Il buono della Romagna: Al Mèni a Rimini

9 giugno 2015

È il circo dei sapori, signore e signori, un po’ fiera dei (buoni) gusti un po’ grand prix dei talenti emergenti. Metti un tendone di 1.500 metri quadri che si trasforma in una cucina a vista sul mare, 12 giovani chef da tutto il mondo e un mercato dell’eccellenza emiliana 12 giovani chef da tutto il mondo e un mercato dell’eccellenza della Via Emilia, 41 prodotti Dop e Ig, il tutto mescolato con sapienza da qual gran genio di Massimo Bottura. Sono questi gli ingredienti della seconda edizione di Al Mènidal 19 al 21 giugno a Rimini, a Piazzale Fellini, a due passi dal mitico Grand Hotel – il grande evento gastronomico ideato dallo chef dell’Osteria Francescana e dal Sindaco della città Andrea Gnassi. Ce n’è per tutti i palati tra cibo di strada, lab store e prodotti delle condotte Slow Food, il tutto impastato in una goduriosa atmosfera felliniana carica di grande energia. Enrico Vignoli, co-fondatore del progetto Postrivoro, racconta ad Agrodolce tutte le novità della seconda edizione.

Enrico vignoli

Enrico vignoli

Enrico, proviamo a partire da una definizione: per chi non lo conosce, che cos’è Al Mèni?
È prima di tutto una grande festa, dove s’incontrano culture, sapori, personalità che hanno qualcosa da dire e da dare. È una grande occasione d’incontro. L’intuizione di Massimo Bottura è stata quella di fare qualcosa di pop, nell’accezione più bella del termine, ovvero fare avvicinare la gastronomia a un pubblico ampio e non chiudersi solo ai cosiddetti foodies“.

Non è il classico evento eno-gastronomico paludato per esperti del settore o addetti ai lavori, ma un mega mix dalle atmosfere felliniane, festose e goderecce.
Proprio così. Del resto a Rimini, in giugno, è già partita la stagione estiva e il pubblico è quanto di più trasversale si possa pensare. Per questo ci si è immaginato uno spazio per tutti: con 5 euro si può mangiare un piatto di qualità nell’area dello Street Food, oppure spendere qualcosa di più al Circo dove si alterneranno giovani chef da tutto il mondo. I livelli di consapevolezza sono diversi ma sempre tarati su grandi prodotti della tavola“.

al meni 2

Le novità di questa seconda edizione?
Sono diverse. A cominciare dai laboratori di Slow Food Emilia, due incontri al giorno con pescatori, sfogline e chef del territorio: ma oltre al taglio regionale, ce ne sarà anche uno incentrato sulla cucina dell’Anatolia, perché è sempre bello raccontare le storie degli altri e scoprire cose nuove sulle cucine degli altri paesi. Poi ci sarà uno spazio dedicato allo street food espressione del territorio e ancora un lab store dell’artigianato e del design – ad alto tasso di creatività e innovazione – per raccontare il “sogno romagnolo” ovvero quello di gente abituata a lavorare ma anche a sognare sopra le righe“.

Il cuore gourmet di Al Mèni è però il grande tendone da circo che ospiterà gli show cooking di 12 chef stellati in arrivo da tutto il mondo. Come sono stati selezionati?
Sette sono stati scelti da me attraverso Postrivoro – ovvero il progetto che da quattro anni si dedica alla ricerca e alla scoperta di giovani chef che lavorano per importanti ristoranti stellati europei o che sono in procinto di aprirne uno loro – altri cinque da Andrea Petrini. Sono tutti ragazzi che abbiamo conosciuto in giro per il mondo e che crediamo segneranno il futuro della gastronomia mondiale“.

al meni 3

C’è n’è almeno uno che proprio non si deve perdere?
(ride) “Non sarebbe corretto se ne citassi solo uno. Quanto a importanza, per me sono tutti sullo stesso piano. Ce ne sono alcuni meno noti e altri, come Vladimir Muhin del White Rabbit di Mosca, che invece sono più conosciuti: ma, in generale, riservano tutti delle grandi sorprese. E nel circo s’incontreranno con 12 chef dell’Emilia Romagna, selezionati da CheftoChef, tra cui Piergiorgio Parini a Franco Cimini”.

Massimo Bottura si dedicherà invece a un altro genere di piatti…
Esatto, non si metterà ai fornelli ma venerdì sera inaugurerà l’evento cimentandosi alla consolle per un dj set davvero speciale. Uno degli show cooking sarà invece affidato a uno dei due sous chef dell’Osteria Francescana, ovvero Davide di Fabio“.

almeni bottura

La trasversalità di Al Meni è così accentuata che dallo street food si passa alle atmosfere raffinate di una colazione ottocentesca al Grand Hotel. Di che si tratta?
Forse la cosa più gourmet di questa edizione, una vera chicca. Si tratta di un déjeuner sur l’herbe, un vero e proprio pic nic nei giardini dell’albergo: sarà curato da Claudio di Bernardo, chef del Grand Hotel di Rimini, e dal maestro di pasticceria Roberto Rinaldini in collaborazione con Massimo Bottura e gli chef di Al Meni“.

La seconda edizione di Al Meni è patrocinata da Expo 2015. È un valore aggiunto?
Sì, perché c’è un filo conduttore che li lega. È un bel modo per far vedere che lo scambio di visioni e di culture o la scoperta di produttori e prodotti non è fattibile solo all’interno di Expo. Al Meni non è solo una grande festa ma la rappresentazione di come si possa portare il mondo in provincia“.

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