Made in Italy: come uno straniero cucina italiano

21 maggio 2015

Quanto c’è ancora di italiano nel made in Italy? La mozzarella di bufala campana, la pasta di Gragnano, le olive taggiasche si trovano sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo; e spesso sono proprio gli stranieri i più affascinati dal marchio con il tricolore. i prodotti italiani più amati ormai si trovano sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo Da Lidl, catena tedesca di supermercati presente in 26 paesi europei, dal 25 al 31 maggio si festeggerà la terza edizione della settimana Italiamo, dedicata ai prodotti del made in Italy raccolti sotto il marchio aziendale. Per promuovere l’iniziativa, Lidl non ha chiamato grandi chef blasonati, che pure nel bel paese non mancano; ha preferito rivolgersi a due showgirl straniere, già da tempo innamorate dell’Italia e che probabilmente meglio rappresentano il pubblico dei consumatori europei. A Milano, in una terrazza che dà sul Duomo e sui nuovi grattacieli, Ellen Hidding e Laura Barriales si sono affrontate a colpi di pasta fresca e salsa alle noci: la giuria popolare di giornalisti è stata chiamata a scegliere in base al piatto la madrina ufficiale dell’evento. Ma anziché pensare alla sfida, c’è chi ha preferito concentrarsi sulla preparazione: come vede e come cucina uno straniero in Italia i piatti del made in Italy?

  1. italiamoLa pasta non può mancare. Fresca o secca, lunga o ripiena, è il vero simbolo della cucina italiana: Ellen Hidding ha preparato ravioli di speck e radicchio con fonduta di Montasio, Laura Barriales spaghetti con ricotta, noci e pomodori secchi. La polenta e il risotto sono altrettanto tipici e certamente buoni, ma quanto a immaginario popolare sono ancora ben lontani dal successo della pasta.
  2. Anche il formaggio è estremamente importante. In Italia esistono oltre 450 varietà di prodotti caseari: non utilizzarne almeno un paio nella preparazione di un piatto sembrerebbe un po’ uno spreco. Meglio abbondare allora con parmigiano, ricotta, burro e Montasio.
  3. Se alcuni degli ingredienti sono disponibili in comode preparazioni già lavorate in vasetto, perché non approfittarne? Aprire un barattolo di salsa alle noci è più semplice e veloce che prendere ciotole, frullatore, schiaccianoci e molto altro… e dopotutto, anche sul barattolo c’è scritto prodotto in Italia.
  4. italiamoA base di semplice pasta, sugo e formaggio, i piatti della dieta mediterranea possono risultare un po’ poveri. È lecito allora arricchirli: con burro per la cremosità del nord Europa, con le spezie per il profumo di Spagna, e con qualunque altro buon aroma suggerisca la propria cultura culinaria di provenienza.
  5. Anche l’aspetto può non risultare granché: un piatto di pasta è effettivamente monotono, per quel che riguarda colori e consistenze. Qualche fiore e qualche rametto di erbe aromatiche, ha pensato Ellen Hidding, non potranno che migliorare la situazione.
  6. Il punto più importante di tutti: le porzioni. Devono essere abbondanti: va bene che si tratta di uno showcooking e di un assaggio, ma come si possono preparare piattini che contengano meno di mezza porzione? La pasta è buona, la porzione abbondante, i commensali non possono che apprezzare.
  7. italiamoNonostante lo charme mediterraneo, le porzioni ricche e i profumi agrodolci, su tutto ha trionfato l’irresistibile fascino della pasta ripiena: e così vincitrice della sfida e reginetta di Italiamo è stata eletta Ellen Hidding.

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