Mangiare all’aperto: 10 dehors tra i più belli di Roma

22 maggio 2015

I raggi del sole si fanno largo tra le nuvole già da parecchio tempo e Roma comincia a respirare una vita nuova, fatta di pranzi, aperitivi e cene da consumare all’aria aperta, godendosi lo spettacolo mozzafiato di una città romantica, ricca d’arte e florida di oasi verdi, oasi verdi dove mangiare all'aperto e allontanarsi dal caos della città incastonate come diamanti tra i rotoli d’asfalto. Così, a ridosso delle vie inondate dai clacson e dalla fretta, si trovano autentiche oasi di pace in cui il tempo si ferma o si amplifica, trasportandovi in una dimensione diversa, fatta di cieli che ingoiano il sole e buon cibo. Parliamo dei dehors, la cui filosofia si afferma perlopiù a partire dal ‘900, dopo aver conquistato le smanie di corte. Questa bella abitudine di mangiare all’aperto, evoluzione aristocratica dell’ancora amato picnic, si lascia vivere a Roma in località adorabili. Seguiteci e scoprite con noi 10 tra i dehors più belli della Capitale.

  1. cesareDa Cesare al Casaletto (via del Casaletto, 54). È il sacrosanto regno della cucina tipica romana, al comando del quale si ergono Leonardo Vignoli e la moglie Maria Pia Cicconi. Il menu spazia dai fritti serviti rigorosamente in cartocci di carta paglia agli gnocchi fritti; dalle costolette d’abbacchio fritte dorate, fino alla bontà di primi piatti quali l’amatriciana, la carbonara e la cacio e pepe. Pochi e classici dolci, ma tutti squisiti. Impeccabile l’attenzione alle materie prime, specialmente frutta e verdura, che provengono direttamente dall’orto di famiglia. Un’attenzione particolare è inoltre dedicata ai vini: si trovano non solo le etichette celebri come il Montepulciano d’Abruzzo, ma anche vini francesi di piccoli produttori. Il dehors, ingentilito dal glicine, permette di lasciarsi alle spalle il caos romano.
  2. La Casa del Parco (via del Casaletto, 400). Chi si aggira tra le meraviglie della Riserva Naturale Regionale di Valle dei Casali, non può fare a meno di lasciarsi conquistare dalla bontà dei prodotti biologici e a filiera corta, che sembrano essere stati appositamente creati per essere reinventati dalle mani sapienti del giovane chef Marco Moroni. Un luogo in cui il rispetto per l’ambiente si lascia assaporare nei piatti della tradizione: dal cuore caldo e dallo sprint frizzante. Così l’amatriciana si vede cospargere non di scaglie, bensì di spuma di pecorino e il maialino cotto a bassa temperatura si ingentilisce con gelato alla senape e purè di cavolo nero.
  3. flavio al velavevodettoFlavio al Veloavevodetto (via di Monte Testaccio, 47 / piazza dei Quiriti, 4). Aperto sia a Testaccio che in zona Prati, mantiene intatta la qualità della pasta fresca fatta a mano, tra cui spiccano i ravioli. Tra i secondi sono da provare le polpette di bollito – impastate con manzo, noce moscata, mortadella, prezzemolo, patate e qualche altra prelibatezza che le rende speciali – la coratella e la coda alla vaccinara. La località testaccina gode dell’atmosfera più alla mano del Monte dei Cocci; un’altra storia quando ci si siede ai tavoli che si affacciano su piazza dei Quiriti, irrorati da un pizzico di bon ton che comunque non danneggia la qualità storica del locale.
  4. Bibere BistrotBibere Bistrot (via Antonio Pacinotti, 83). Incastonato nel quartiere Ostiense, a due passi da Trastevere, è il luogo ideale in cui gustarsi Roma: comodamente seduti ai tavoli, sotto i riflettori soffusi che mettono in risalto non solo la bellezza dei sanpietrini, ma soprattutto le prelibatezze della cucina romana, rivisitate in chiave gourmet dallo chef Andrea Massari. Si va dal soufflé di cipolla, fonduta di Castelmagno e agrumi ai rigatoni con ragù d’anatra; dalla carbonara arricchita con fiori di zucca alla tagliata di maiale con tamarindo e bok choy; e ancora il pancake di patate viola e, dulcis in fundo la mousse di mandorla e amarena.
