Pane nero al carbone: è solo moda o fa bene?

30 giugno 2015

È innegabile, vedere un pane totalmente nero colpisce immediatamente la nostra attenzione: questo colore non è tra i più allettanti in campo alimentare e risulta alquanto insolito tra i prodotti lievitati e da forno. Rimanendo nell’ambito dell’estetica il pane nero ha un suo perché: se abbinato a particolari materie prime da luogo a giochi di contrasto tra i colori accesi dei condimenti e il sottofondo scuro.

pane nero al cabrone

Oggi non è insolito entrare in un panificio o in un supermercato e trovare panini, svariate forme di pane o persino pizze dal colore nero pece. È giusto a questo punto domandarsi se si tratti di una semplice moda passeggera, ideata per stupire la clientela e favorire la commercializzazione del prodotto,Il pane al carbone vegetale aiuta a combattere i disturbi intestinali e le intossicazioni alimentari oppure se esistano benefici a livello funzionale dovuti al consumo di questo pane innovativo. Per essere precisi, parlare di pane nero non è una novità: questa dicitura è da sempre utilizzata per definire tutti i lievitati realizzati con farine integrali, di segale o altre farine multicereale capaci di conferire un aspetto scuro e ambrato al prodotto cotto. Ma il pane al carbone vegetale ha un’altra genesi e nasce con l’intento di coniugare i benefici derivati dal carbone con il mondo della panificazione. Quindi di cosa si tratta?

carbone vegetale polvere

Il carbone vegetale è un integratore alimentare con una precisa azione assorbente e antifermentativa, cioè capace di moderare disturbi intestinali come meteorismo, coliti e gonfiore addominale, ed è efficace nelle intossicazioni causate da alimenti e farmaci. Il carbone vegetale viene venduto in farmacia come un comune integratore alimentareIl carbone vegetale si ottiene tramite un processo di pirolisi (combustione termica in ambiente privo di ossigeno) di determinati tipi di legno come betulla, salice, pioppo o tiglio. Il prodotto così ottenuto viene trasformato in una polvere finissima ed estremamente porosa. Tale porosità è la principale responsabile dell’azione disintossicante del carbone vegetale, definito anche carbone attivo. La polvere di carbone infine viene inserita in capsule e venduta sotto forma del conosciuto integratore alimentare. Il carbone vegetale, proprio per le sue proprietà assorbenti, va assunto con moderazione: la sua azione è in grado di compromettere o inibire l’azione di alcuni farmaci, riducendone l’efficacia.

pizza-black-carbone

La polvere di carbone attivo è comunemente usata come colorante alimentare ed è da qui che si è partiti per la realizzazione di impasti ad hoc. La città che ha visto la maggior diffusione di prodotti lievitati a base di carbone vegetale è stata Roma. Negli ambienti gourmet della capitale alcuni panificatori hanno studiato ricette apposite e realizzato impasti per pane e pizze. Il carbone vegetale in polvere è inserito negli impasti in precise quantità che dipendono dal rapporto con i chilogrammi di farina utilizzati. Le giuste proporzioni, frutto di ricerca e sperimentazione, sono state individuate con il preciso obiettivo di non apportare nessuna variante nel gusto originale. I sostenitori di questa nuova tipologia di pane ritengono che la presenza di carbone nell’impasto conferisca maggiore digeribilità e leggerezza al prodotto, qualità che si sommano ai benefici dovuti alle proprietà intrinseche del carbone.

E torniamo al punto di partenza: moda passeggera o innovazione gastronomica? Non vi resta che assaggiare del pane nero e darci una risposta.

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