Cosa mangiano davvero gli americani?

8 luglio 2015

Cibo spazzatura, secchi di coca cola e hot dog; hamburger e dolci dai colori psichedelici: noi gli americani li vediamo così, consumatori che s’ingozzano di cibo poco salutare in maniera veloce e senza controllo. un insieme di stati che riflette nella cucina le diverse migrazioni e popoli che hanno attraversato la sua storia In realtà, quando diciamo Stati Uniti, ci riferiamo a un Paese molto più disomogeneo della più istintiva generalizzazione a cui noi europei siamo spesso abituati. Da Nord a Sud, da Est a Ovest, c’è un insieme di stati che riflette nella cucina le diverse migrazioni e popoli che hanno attraversato la sua storia. Le prime colonie inglesi che arrivarono in America hanno lasciato il profumo di alcuni dolci e biscotti che ritroviamo nella East Coast. Al Sud c’è la Francia, che, insieme all’Africa, ha dato vita a una cucina creola interessante e dai sapori unici. Andando veso Ovest , in quell’Occidente terra di esploratori, nuova frontiera culturale, c’è il Messico e l’Oriente in piena fusion. Al Centro gli emigrati tedeschi e olandesi hanno dato un’impronta nordica alla cucina del Midwest. E poi c’è New York, laboratorio mondiale e madre di tutte le nuove tendenze, una cucina multiculturale che tutti gli emigranti hanno portato, creando una cross-culture culinaria unica. Esploriamo la cultura gastronomica americana dividendola per aree: cosa mangiano davvero gli americani?

