5 indirizzi fuori dai soliti giri per mangiare la pizza a Napoli

18 maggio 2015

In tutte le città italiane, piccole o grandi che siano, si trovano pizzerie in ogni dove, figuriamoci a Napoli. L’argomento pizza è in costante evoluzione, non si parla d’altro, quando si chiacchiera su questo tema ci si scambia notizie di nuove aperture o di nuovi assaggi, i nomi noti della pizza a napoli li conoscono tutti, ma ci sono altre strutture degne di menzione di pizzerie una volta poco considerate che magari, grazie ad un’inversione di rotta, adesso stanno riscuotendo successo e viceversa. L’onda mediatica ha fatto la sua parte e i pizzaioli napoletani ne hanno piena coscienza. Per questo le classifiche probabilmente andrebbero aggiornate di continuo, difficile stabilirne una definitiva e decisiva, proprio a causa del numero esorbitante di locali presenti sul territorio. I nomi noti sulla piazza li conosciamo tutti, da Sorbillo a Ciro Salvo, da Enzo Coccia ad Attilio Bachetti, tanto di cappello per il lavoro di studio e di aggiornamento che quotidianamente questi maestri pizzaioli svolgono sulla pizza napoletana. Ma ci sono tante altre strutture degne di menzione, magari viaggiano in sordina ma non per questo sono meno valide di quelle rinomate. Proviamo a rivolgere la nostra attenzione a queste pizzerie, a coloro che puntano sulla qualità, a quei locali conosciuti dalla popolazione ma su cui s’è scritto ancora poco. Il tentativo è quello di segnalarvi 5 indirizzi che vale la pena di visitare.

  1. PizzazzàPizzazzà (viale dei Pini, 25): Luca Castellano è giovanissimo ma sta facendo parlare tanto di sé e per sua fortuna in maniera positiva. Proviene anch’egli da una lunga tradizione di pizzaioli, rappresenta la quarta generazione, ma il segreto del suo successo è la passione per la pizza napoletana. Ha saputo mettere a punto, nella sua formazione, un impasto che rende la sua pizza leggera, digeribile, condita con ottimi ingredienti. Da provare le pizze stagionali, in questo periodo vi suggeriamo la pizza con fiori di zucca, fior di latte, pomodorini gialli e caso conciato di Carmine Bonacci.
  2. Pizzeria LombardiPizzeria Lombardi (via Foria, 12/14): Enrico e Carlo Alberto Lombardi appartengono a una delle famiglie storiche di pizzaioli della città. I loro antenati sono stati i primi a sbarcare in America nel 1902 con la vera pizza napoletana. Pizza che vince non si cambia, qui si parla soprattutto di tradizione, ma si tratta di un bagaglio storico che si proietta nel futuro. Le pizze più richieste, oltre a quelle classiche, sono la pizza Figone, con pesto fatto in casa, pomodorini del piennolo, provola affumicata e parmigiano, e la pizza Nando con pomodorini, ricotta di bufala, bocconcini di mozzarella, basilico e olio evo.
  3. Mondopizza 02Mondopizza (via Egiziaca a Pizzofalcone, 99/100): Rosario Piscopo è uno dei docenti per i corsi di pizzaiolo organizzati dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. Ha aperto la sua pizzeria nel 2004 prima solo da asporto, ma da alcuni anni ha esteso la sua attività aggiungendo una sala con una trentina di coperti. Questa è una delle pizzerie che sta cercando di rafforzare la sua identità attraverso alcuni cambiamenti. Nel frattempo, si continua a lavorare e a sfornare pizze. Da tenere in considerazione le frittatine e la margherita.
  4. fratelli zombinoPizzeria Fratelli Zombino (via M. Stanzione, 27): tra le nuove aperture spicca la pizzeria dei fratelli De Angelis (Zombino proviene dal soprannome dello zio, storico pizzaiolo di Di Matteo). Un tocco di tradizione nel quartiere collinare del Vomero. Luciano e Salvatore rompono un po’ i classici canoni della pizza di questo quartiere che prevedono una taglia più piccola rispetto alla pizza a ruota di carretta tipica del centro storico. All’esterno campeggia la classica vetrina dei fritti. Vi consigliamo le montanare e le pizze classiche realizzate a regola d’arte.
  5. cafassoPizzeria Cafasso (via Giulio Cesare, 156/158): è una delle pizzerie più rinomate nel quartiere Fuorigrotta. In realtà il nome originario era Capasso, ma per un errore burocratico è diventata Cafasso. A gestirla oggi ci sono gli eredi di Giuseppe Capasso, don Peppino, il fondatore. La caratteristica della loro pizza è il cornicione ben pronunciato. Le specialità sono il calzone ripieno di scarola e la Ciro, con filetto di pesce spada affumicato, provola, rucola e scaglie di parmigiano. Ottime anche le fritture.

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