Dove mangiare in Calabria: l’esercito dei giovani chef

20 maggio 2015

Per scoprire le bellezze di un territorio non c’è esperienza migliore, e diciamo la verità, più appagante dell’assaggio. Se state progettando un lungo week end o già pianificando la vacanza estiva scegliete come rotta il sud, segnate sulla vostra mappa la Calabria. la calabria sta diventando fucina di nuove leve dell'alta cucina e otto giovanissimi valgono la visitaQui potete seguire un itinerario d’alta cucina che si dipana lungo tutta la regione svelandovi la ricchezza culturale, aromatica e cromatica di questa terra. A farvi da guida giovani chef mossi dal sacro fuoco dell’arte culinaria. Parliamo della new generation dello scenario gastronomico calabrese, età media 27 anni, fautrice di un fermento creativo che adesso si è dato la forma di un format di promozione gastronomica chiamato Cooking Soon. Ciascuno opera in un areale ben caratterizzato per tradizioni e patrimonio paesaggistico, e da vero ambasciatore lo rappresenta e lo racconta in un modo fresco e nuovo. Varcando la porta dei loro ristoranti potrete fare esperienza di mondi poco conosciuti che hanno tante eccellenze da offrire. Se la vostra idea di viaggio è quella di gustarvi una Italia inedita e altrettanto affascinante dal punto di vista sensoriale, non vi rimane che fare i bagagli.

  1. Gennaro Di Pace_2_Osteria Porta del Vaglio_Saracena_Foto Francesco Di BenedettoPartendo dall’estremo nord della Calabria, dal massiccio del Pollino, la prima incursione nella cuisine calabra la potete fare a Saracena, borgo medievale rinomato per il Moscato Passito. Osteria Porta del Vaglio, è una deliziosa fucina creativa che dà spazio anche alle opere di artisti del luogo, guidata da Gennaro di Pace, 30 anni. Qui il background tradizionale del territorio è ben rappresentato, letto in chiave di leggerezza. Tra i piatti forti il riso di Sibari alla rapa con formaggio erborinato e pere, il baccalà marinato e l’aspic di Moscato. (Vico I Santa Maria Maddalena, 12, 87010 – Saracena, CS – tel. 098119 4655)
  2. Emanuele LecceRimanendo sempre sulla Calabria montana, ma questa volta sulla Sila, a Camigliatello, c’è una locanda gourmet che ha fatto storia sotto la guida di Pietro e Denise Lecce, La Tavernetta. Oggi conduce la cuicna il figlio Emanuele, 22 anni. Ogni tesoro custodito tra queste vette lussureggianti viene lavorato portando il retaggio della tradizione all’essenzialità. Il risultato è un affresco eccellente d’alta quota. Un must del locale, il risotto di Sibari mantecato con il Moro (formaggio vaccino tipico di questa zona) e il Magliocco. (C/da Campo San Lorenzo, 14, 87052 – Camigliatello Silano, CS – tel. 0984 579026)
  3. Antonio BiaforaNella capitale della Sila, a San Giovanni in Fiore, all’interno del Resort Biafora, Antonio Biafora, 29 anni, insieme al fratello Luca, prosegue l’eredità dei nonni e dei genitori. Nei piatti proposti c’è la ricerca che si spinge fino alle radici della cucina di montagna e di mare, e non manca il guizzo dell’istinto. I sapori sono espressi in modo elegante e lineari. Da provare gli spaghettoni con provaturu di soppressata e schiuma di birra e il crudo di podolica con fave, funghi morchella e “la loro terra”. ( C/da Garga – San Giovanni in Fiore, CS – tel. 0984 970078)
  4. Caterina CeraudoScendendo verso lo Ionio, si incontra una stella Michelin a Strongoli. Il ristorante Dattilo è la perla della tenuta agricola della famiglia Ceraudo. A governare la cucina è la piccola di casa, Caterina Ceraudo, 27 anni, capace di esaltare ed elaborare con grazia la biodiverisità di questo lembo di Calabria. Sul piatto serve storia e freschezza. Delizioso il panino con la tartare di gambero. Consigliato l’assaggio dei bottoni in brodo di ‘nduja e mandorle, la panzanella di trippa e la triglia con pane croccante e arance. (Contrada Maremonti, 88816 – Strongoli, KR – tel. 0962 865613)
  5. Emanuele StrigaroAncora più a sud, sulla spiaggia di Crotone il Novezerodue è la tappa per chi non vuole rinunciare alla cucina di pesce. Emanuele Strigaro, 26 anni, firma ogni giorno atti d’amore nei confronti del mare e condisce il tutto con fantasia. Il pesce crudo e il tortello ripieno di polpo, saltato con burro al lime e salsa tiepida di porro sono due specialità da non perdere. (viale antonio Gramsci – Crotone – tel. 0962 29637)
  6. luca abbruzzinoA Catanzaro brilla un’altra Stella Michelin, l’Alta Cucina Locale. In cabina di regia Luca Abbruzzino, subentrato al padre Antonio. La Calabria raccontata da questo talento di 27 anni è concettuale, essenziale e creativa. Si ispira ai piatti semplici di casa, come la pasta al pomodoro, e celebra le eccellenze della tradizione. Da non perdere i fusilloni alla ‘nduja, pecorino e ricci di mare, i totanetti con peperoni e patate, il riso con cipollotto, liquirizia e calamari. (Viale Fiume Busento, Località Santo Janni, 88100 – Catanzaro – tel. 0961 799008)
  7. Bruno TassoneIl San Domenico regala una delle più belle viste sul Tirreno. Si trova a Pizzo Calabro. Ai fornelli opera Bruno Tassone, 25 anni. Il suo motto è la semplicità. Non mette orpelli al menu che esprime tanta grinta e valorizza la materia prima. Il suo piatto forte è il tentacolo di polpo cotto a bassa temperatura e piastrato con patata grigliata, polvere di olive nere e crema all’ aglio dolce. (via Colapesce, 2, 89812 – Pizzo, VV – cell 327 5971692)
  8. nino rossiCircondato da uliveti secolari, alle pendici dell’Aspromonte, a Santa Cristina, Villa Rossi accoglie chi è alla ricerca di benessere ed emozioni. In questo antico casale di charme Nino Rossi, 33 anni, sperimenta tecniche di cottura per esaltare la qualità delle materie prime del suo territorio (patria dello stoccafisso). Mette a frutto la creatività attraverso una ricerca spasmodica della pefezione e dell’armonia. Il piatto che lo rappresenta è la guancia di ricciola morbidissima, fondo di zucchina, fiore di zucca crudo e in tempura, stracciatella, caviale e aria affumicata. (Località Calabretto, 1 – S. Cristina D’aspromonte, Rc – 0966 878800 cell 324 8489554)

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