Abbasso la pappa al pomodoro oppure no?

3 luglio 2015

Potremmo anche arrivare a definirla una versione estiva della più tradizionale ribollita, ma gli ingredienti in questo caso sono il cavolo nero e fagioli (ed è un piatto invernale). L’origine della pappa al pomodoro è invece industriale, cioè quando i pomodori diventano pelati in scatola. È a Torino nel 1856 che Francesco Cirio fonda la prima società di inscatolamento e conserve alimentari che porta il suo cognome. Poi dopo l’unità d’Italia, la società divenne Cirio società generale conserve alimentari e gli stabilimenti fiore all’occhiello sono a Napoli nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Mangiare in scatola diventa di moda soprattutto dopo l’Esposizione Universale di Parigi del 1867.

gian burrasca

Ambientato nel 1905, i ragazzi raccontati da Bertelli ne Il Giornalino di Gian Burrasca non saranno da meno: la pappa al pomodoro resa famosa nel libro si basa su pane sciocco (cioè senza sale) bagnato e cotto assieme al pomodoro (pelato e passato) con uno spicchio di aglio, basilico, guarnito con l’olio di oliva extravergine, e infine sale e pepe quanto basta; la pappa al pomodoro è stata resa famosa dal giornalino di gian burrasca dello scrittore fiorentino vamba dovrebbe essere mangiata fredda e senza l’aggiunta di formaggio. Il Giornalino di Gian Burrasca è un romanzo dello scrittore fiorentino Vamba (al secolo Luigi Bertelli) pubblicato nel 1907 prima in versione pamphlet poi ridotto a libro. È un diario del novenne Giannino Stoppani, un discolo il cui soprannome è naturalmente Gian Burrasca. Tra i vari guai che combina, infila del colorante nelle pietanze di avanzo della mensa, al fine di rovinare la zuppa di pane del venerdi (l’antica ribollita). Scatena nel collegio dove risiede una sommossa a mensa e costringendo i precettori a dare ai ragazzi per cena la moderna e sana pappa al pomodoro: potenza del marketing ante literam.

rita pavone

Il racconto è stato reso famoso al grande pubblico da una trasposizione televisiva del 1964 con la regia di Lina Wertmüller (che stranamente mantiene un titolo breve per gli standard della regista): qui Giannino è interpretato da Rita Pavone che ne canta anche la sigla “Viva la pappa col pomodoro” su musiche del grande Nino Rota. La canzone ebbe un enorme successo per l’epoca, così come il piatto. Personalmente non apprezzo molto la pappa al pomodoro, in quanto nulla aggiunge alla più sincera ribollità, né al più dignitoso gazpacho, ma anzi, in qualche senso ricorda di più le Campbell Tomato Soup. Voi, invece, che ne pensate?

I commenti degli utenti