Campionato Prime Uve: si accendono i barbecue a Gaiarine

1 giugno 2015

Si scrive Prime Uve Invitational Barbecue Championship, si legge come una nuova sfida per la distilleria Bonaventura Maschio. Il brand di distillati italiani tra i più celebri al mondo organizza infatti un contest di barbecue all’americana – in calendario il 4 e 5 luglio prossimo nella sede della maison a Gaiarine, in provincia di Treviso – a gaiarine il 4 e 5 luglio si terrà la prime uve invitational barbecue championship alla quale saranno chiamate a partecipare su invito le venti migliori squadre europee, tra cui quella italiana vincitrice dell’Italian Barbeque Championship di Perugia, a giugno. L’obiettivo della gara? Avvicinare il mondo del barbecue all’americana a quello dei distillati d’uva italiani. È questa l’intuizione avuta da Anna Maschio, responsabile della comunicazione dell’azienda di famiglia – sviluppata in collaborazione con il “re del barbecue”, lo chef Gianfranco Lo Cascio, fondatore di Bbq4All (blog che coinvolge migliaia di appassionati della brace). La gara sarà un percorso goloso in 7 categorie, le prime 4 strutturate sulle competizioni della gloriosa Kansas City Barbeque Society, le altre 3 legate ai prodotti Prime Uve. Si va così dai dessert alle salse barbecue realizzati con i prodotti Bonaventura Maschio, alle affumicature con la legna di una botte da invecchiamento della gloriosa distilleria.

andrea e anna maschio

andrea e anna maschio

Anna, partiamo dall’inizio. Com’è nato il Prime Uve Invitational Barbecue Championship?
Nasce da una conversazione tra Gianfranco Lo Cascio e me, che condividiamo la passione per il barbecue ma anche quella per i distillati. La voglia di coniugare le nostre comuni passioni ci ha portato a voler fare un esperimento su una salsa barbecue fatta con un distillato italiano. L’obiettivo è ambizioso e originale: avvicinare il mondo del barbecue all’americana a quello dei distillati d’uva italiani. Lei come se lo immagina questo incontro? È un matrimonio, quello tra salse per il barbecue e distillati, già molto popolare in tutti i paesi dove la cultura del grill è di lunga data. Rispetto a quei paesi però, noi italiani abbiamo un atout unico e di tutto rispetto: possiamo mettere sul piatto sia distillati bianchi di assoluto pregio che invecchiati e una grande esperienza nel loro accostamento a molti cibi diversi“.

Come si sposano distillati così importanti con i prodotti grigliati?
Prodotti di grande qualità consentono di poter creare salse in abbinamento a una grande varietà di alimenti grigliati, rispettando al tempo stesso le loro caratteristiche organolettiche ed esaltando il loro sapore in modo molto preciso e originale“.

I 20 team in gara si sfideranno su 7 categorie. Dai grandi classici americani come la cottura di pollo e costine, si arriverà alla realizzazione di un dessert e poi di una salsa barbecue realizzati con un prodotto Prime Uve. Se lei fosse una dei giudici, quali dei sette piatti sarebbe più curiosa di assaggiare?
“Sono curiosa su tutto ma in modo particolare sulle categorie appositamente create per lavorare con i nostri distillati. Siamo abituati a vederli con occhi da distillatori, sono nostre creature e sarà bellissimo vederli interpretati con un’ottica totalmente diversa e nuova”.

Barbecue

Una piccola incursione nei suoi gusti personali a questo punto è inevitabile: è un’amante del barbecue?
Confesso che fino a pochi anni fa la mia unica esperienza di griglia erano le costicine in campagna. Da un paio di anni ho scoperto il mondo del barbecue ed è stato un amore travolgente a prima vista. Abbiamo ricevuto in regalo un kettle della Weber e da allora in casa ci siamo trasformati da “buca salsicce” in aspiranti master griller di buone speranze“.

Qual è la sua salsa preferita?
La mia salsa preferita è strettamente legata al piatto cui si deve abbinare: per esempio mi ha colpito moltissimo una salsa bianca realizzata da Gianfranco con un profumato distillato di uve bianche e destinata ad accompagnare del pesce grigliato. Decisamente non la tipica salsa barbecue dell’immaginario collettivo“.

moreno cedroni

moreno cedroni a identità golose 2012

In molti ricordano l’incontro tra la vostra distilleria e lo chef Moreno Cedroni, a Identità Golose nel 2012, un connubio nato anche per dimostrare che il distillato non è solo una “carezza” da fine pasto ma che l’abbinamento con diversi cibi può essere sorprendente. All’orizzonte avete altre sfide di questo genere?
Naturalmente. Siamo sempre in contatto con straordinari chef che ci aiutano a studiare le possibilità di utilizzo dei nostri distillati in cucina. Le sperimentazioni non finiscono mai“.

C’è un altro pregiudizio rispetto ai distillati che le piacerebbe spazzare via definitivamente?
Vorrei sfatare il falso mito che i distillati italiani non siano all’altezza di competere con i grandi spirits internazionali. Oggi se la giocano alla pari, e anzi, in alcuni tra i più prestigiosi ristoranti al mondo, iniziano a preferire le nostre acqueviti“.

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