Il cibo del futuro secondo Expo

12 giugno 2015

Come sarà il cibo del futuro? Che cosa mangeremo, come sarà prodotto, impacchettato e distribuito? Ce ne sarà a sufficienza per tutti? Sono queste le domande che stanno dietro allo slogan di Expo 2015Nutrire il pianeta, energia per la vitail cibo del futuro è in mostra a expo milano nel future food district Sicuramente molto dipenderà dal comportamento di ognuno di noi, comportamento che proprio l’esposizione vuole cercare di sensibilizzare con mostre, incontri e progetti. Nel sito espositivo però troviamo anche qualche suggestione, idea, soluzione, sogno per ciò che potrebbe accadere nel futuro dell’alimentazione. Li potete cogliere semplicemente passeggiando, all’interno dei padiglioni oppure in quello che viene definito Future Food District, uno spazio dedicato proprio al cibo del futuro con un’esibizione a cielo aperto, una piccola mostra al chiuso, un’aula didattica e un supermercato innovativo. Vediamo allora che cosa succederà nei prossimi anni.

  1. insetti da mangiareInsetti e larve: secondo la società Umanitaria sono questi i cibi del futuro per ridurre la fame nel mondo e tutelare il pianeta, naturalmente solo le specie commestibili, non tutte. In realtà non è una novità, almeno in alcuni Paesi dove questi ingredienti sono già consumati quotidianamente. Per la Thailandia saranno serviti anche durante Expo. Non solo: in California negli ultimi anni si stanno già sviluppando allevamenti di grilli, utilizzati poi per produrre farine. Il futuro è meno lontano di quello che pensiamo.
  2. sorgoCereali dimenticati: nel cluster dedicato ai cereali e ai tuberi a Expo, ogni giorno si ha la possibilità di scoprire prodotti ormai dimenticati in Italia come il sorgo, un cereale naturalmente senza glutine, utilizzato in varie zone del mondo ma non più tanto da noi. Almeno per ora visto l’aumento continuo e inarrestabile dei celiaci e degli intolleranti.
  3. erbe aromaticheErbe aromatiche: le avete notate? A Expo sono ovunque, sia negli spazi verdi del sito che tutto attorno ai padiglioni dove si possono trovare varietà e piante diverse da quelle a cui siamo abituati tutti i giorni. Che sia un messaggio implicito sull’importanza di questi ingredienti nella nostra alimentazione? Del resto sono ricchi di proprietà e danno sapore alle ricette senza bisogno di aggiungere sale o altri condimenti.
  4. Stampante 3D e food: le potenzialità delle stampanti 3D sono davvero straordinarie. Esistono varie ricerche (in Italia ci sta lavorando Barilla) che puntano a creare, o meglio, stampare cibi 100% personalizzabili in forma, colore, misura. Un giorno potremmo andare al supermercato e stampare direttamente il nostro pranzo anzi, in alcuni Paesi come gli Stati Uniti questo è già possibile.
  5. vertical farmVertical farm: visto l’aumento delle aree urbane, della desertificazione e dell’impoverimento dei terreni ci sono studi in corso per capire dove coltiveremo i nostri prodotti in futuro. Secondo alcuni (lo si vede anche lungo le pareti esterne di alcuni padiglioni come quello degli Stati Uniti e di Israele) la soluzione è la vertical farm (sistema di coltura idroponica) o i giardini verticali, perfetti anche nelle nostre città.
  6. jellyfish bargeColtivare il mare: se non ci basta più la terra, perché non iniziamo a utilizzare gli spazi marini (circa il 71% della superficie del Pianeta)? A questo proposito a Expo sono presentati due progetti. Il primo è un lavoro dell’università di Milano-Bicocca e della fondazione Minoprio che punta a creare delle vere e proprie fattorie galleggianti (floating system). Follia? La soluzione è in fase di sperimentazione alle Maldive, arcipelago costituito per il 99% da acqua e dove è difficilissimo riuscire a coltivare il poco terreno. Il secondo progetto è della start up Pnat dell’università di Firenze e si chiama Jellyfish Barge. Non è altro che una serra galleggiante, autosufficiente perché dotata di sistemi che purificano l’acqua del mare o inquinata sfruttando l’energia solare come fonte energetica. Il prototipo del Jellyfish Barge si trova in un canale tra Pisa e Livorno, canale Navicelli.
  7. Packaging del futuro: una volta prodotti gli alimenti dovranno essere conservati, elemento molto importante perché una buona conservazione permette di allungare la vita del prodotto e di diminuire se non eliminare lo spreco, vera piaga dei Paesi industrializzati. L’azienda Sealed Air ha portato a Expo 4 idee-sfide. Da una parte un involucro trasparente, ergonomico, che sostituisca il classico vassoio; dall’altro un packaging formato da un vassoio rigido e da un top flessibile dotato di una valvola attraverso cui è possibile inserire il condimento e il pasto è pronto in pochissimi minuti. Geniale l’idea di creare poi confezioni collegate con un sensore al frigorifero in modo che sia segnalato quando si avvicina la data di scadenza o se si sta alterando qualcosa ancora prima. Infine, avete mai pensato che, magari nel 2050, possano esistere packaging edibili?
  8. supermercato del futuroSupermercato del futuro: il Future Food District è dominato da quello che è definito il supermercato del futuro, uno spazio in cui, toccando gli ingredienti, si possono avere molte informazioni aggiuntive su quel prodotto attraverso degli schermi interattivi. Per esempio, se toccate la bottiglia di un succo di arancia, avrete informazioni sugli allergeni presenti, sui suoi valori nutrizionali, sull’impatto ambientale per produrre quel prodotto, sull’origine e sui dettagli, ad esempio il fatto che provenga da coltivazioni integrate e fair trade.

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