Imparare a degustare un distillato in 3 passi

17 luglio 2015

Avete mai pensato di andare a lezione di degustazione per distillati? Noi sì, anzi. Lo abbiamo fatto al solo scopo di poterlo raccontare a voi. Ok non è del tutto vero: l’abbiamo fatto perché degustare un distillato può dare emozioni forti tanto, quanto la degustazione di un vino. Ecco quindi alcuni appunti utili.

  1. Bicchieri da distillatoIl Bicchiere: tutto comincia con il bicchiere e il nostro fido strumento è Kopernico, diretto discendete del classico baloon. È piccolo e panciuto e l’imboccatura mantiene la forma del suo antenato. Ideato e studiato per dare la giusta quantità d’aria perché il distillato racconti la sua storia sprigionata dagli aromi, e per non esagerare con l’assaggio (così che i sui fumi evitino di far raccontare a noi le storie). Poche didascaliche notizie e, diretti, dalla teoria passiamo alla pratica: impariamo a maneggiare il bicchiere. Il dito medio deve poggiare sul fondo e spingere il bicchiere verso il polso. Lo si accompagna fino al palmo della mano e poi di nuovo su per dare aria nella giusta quantità. Non temete, più facile a farsi che a dirsi.
  2. naso per degustareSi degusta con il naso: molti credono che sia della bocca il verdetto finale; che la lingua e le sue parti (la punta legge il dolce, dal retro è letto il salato, ai lati l’acido e in fondo l’amaro) accarezzate dal liquido, restituiscano un giudizio critico, per quanto soggettivo, di ciò che si sta assaggiando. Tutto sbagliato: la degustazione è olfattiva e l’assaggio è una scienza esatta che richiede precisione millimetrica e tempo ben preciso per capire cosa ci sia nel bicchiere. In una degustazione è il profumo iniziale che colpisce il naso; è il naso, per primo, che dialoga con il cervello, e insieme creano collegamenti, richiamano ricordi di odori e sapori e, alla fine, è di nuovo il naso a suggerire alla bocca il gusto di ciò che assaggia.
  3. NasoL’utilizzo delle narici: molti annusano di impulso, con tutte e due le narici contemporaneamente. Si annusa troppo e alla fine è come non annusare nulla; in realtà la giusta sequenza prevede che si proceda prima con la narice destra, poi con la sinistra e infine con tutte e due assieme. Solo così è possibile capire se ci sia equilibrio e di conseguenza se il prodotto è di qualità. Quando il profumo di un distillato è naturale l’odore sarà coerente alle due narici, sia che annusino singolarmente sia che lo facciano assieme. Se un distillato ha profumi di sintesi (quelli creati in laboratorio e non derivati da distillazione, macerazione, o infusione di una sostanza profumata) le due narici non sentiranno mai la stessa cosa. Potrà accadere che la narice destra senta una sequenza ben precisa di odori e quella di sinistra la legga al contrario. I profumi non combaciano quando le narici annusano insieme, la reazione colpisce il naso e chiude la gola. Se si dà un po’ di aria muovendo il bicchiere e si riannusa, la gola pizzica e si chiude in modo violento. Il naso si anestetizza a causa dell’odore intenso e, se si annusa ancora una volta, non si sentirà niente se non il fastidio alla gola. E dunque, degustazione finita? Il rimedio non tarda ad arrivare: esiste un antidoto, un bicchiere d’acqua. Si comincia con un sorso di acqua, la si mastica letteralmente e si respira a pieni polmoni. L’acqua si frantuma nel cavo orale, l’aria calda passa, reidrata il naso e gli restituisce le sue funzionalità. Insomma, bevi che ti passa.

Che dite? Proviamo a degustare qualcosa insieme?

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