usando cioccolato pregiato, racchiuso in marmellata di pompelmo e mousse al cioccolato con gelato al miele.
  7. Brent Herrig © 2012Eleven Madison Park – Daniel Humm – New York, USA. Oltre allo chef, risalta la presenza del direttore di sala Will Guidara e della pasticciera Angela Pinkerton. La cucina è francese ma l’influenza della grande mela la rende trasversale, multiculturale. In questo ristorante, l’esperienza al tavolo è molto giocosa nonostante l’imponenza della sala che farebbe pensare a qualcosa di più serio. Anche per questo, mangiare ne l’Eleven Madison Park rimane un’esperienza indimenticabile.
  8. Massimo BotturaOsteria Francescana – Massimo Bottura – Modena. Massimo Bottura ha messo tutti d’accordo in Italia, anche i più affezionati alla cucina tradizionale. Eppure questo chef i piatti della tradizione italiana li rielabora, eccome. Ma nonostante tutto rimane l’essenza più vera dei sapori e tutta la storia resta nel piatto ma raccontata con una voce contemporanea e geniale.
  9. roca fratelliEl Cellar de Can Roca – Joan Roca – Girona, Spagna. Uno dei ristoranti più importanti al mondo che conserva una conduzione familiare e propone una cucina moderna spagnola. El Cellar ha aperto nel 1986 ma è nel 2007 che ha iniziato a proporre una cucina precisa e ricca di emozioni del palato. Il menu degustazione si compone di 14 portate in cui non mancano abbinamenti con vini e liquori di grande taratura per lo più di origine spagnola. Tra i piatti noti, il gamberone imperiale con succo di testa e gambe fritte.
  10. rene.redzepiNoma – René Redzepi – Copenaghen, Danimarca. Il podio della classifica dei 10 migliori ristoranti del mondo nel 2014, questo cuoco lo frequenta da anni e non è un caso. La sua è una cucina fatta di prodotti del territorio danese con una forte attenzione alla stagionalità. Abbiamo conosciuto il Noma per la fama mondiale e per quel pizzico di eccentricità di Redzepi, ma dietro questo ristorante c’è uno chef che sa rendere unici tutti gli ingredienti, da quelli più tradizionali e quelli più bizzarri.

Sarà ancora lui sulla vetta? O come sperano la maggior parte degli italiani, finalmente Bottura conquisterà il primo posto? Rimanete sintonizzati su Agrodolce perché quella notte a Londra noi ci saremo, e ve lo racconteremo in diretta.

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