Aziende da conoscere e vini da provare: Ca’ de Noci

15 maggio 2015

Dopo aver scritto e consegnato il pezzo sulle 10 migliori bollicine per la primavera, mi si è accesa una lampadina: “Come ho fatto a dimenticarmi della Riserva dei Fratelli di Ca’ de Noci”? E non solo, perchè questa azienda immersa in un bosco di noci, vittorio masini e i suoi figli producono vini che abbinano personalità e gradevolezza impiantato da Vittorio Masini alla nascita dei figli, sulle colline reggiane, produce dei vini che abbinano personalità e gradevolezza. Masini impianta le vigne nei primi anni ’70 e solo nel 1993 comincia a imbottigliare i suoi vini dai 5 ettari di vigneto, certificato biologico sin da quella data, dove coltiva uve quasi scomparse dal sentire quotidiano, eppure storicamente tipiche della zona: dal Lambrusco Montericco al Malbo Gentile, dalla Sgavetta alla Spergola. Oggi l’azienda Ca’ de Noci è in mano ai figli, Giovanni e Alberto, che hanno continuato e implementato il lavoro del padre: Vittorio si limita, si fa per dire, a realizzare piccolissime quantità di un aceto straordinario, oltre a una saba e un nocino, come se ne trovano raramente.

ca de noci

Ma qui si parla di vino e allora torniamo alla Spergola, che in purezza è la protagonista di questa bottiglia, così come della sua sorella minore Le Querciole, che è stato il vino che mi ha fatto innamorare anni fa dell’azienda. Ottenuto da una macerazione delle uve di 5/6 giorni, è fatto rifermentare in bottiglia, dove resta sui lieviti per un anno, dando vita a un vino che nell’annata 2013 dal colore dorato, ha bei toni olfattivi di orzo e frutta gialla, che ritornano all’assaggio caratterizzato da una leggera nota tannica e da una sapidità che porta a una beva coinvolgente.

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La Riserva dei Fratelli, ora in commercio il millesimo 2011, è l’idea di fare un metodo classico con la Spergola: idea perfettamente riuscita, fermentazione sulle bucce, 36 mesi di affinamento in bottiglia e poi la sboccatura a mano e nessun dosaggio, per una bollicina che odora del bosco che circonda i vigneti, di muschio e funghi, frutta secca, agrumi con un sorso ricco, fresco e coinvolgente, in cui la mineralità e l’acidità si compongono alla perfezione. Peccato se ne producano solo poco più di 1000 bottiglie l’anno, ma i numeri son questi e la Spergola, vitigno delicato come pochi, ha bisogno di molte attenzioni e cure.

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E ancora rimanendo nel frizzante, versione rossa, il Sottobosco, che potrebbe essere a tutti gli effetti un Lambrusco, versione reggiana, ma non può esserlo perché pur essendo figlio di tre versioni del vitigno, Grasparossa, Maestri e Montericco, è integrato dagli inserti di Malbo Gentile e Sgavetta, come a rappresentare l’intero patrimonio vitato di Ca’ de Noci. Il prodotto finale, annata 2013, ha un bel colore rosso carico, come tutti i lambruschi di questa zona, una bella spuma consistente, una presenza fruttata carnale, una viola netta quasi prepotente e un sorso acido, fresco, che invita al cibo, alla voglia di bere e dissetarsi ora che il caldo sta per arrivare.

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