Meloni: le 4 varietà da conoscere

14 luglio 2015

C’è ancora chi considera prosciutto e melone il più grande classico dell’estate, l’unica vera ragione per sorbirsi caldo, sudore e sabbia. Il melone è un frutto commestibile della famiglia delle cucurbitacee, di forma tondeggiante o ovoidale, saporito e aromatico. la principale distinzione da porre è tra i meloni estivi e quelli invernali Diffusissimo in tutto il mondo, è prodotto per la massima parte dalla Cina e poi da Turchia, Marocco, Usa, Egitto, India; in Europa, il primo posto è conquistato dalla Spagna, che coltiva un milione di tonnellate all’anno, seguita dall’Italia, grazie a Sicilia, Campania, Lazio, Puglia, Emilia-Romagna. La principale distinzione da porre riguardo i meloni è tra quelli estivi e quelli invernali: i primi si riconoscono per la polpa arancione e la pelle più o meno rugosa, sono presenti sul mercato da maggio a ottobre; i meloni invernali sono gialli o verdi, vengono distribuiti a partire dall’estate, ma si conservano fino a dicembre.

Melone tagliato

Le specie sono poi moltissime, con differenze anche sensibili nel sapore, nel profumo e negli usi. In generale possiamo parlare di una grande presenza d’acqua e di basso contenuto calorico; oltre che dietetico (sia quelli invernali che quelli estivi tendono a non superare le 50 calorie ogni 100 grammi), il melone può avere proprietà lassative, grazie alla presenza di fibre; altissimo e salutare è l’apporto di vitamine, soprattutto A e C. Ecco le varietà principali.

  1. meloneMelone Retato. Riconoscibili grazie alla buccia reticolata, possono avere forma tondeggiante o ovale. Se l’esterno è grigio-verde, con scanalature leggere, la polpa è succosa, aranciata, con sfumature giallo-verdognole. Molto profumato, è detto anche melone americano, per sottolineare la ricca produzione negli Usa. Le varietà del Retato sono numerosissime, tra le più diffuse: Talento, Palatino, Pregiato, Sogno, Stomboli, Merlin, Expo. Il peso è variabile, ma generalmente resta tra 1 e 2.5 kg.
  2. melone cantalupoMelone di Cantalupo. Il genere Cantalupensis comprende frutti di forma ovale, a polpa arancione, con superficie verde-grigiastra, che può essere più o meno liscia o verrucosa. Per il nome bisogna recuperare la tradizione secondo cui alcuni missionari l’avrebbero importato dall’Asia, proponendolo proprio a Cantalupo, oggi in provincia di Rieti, dove si trovava un Castello pontificio. Tra i Cantalupo si possono riconoscere quelli del genere Comune (hanno una polpa più succosa e tendente al rosso) e i Cantalupo Prescott (presentano costole più larghe e scanalatura marcata già sulla buccia). Si tratta di frutti precoci fortemente profumati.
  3. melone gialloMelone d’Inverno. I meloni invernali fanno parte del genere Inodorus, in quanto proteggono l’aroma ricchissimo all’interno e lo sprigionano solo nel momento in cui il frutto è aperto. Il periodo migliore in cui gustarli è tra settembre e novembre: sono detti invernali non tanto per la stagione di produzione, quanto per la lunga conservabilità. Hanno generalmente buccia gialla o giallo-verde, possono raggiungere anche i 4 kg di peso, presentano polpa bianca e succosa. Tra le varietà più note, si ricorda il Gigante di Napoli (buccia sottilissima, polpa molto dolce), il Morettino (di colore verde scuro), il Melone di Malta (la polpa presenta un cromatismo striato che va dal bianco pallido al verde intenso).
  4. melone amaroMelone Amaro. Il melone amaro merita un discorso a parte: del genere momordica, è un ortaggio sempre più diffuso in Africa, Asia e America Latina. Ha forma allungata, colore verde intenso, buccia ricoperta di bitorzoli. Studi recenti hanno mostrato l’alto contenuto di antiossidanti e la sua capacità di ridurre il livello di zuccheri nel sangue; è per questo impiegato nella produzione di tè e infusi che possono agevolare le diete di chi soffre di diabete; gli sono altresì riconosciute proprietà benefiche contro la stitichezza, per prevenire e combattere infezioni e per il benessere della pelle.

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