  5. ciclostazioneCiclostazione Frattini (via P. Frattini, 136/138). È il cuore verde, conviviale, gustoso e giocoso di Portuense, pensato da 5 amici che in questo spazio hanno sintetizzato ottimo cibo e buon vivere. Sia all’interno che all’esterno si trovano aree adibite allo svago dei più piccoli (scivoli, altalene, percorsi, gonfiabili, tappeti elastici) che diventano un relax e una gioia anche per gli occhi e per la mente dei genitori i quali, dinnanzi a tutta questa allegria di natura e colori, possono gustare piatti preparati con ingredienti freschi, selezionati settimanalmente in base alla disponibilità del mercato. Tra le proposte della ristorazione vi suggeriamo di provare non solo i primi, ma soprattutto la carne, cotta nel braciere a legna e servita completa di contorno. Degne di nota anche le pizze a lunga lievitazione, tra cui spiccano le focacce fai da te, da farcire a proprio piacimento.
  6. the cornerThe Corner Townhouse (viale Aventino, 121). Un locale piacevole che ha seguito l’ondata di riqualificazione della zona intorno a viale Aventino, completo di boutique hotel, ristorante, bistrot e due terrazze, una dedicata agli aperitivi e l’altra a fungere da dehors del ristorante. Il menu degustazione parte da piatti conosciuti e li ripropone in varianti che stuzzicano l’appetito come pietanze radicalmente nuove, ne sono un esempio i tonnarelli cacio, pepe e friggitelli e le polpette di bollito panate ai cereali.
  7. oliver glowigOliver Glowig (via Ulisse Aldrovandi, 15). La cucina raffinata e ricercatissima dello stellato chef tedesco Oliver Glowig si completa sicuramente con la location senza eguali fornita da Villa Borghese, che è senza dubbio una delle più suggestive della Capitale. Ogni piatto è un capolavoro fatto di ingredienti precisi, scelti uno a uno, capaci di combinare la cucina mediterranea col rigore tedesco.
  8. Le Tre Zucche (via G. Mengarini, 43/45). Un ristorante in cui si respira a pieni polmoni l’entusiasmo, l’innovazione, l’alta qualità e la libera scelta di sedersi o semplicemente comprare e andare via. Tutto muta in base alle stagioni, tranne alcuni capisaldi culinari come i fiori di zucca ripieni di ricotta su pesto alla menta romana e pane e biscotti di loro produzione. Tra i primi si annoverano la carbonara con tartufo e l’aglio e olio con stracciata pugliese, mentre tra le tante proposte dei secondi piatti resta nel cuore la guancia di manzo o il crudo di ricciola; la spigola con salsa di cozze e il millefoglie di foie gras con mango, cialde di riso e crema inglese alle nocciole. Il dehors e i dolci (squisito il semifreddo al Marsala) non sono l’unica valida ragione per lasciarsi incantare; piuttosto ancor più valida è la bottega adiacente al ristorante, che offre proposte davvero fuori dall’ordinario e introvabili altrove.
  9. antica pesaAntica Pesa (via Garibaldi, 18). Lì dove un tempo prese vita l’osteria trasteverina, fatta di una gastronomia povera del pane e vino, adesso si annunciano piatti che affondano pur sempre le radici nella verace tradizione romana, segnati però da un’affabile nota di modernità, cosicché accanto a cacio e pepe, amatriciana e carciofi alla Giudia, si annoverano hamburger di salsiccia, trippa alla romana con salsa alla mentuccia e millefoglie di porchetta e mozzarella con salsa alle pere spadone. Eccezionale anche la carta dei vini, ma soprattutto il giardino interno, in cui si prova la piacevole sensazione di estraniarsi dal mondo.
  10. l'archeologiaL’Archeologia (via Appia Anitca, 139). Se volete fare un salto nell’antica Roma vi basta giungere in questo ristorante, che prende vita nel cuore di una vecchia stazione, nel Parco dell’Appia Antica. Dalle posate agli affreschi, fino alle atmosfere puramente naturalistiche, vi sembrerà di essere tornati ai fasti di ere perdute. Le specialità gastronomiche stanno amabilmente in bilico tra golosità di carne e pesce, come gli strangozzi con mantecatura di pecorino, la zuppetta di fagioli con polpo grigliato, la carbonara con uova livornesi e tanti piccoli esperimenti da provare.

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