  1. lobster rollNordest. Si pensa subito e solo alla Grande Mela, e invece no. La cucina del Nordest prima di tutto affonda le sue radici nelle colonie inglesi e varia da stato a stato. Nel New England, per esempio, una delle regioni più settentrionali degli Stati Uniti, dominano il pesce e alcuni prodotti caseari grazie alla pesca e alle fattorie; il piatto tipico è la zuppa di vongole e patate a cui è aggiunta pancetta e anche la panna, il chowder. Nel Maine, famoso per le sue aragoste, non può mancare il lobster roll, una sorta di panino farcito con aragosta, maionese ed erbe, solitamente scallion chives (erba cipollina). Il Vermont non è solo noto per il suo formaggio tipico cheddar ma anche per i celebri pancake da inzuppare nel gustosissimo sciroppo d’acero. Nel Massachussets nascono le salse ai mirtilli rossi (cranberries), celebrate insieme al tacchino durante la festa del Ringraziamento. Nel Rhode Island gli hot dog cosparsi di senape e altre spezie si chiamano hot wieners. L’icona culinaria della città di Rocky Balboa, Philadelphia, negli anni 90 è stata la cheesesteak, un panino imbottito con carne di vitello, formaggio fuso e cipolle che, insieme ai soft pretzel (non proprio inventati a Philadelphia), sono entrati nella storia della cucina di una delle città più antiche d’America. Nel vicino Maryland impazzano le crab cakes, crocchette fatte di polpa di granchio, briciole di pane, spezie e uova.
  2. pastramiNew York. A New York è nata la New York style pizza, quella sottile fettina da chiudere in due piena di formaggio e mangiare camminando, e la cheesecake, ormai pienamente adottata in Italia. I newyorchesi amano lo street food, dal kebab ai falafel, ma il re del cibo di strada rimane lui: è l’hot dog con crauti e senape. Dici New York e non puoi non pensare alla leggendaria scena di Harry ti presento Sally dove, nel famoso Katz’s Deli, si trovano i mitici sandwich farciti con pastrami e le knishes (fagottini ripieni di patate, carne trita, cipolle ecc.), entrambi eredità della cucina ebraica dell’Europa orientale.
  3. key lime pieSud. Ad Est, scendendo verso Sud, la cucina si arricchisce di colori, suoni, sapori che evocano storia e migrazioni. Quella del Sud, dal Missouri alla Louisiana passando per il Tennessee, l’Alabama, è sicuramente l’esperienza gastro-storica più interessante. Questa cucina parte dai nativi indiani per arrivare ad africani e francesi, passando per influenze spagnole e irlandesi. Al Sud la chiamano cucina creola, cajun, ma soprattutto soul food, cibo dell’anima, cibo che ti riporta a casa, preparato con ingredienti poveri ma ricchi di emozioni. La cucina della Louisiana parla la lingua del jazz e del blues, dell’Africa e della Francia. Al Sud è nato anche il barbecue, dai nativi indiani in Kentucky, ed è diventato uno stile vero e proprio con la carne di montone. Sempre a Sud, nel North Carolina, il barbecue significa soprattutto carne di maiale: il pulled pork si chiama così poiché la cottura della carne è così lenta da rendere la carne tenera e facile da sfilacciare. In Georgia il piatto nazionale è la peach pie, una crostata di pesche; in Alabama sono popolarissimi i pomodori verdi fritti. Una torta di brownie bagnata in un denso sciroppo diventa la mud pie in Mississippi, mentre Tennesse e Missouri sono famosi per le ribs di maiale affumicate in una salsa agrodolce. Chiude l’Arkansas con il pesce gatto fritto e la Florida con la sua superba e delicatissima key lime pie, una torta con biscotti sbriciolati, lime e meringa.
  4. deep dish pizzaMidwest. Prima di andare verso Ovest ci fermiamo al centro: il Midwest, terra migratoria di olandesi, tedeschi e irlandesi. Apre Chicago con la sua famosa deep dish pizza dalla pasta alta e ripiena di formaggio, la negazione della pizza napoletana. Immense distese di mais e grano: siamo nell’Iowa, dove le pannocchie non sono solo il simbolo dello Stato ma anche un piatto comunissimo, il corn on the cob. I wurstel, spesso fritti e messi su uno spiedo (corndogs) sono arrivati nel Midwest assieme alla tradizione tedesca dei bratwurst, oggi amatissimi nel Wisconsin, e dell’utilizzo delle patate in cucina. Parliamo della carne: si parte dalla cotoletta di maiale servita in un panino (il fried pork tenderloin dell’Indiana) fino all’hamburger in casseruola del Kansas, che in Minnesota chiamano hotdish (arricchito con verdure e brodo); per finire giungiamo nel Wyoming con il fried chicken with gravy. Se da queste parti volete del pesce, dovete arrivare fino al North Dakota per lo stoccafisso (lutefisk).
  5. tacosOvest. Il Grande West, la frontiera, terra di libertà, dei cowboy, di esplorazione. La linea divisoria è la California: a Nord l’Oregon e Washington, a sud incontrando il New Mexico, il Texas e l’Arizona. L’influenza del Messico è più di un confine geografico: nasce il tex-mex, di diretta derivazione messicana ma con un tocco americano. Il simbolo più rappresentativo è il burrito in chiave tex-mex, una tortilla ripiena di carne, fagioli, riso e guacamole. Ovunque voi sarete a Ovest il menu parlerà anche messicano: tacos, guacamole, enchilada. Discorso a parte in California, lo stato con la vocazione più naturalista, ambientalista, salutista e biologica: lo sguardo in cucina volge verso Oriente, e qui è nato il California roll, una versione tutta nuova del sushi con avocado. San Francisco, oltre ad avere una lunga tradizione per il sourdough bread, ospita tra i ristoranti più interessanti degli Stati Uniti, che puntano ad una cucina naturale, slow food e biologica. Se andiamo a Nord, nello stato di Washington, prevale una cucina di pesce come il salmone affumicato sul legno di cedro. Chiudiamo con il Montana e il suo piatto tipico: le rocky mountain oysters, le palle di toro.
  6. loco mocoHawaii e Alaska. L’arcipelago delle Hawaii è un ponte verso l’Estremo Oriente che guarda al Giappone, alle Filippine, alla Polinesia. I classici sono il loco moco (riso, hamburger, uovo fritto e gravy) e i tonkatsu in stile giapponese, il maiale kalua e il manzo al curryInto the wild, e siamo in Alaska: cucina estrema, intensa, come i suoi territori. Pesce e carne: salmone e renna è una combinazione per niente insolita da queste parti.

I commenti degli utenti