Expo 2015: 10 padiglioni più 1 che non dovreste perdere

6 maggio 2015

Expo 2015 ha finalmente aperto le porte ai visitatori, carico di aspettative e tesori da ciascuno dei 145 paesi che hanno deciso di affrontare questa avventura. Tra padiglioni, cluster, percorsi e spettacoli, conviene avere le idee chiare per godersi la visita come merita. Cosa vedere allora, prima che gran parte dei padiglioni sia smontato e trasportato nei Paesi di origine? Dopo una prima carrellata, vi raccontiamo altre 10 visite da non perdere per la loro spettacolarità.

  1. expo 2015 padiglione zeroPadiglione Zero. Progettato dall’architetto ferrarese Michele Del Lucchi e curato dal direttore artistico e regista Davide Rampello, è il passaggio obbligato per raggiungere il decumano su cui si snodano i vari padiglioni. 10.000 metri quadri all’ingresso ovest che sviluppano il tema Nutrire il pianeta, raccontando la storia dell’alimentazione umana dalla comparsa dell’uomo a oggi. Nessuna digitalizzazione nelle 12 grotte che ospitano, tra le altre cose, reperti archeologici di provenienza millenaria.
  2. angola expoAngola. La struttura, interamente in materiale sostenibile, si ispira all’imbondeiro, il baobab africano, che rappresenta un simbolo sacro nella cultura angolana. 2000 metri quadri (il padiglione più grande tra quelli dei Paesi africani partecipanti) per raccontare, nel tema di educare e innovare, lo stile di vita, l’approccio al cibo e il ruolo della donna nella cultura angolana, fino ad arrivare alla zona verde dove, oltre a rilassarsi, si può approfittare dei piatti proposti dai 2 ristoranti tipici.
  3. bielorussia expoBielorussia. Una grande ruota al centro di un giardino e l’unione di alcuni cibi fondamentali per la nutrizione umana: acqua, sale e pane. Sono questi gli elementi su cui ha puntato la Bielorussia per raccontare le proprie materie prime e la grande spinta alla produzione agricola che da sempre la contraddistingue nel mondo, coinvolgendo il visitatore in un percorso tra rocce e strumenti di lavoro tipici e regalando un piccolo giardino dove rilassarsi, senza dimenticare le esposizioni sulle miniere e l’intrattenimento dei gruppi musicali folk che si alterneranno sul palco.
  4. padiglione expo cinaCina. Per la sua prima partecipazione all’Expo, la Cina affronta un tema centrale della propria cultura ed economia, rispecchiando al tempo stesso l’atteggiamento di gratitudine comune del suo popolo verso i doni della terra. Presentando un padiglione grandioso (il secondo dopo quello tedesco), con un tetto in bambù che ombreggia tutto il percorso e spazia dai campi agli skyline urbani, il Paese ha deciso di declinare il tema di Expo raccontando 3 diversi aspetti della propria realtà: il processo di coltivazione secondo il calendario lunare, la produzione del cibo vera e propria e il ruolo centrale della tecnologia nelle varie lavorazioni.
  5. Colombia. Abeti della Carnia a costruire il padiglione della Colombia, interamente sostenibile, che racconta i 5 climi che caratterizzano il territorio colombiano, suddivisi in altrettanti piani su diverse strutture che permettono un a visita avventurosa. Ricoperto di vegetazione, il padiglione vuole narrare la grande diversità di produzione del paese, che spazia dalla regione Atlantica a quella Andina, attraverso musica, colori e assaggi di prodotti tipici.
  6. francia expo 2015Francia. Si ispira ai grandi mercati coperti che si trovano in tutto il Paese, la struttura francese. Costruita interamente in legno, ha mirato a ricreare un pezzo di Francia in terra italica, ispirandosi alle architetture delle cattedrali, delle stalle e delle grandi cantine vinicole presenti su tutto il territorio. Orgoglioso della propria capacità di gestione delle risorse naturali e del brand ormai riconosciuto in tutto il mondo, hanno voluto inserire tra i grandi schermi e le aree tematiche una spettacolare volta composta da 1.600 bottiglie di vino: quando si dice mettere i puntini sulle i del mondo enologico.
  7. iranIran. Un grande lembo di tessuto sollevato dal vento: è la sofrah ad aver ispirato il tema della struttura iraniana, un pezzo di stoffa usato sia come tovaglia che come riparo dai forti raggi del sole. Per raccontare le 7 regioni climatiche dell’Iran si è scelto di usare 4 assiomi della cultura islamica attorno al cibo: equità, carità, appagamento e gratitudine per un percorso sensoriale e visivo su due diversi livelli e con tanti punti d’osservazione.
  8. Kuwait. Distogliere il pensiero dal petrolio e raccontare una parte di Paese sconosciuto: ecco perché la struttura dl padiglione del Kuwait è ispirata alle dhow, le tradizionali imbarcazioni che attraversano il golfo Arabico per trasportare merci e prodotti. Da qui si passa ai temi della ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica, per raccontare i progressi ottenuti in un territorio ostile grazie alle tecniche idroponiche.
  9. svizzera expoSvizzera. Un Paese dalla superficie limitata ma dalla grande coscienza: il cuore del padiglione della Svizzera è costituito da 4 torri di generi alimentari che mostrano in maniera dinamica il tema della limitatezza delle risorse disponibili. Infatti, a mano a mano che i prodotti disposti nelle torri saranno prelevati dai visitatori, queste si abbasseranno, diminuendo la propria altezza e invitando così a riflettere sul ruolo del consumatori nelle proprie scelte quotidiane.
  10. Polonia. Ispirarsi ai propri prodotti-simbolo: la Polonia è uno dei maggior interpreti di questa filosofia avendo realizzato un padiglione interamente ricoperto da cassette di frutta per mele, di cui è grandissimo produttore. All’interno, un giardino-labirinto che illustra le maggiori produzioni (tra cui le mele, ovviamente), un mercato tipico polacco e un percorso di scoperta del suo territorio. Senza dimenticare la grande installazione a forma di mela verde.
  11. expo coreaCorea. Un edificio interamente bianco, ispirato al Vaso Luna (Moon Jar), una ceramica tradizionale risalente al periodo della dinastia Choseon (1392-1910) il cui nome nasce dalla somiglianza con la luna piena e in cui si conservano ancora oggi cibi fermentati come i jeod-gal (frutti di mare sotto sale) e i jang (salse). Per affrontare il tema dell’Expo, il percorso affronta i temi della preferenza locali per determinati cibi, dei benefici che questi apportano al nostro corpo e del ruolo della cultura nel consumo, per terminare con un mercato di prodotti e un ristorante a tema.

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