Gli esami di maturità e le 5 trasgressioni culinarie

4 giugno 2015

Prima degli esami di maturità non si parla di fame, ma di raptus. Sei ancora alla stessa pagina, da giorni. Scosti i capelli mille volte, togli e rimetti gli occhiali, pulendoli. Improvvisamente, hai una voglia matta di riordinare l’armadio, di sbattere i tappeti, di accompagnare l’amica più noiosa a fare compere; vorresti andare a quella mostra di fotografia dell’amico di tuo padre. Tutto, pur di non studiare. Intanto il caldo imperversa, le biblioteche chiudono: rimani solo con la tua solenne tristezza, con le ansie di tutto un anno, di 5 anni. Ecco 5 trasgressioni legate al cibo durante lo stress della maturità.

  1. tanto caffèCibi da mangiare mentre si continua a studiare. Hai cominciato la scuola convinto che 5 anni fossero tantissimi, lunghi  davanti a te, insormontabili. Hai sempre pensato che prima o poi avresti addirittura studiato e smesso di copiare; che distrattamente, un po’ per caso, avresti fatto dei riassunti e li avresti persino riletti. Invece adesso la senti, l’acqua alla gola. Hai una sola settimana. Una sola per recuperare tutto. Ti fai murare vivo in camera, legato alla sedia, diventi tutt’uno con la scrivania e non stacchi gli occhi dal manualone intonso, che non sai nemmeno di che materia sia, né che cosa voglia dire intonso.  L’unico cibo che puoi permetterti è quello liofilizzato come Samantha Cristoforetti oppure quello che puoi arraffare da una busta senza staccare la testa dal libro. I biscotti diventano protagonisti assoluti: hai 3 confezioni accoccolate tra le gambe, afferri e mangi senza né deglutire né fare caso a quello che ingurgiti. Li alterni con caffè doppi, tripli, scaldati nelle pentole delle caserme, versati nelle brocche di ceramica che tua zia ha comprato a Loreto. Non dormi, in preda a convulsioni e isteria da caffè. Prometti che domani sarà diverso, domani mangerai solo quello che consiglia il tuo astrologo.
  2. abbuffarsiCibi da mangiare con l’alibi. L’hai studiato bene il sito di benessere, con tutti i consigli per avere una bella abbronzatura e eliminare le occhiaie. Il tuo manuale è ancora a pagina 2, invece; il sito ti dice: per fare un buon esame devi mangiare sano e leggero. Mangi uno yogurt, un frutto, 2 mandorle e un cespo di lattuga non lavata. Svieni 2 volte e decidi di dar retta solo a chi ha fatto la guerra, a tua nonna, che di cose ne ha viste. La nonna è irremovibile: hai bisogno di proteine (strato su strato innalzi un panino a 9 piani, con 4 diversi insaccati e almeno 2 uova fritte: ti servono energie); la nonna è ancor più tenace: ti serve il pesce, che aiuta la memoria. Scoli direttamente sulla lingua tutte le lattine di tonno che trovi in dispensa: il fosforo ti aiuterà a fissare date, formule, elementi chimici. Che, se ci pensi bene, non ti ricordi nemmeno le materie dell’esame. È sul dolce poi che la nonna diventa granitica: hai bisogno di zuccheri. Immagini subito una torta al cioccolato alta come una cattedrale, ma non hai tempo né di farla né di andarla a comprare: spalmi cioccolata su tutte le superfici che trovi, dal pane al vocabolario di latino, e ti spruzzi in bocca la panna montata del discount. Poi ricordi che tua nonna ha tutte le forme di diabete e un colesterolo che non ti dico, e vai a dormire col mal di pancia, ma un mal di pancia tutto nuovo, inedito; quello di chi ha solo 3 giorni per prepararsi all’esame di maturità.
  3. mangiare davanti al frigoriferoCibi da mangiare in piedi davanti al frigo. Il terzultimo giorno di studio è quello in cui incolli sul dizionario tutte le schede coi verbi irregolari, convinto che ti salveranno dalla bocciatura. Solo in questa pratica sei riuscito ad essere preciso, minuzioso, così intollerabilmente perfetto. Eri tanto assorto da aver dimenticato ogni cibo e ogni alimento; ora che hai finito, hai fame. Corri davanti al frigo e non hai tempo di cucinare niente: prendi a morsi due diverse pizze ancora surgelate; con qualche dente in meno, ti avventi sui sottaceti, che ti hanno sempre fatto orrore. Finisci sull’unica certezza degli angoli di ogni frigo: i wurstel di pollo; tua mamma li ha comprati per l’insalata di riso e sono lì che aspettano. Li mangi crudi, nel peggiore dei casi senza nemmeno toglierli dalla confezione. Finiti i wurstel hai quell’inconfondibile senso di nausea e felicità, dovuto forse agli zuccheri del ketchup che ti versavi direttamente in bocca dal tubetto. Prendi 2 bicchieri di acqua e bicarbonato. Mancano 2 giorni e non hai combinato nulla.
  4. gelatoCibi da mangiare perché fuori è estate. Fuori è caldo, ti arriva qualche raggio dalle tapparelle abbassate. Per tutti è estate, lo sai; lo sai perché te lo ricordi. L’anno scorso a quest’ora ti tuffavi a bomba da uno scoglio. Tuo padre carica e scarica la sedia a sdraio dal portabagagli dell’auto. Vuoi che sia estate anche per te: cominci mangiando i cubetti di ghiaccio che trovi in freezer e senza soluzione di continuità ti trovi a divorare 3 diversi sorbetti e una barca di gelato; ne esci col mal di testa e col mal di denti. Piangi sulla pagina 3 del manuale, quella che hai cominciato almeno 7 volte e ti ammazzi di gallette di riso, convinto che queste compenseranno tutti i tuoi stravizi. Ti addormenti vicino al freezer, manca un giorno solo.
  5. camomillaCibi da mangiare per restare calmi. L’ultimo giorno è quello in cui ogni parvenza di dignità, ogni inibizione, crollerà per sempre. Mangi gli avanzi degli avanzi: gli scarti e i resti di tutto ciò che hai maleducatamente piluccato in questa orribile settimana. Mischi tutto e poi sviluppi la più paradossale delle assuefazioni: quella da camomilla. Tua nonna la beve sempre quando ha mali da reflusso: oggi è il tuo turno, guadagni la scatola dei filtri e ne fai una dietro l’altra; passi il pomeriggio in bagno, con la vescica che urla pietà e i tuoi scampoli di cervello infuriati contro te stesso. Piangi di nuovo; volevi che la tua notte prima degli esami fosse mitica, leggendaria, da cantare nelle canzoni, da raccontarla ancora per anni; invece sei solo e abbracciato al water, col manuale sempre aperto a pagina 3. Poi tuo padre ti guarda. Si avvicina. Abbassa la voce di un tono e dice la frase che hai sempre temuto, la classica perla di saggezza di fronte alla quale provi solo imbarazzo: “Tanto, l’esame più importante è la vita”. Pensi che sia  la battuta più goffa di tutto il cabaret inconsapevole di tuo padre, ma ti rendi conto che in fondo è vero. Domani ti svegli, vai all’esame, dai il meglio. Se va bene, bene. Altrimenti lo sa solo il cielo quante torte al cioccolato ti mangi. In bocca al lupo.

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