Riso rosso fermentato vs colestorolo: l’esercito dei pharmafood avanza

24 giugno 2015
di Francesca Spadaro

Dopo curcuma, caffè verde e frutti rossi, l’esercito salvifico dei nutraceutici (neologismo per tutti gli alimenti considerati curativi) schiera un nuovo soldato: il riso rosso fermentato. Prodotto dalla fermentazione del comune riso da cucina (Oryza sativa) per azione del lievito rosso Monascus Purpureus, questo particolare alimento è considerato un nemico naturale del colesterolo. Durante il processo fermentativo, il lievito rosso libera un gruppo di 14 sostanze denominate monacoline che contribuiscono al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue.Studi scientifici dimostrano che il riso rosso fermentato riduce i livelli di colesterolo grazie all'azione delle monacoline Tra queste primeggia la monacolina K con effetti terapeutici sovrapponibili a quelli delle statine, considerate il farmaco elettivo per la riduzione dei livelli ematici di colesterolo. La comunità scientifica grida al prodigio e il business del riso rosso fermentato ascende lesto. Ma quali le origini del riso dai chicchi purpurei? Alimento tradizionale della cucina cinese, viene tutt’ora consumato come contorno, utilizzato come colorante naturale o come additivo per la preparazione di bevande alcoliche come vino o sake. Ma i cinesi, padri della fitoterapia, ne avevano riconosciuto alcune proprietà curative già 1000 anni fa: protegge l’apparato gastrointestinale da infiammazioni e migliora la circolazione sanguigna.

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Oggi il riso rosso fermentato viene commercializzato sotto forma di estratto secco, ne vengono esaltati tutti gli effetti benefici come la riduzione dei trigliceridi, oltre all’ormai nota azione sul colesterolo. In Italia è liberamente venduto come integratore alimentare e consigliato a chi non tollera gli effetti delle statine. Attenzione però, non è tutto pharma il food che luccica, ammonisce l’Anses (Agenzia francese per la sicurezza alimentare): nonostante gli straordinari effetti positivi, gli integratori a base di  riso rosso fermentato se assunti in dosi eccessive, possono avere i medesimi effetti collaterali delle statine quali danni al fegato e ai muscoli in aggiunta a disagi intestinali e mal di testa. È sconsigliata l’assunzione di tali integratori alle donne in gravidanza, in allattamento e a chi soffre di insufficienza renale o epatica. Va detto però che il consumo del riso rosso fermentato come cibo di base non è causa di alcun danno, non ha conseguenze avverse né effetti collaterali. Per cui, seguendo il consiglio di Ippocrate, se vogliamo che il cibo sia la nostra medicina e la medicina il nostro cibo, mangiamo quello vero.

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