10 trattorie di montagna da provare in Toscana

29 luglio 2015

La Toscana è una regione ricca di storia e cultura e di paesaggi da cartolina, ma per una volta vorremmo portarvi a scoprire quella parte di territorio più selvaggio e ricco di funghi e cacciagione, un piccolo itinerario dove mangiare bene in montagna. Per un toscano scappare dalla calura estiva e rifugiarsi in un paesino a 600 metri di altitudine è già montagna, e questo vuole dire andare a cercare il fresco e il cibo buono: noi vorremmo farvi scoprire 10 trattorie dove mangiare bene dalle Alpi Apuane passando per l’Appennino, il Casentino fino ad arrivare al Monte Amiata, che svetta nel bel mezzo della Toscana meridionale tra le province di Siena e Grosseto.

  1. locanda dello yetiL’Abetone, nella montagna pistoiese, è uno dei luoghi vicino a casa dei toscani dove andare a rinfrescarsi in estate e dove andare a sciare in inverno. Tra i vari posti dove rifocillarsi, spicca La Locanda dello Yeti (via Brennero 324, località Le Regine – Abetone), una trattoria dove i funghi, rigorosamente del territorio, sono uno dei must: non perdete  i taglierini con i porcini. Tra i piatti imprescindibili ci sono anche i tortelli al cacao ripieni di ricotta fresca e conditi con burro fuso, pecorino a scaglie e speck. Ma la locanda è anche un tempio della cacciagione dove mangiare cinghiale, capriolo e filetto di cervo.
  2. hotel ristorante k2L’Amiata è la Montagna Madre, che con i suoi 1738 metri svetta sovrana nella parte sud della regione. Ricoperta da faggi e conifere, dalla sua vetta è possibile ammirare paesaggi magnifici e sconfinati sulla Maremma, la Val d’Orcia e la valle dell’Ombrone. Ad Abbadia San Salvatore, sul versante senese è da provare l’Hotel Ristorante K2 (via del Laghetto, 15) dove la famiglia Pallai offre una cucina di tradizione. La cuoca Mariella è un’artista della pasta fresca, e dalle sue mani escono tortelli maremmani da condire con le scaglie di parmigiano e l’olio buono, gnocchi al sugo di cinghiale e tagliatelle. Mariella fa anche un’ottima zuppa di cipolle al forno oltre all’arrosto misto e i fegatelli e una bella quantità di marmellate e dolci fatti in casa, tra cui la torta Ricciolina tipica del paese badengo. Il K2 oltre a ristorante è anche da albergo ed è aperto tutto l’anno.
  3. la_lina_Bagnone, piccolo comune della Lunigiana, fa parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, e nelle sue terre si coltiva la cipolla di Treschietto, caratterizzata da un gusto agro e dolce allo stesso tempo. A Bagnone si va a mangiare da La Lina (piazza Marconi, 1) una trattoria con alloggio in un palazzo antico del paese che mixa la cucina tosco-ligure-emiliana. Bisogna per forza cominciare con l’antipasto della casa a base di salumi locali, torte d’erbe e quando è periodo la barbotta fatta con le cipolle di Treschietto. Il piatto della casa sono i testaroli al pesto, ma se ci sono provate anche le lasagne bastarde fatte con la farina di castagne. La carne qui è sinonimo di agnello di Zeri, sia al forno che fritto, ma anche il tacchino farcito è ottimo. Dulcis in fundo con il canestrello di Bagnone, una vera specialità.
  4. il rifugioSospeso tra le foreste della Val Tiberina, Caprese Michelangelo è il paese che prende il nome dal famoso Buonarroti, e qui arrivano turisti da tutto il mondo per visitare la sua casa natia. Il Rifugio (via Lama, 367) è una di quelle tipiche trattorie dove gli antipasti caldi sono famosi dappertutto, a base di funghi e tartufi. Poi c’è la pasta fresca fatta in casa come i pici con ragù di Chianina, le tagliatelle e i ravioli, e la carne: la fa da padrona con la bistecca, le grigliate miste e la tagliata con funghi porcini e tartufo. Un locale come quelli di una volta, dove ancora ti lasciano la bottiglia dell’amaro sul tavolo a fine pasto.
  5. locanda apuanaTra i solchi del marmo, svetta il paese di Colonnata, situato in una delle zone marmifere più importanti del mondo. E oltre alla bianca pietra, si viene quassù anche per assaporare il suo famoso lardo. Un posticino da provare è la Locanda Apuana (via Comunale, 1). Non si può iniziare il pasto che con il lardo, al naturale oppure accompagnato da fichi caramellati, sui crostoni insieme alle acciughe, condito con capperi, cipolla e pomodori. Ottimi sono i testaroli al pesto tipici di queste parti oppure le tagliatelle di farro ai funghi che valgono il viaggio. Tra i secondi ricordiamo il coniglio lardellato e la ciccetta di maiale alla cavatora. Si finisce con la torta di riso, tipica della zona di Carrara.
  6. A Pianosinatico, poco distante dall’Abetone, val bene una sosta da Silvio La Storia a Tavola (via Brennero 181, località Pianosinatico), il tipico posto retrò con il bar all’ingresso e la saletta dietro. Qui si cercano di usare il più possibile prodotti dei Presidi di Slow Food. I funghi sono quasi sempre presenti e lavorati in vari modi, trasformati in sugo per crostini o per accompagnare la pasta, e sono ottimi nella vellutata di ceci e patate. Tortelloni alla salvia, pancetta di maiale al forno e al posto del dolce: vi consigliamo di terminare il pasto con una bella selezione di formaggi di latte crudo della montagna pistoiese. Bella la carta dei vini, ma se volete cambiare, concedetevi una bella birra artigianale.
  7. il caminoMarradi ha sempre il suo fascino: in inverno si prende il treno a vapore per andare alla festa del marrone e in estate si va a rigenerarsi tra i suoi boschi. Poco fuori dal centro del paese, si trova la trattoria Il Camino (via Beccarini 38). Cucina tosco-romagnola: crescentine con prosciutto e crostini misti per partire, a seguire ravioli al cinghiale, tagliolini ai funghi oppure cappelletti in brodo. La carne si divide tra arrosti, bocconcini di carne ai funghi, e il famosissimo fritto misto. Il dolce specialità della casa è il bicchierino, una specie di crème caramel in un bicchiere, avvolto da zucchero a velo.
  8. la tana degli orsiSiamo nell’alto Casentino, a Pratovecchio, vicino alla bellissima pieve di San Pietro a Romena e dai resti dell’omonimo castello. La tana degli Orsi (via Roma, 1) è un’osteria legata al territorio, ma che sa osare con un tocco di creatività, gestita da Simone e Caterina. Si può partire con il crudo sia sottoforma di tartare, rigorosamente di chianina, oppure con una brioche salata ripiena. Tra i primi gnocchi di patate con rigatino di maiale grigio del Casentino, tortelli di piccione oppure gli insoliti tortelli di baccalà alla livornese. Pollo fritto o filetto all’imperiale del cuoco vanno assaggiati e leggere la carta dei vini è un vero piacere in questo posto.
  9. La Garfagnana è una di quelle parti di Toscana schietta e ancora da finire di scoprire, terra di Giovanni Pascoli dove la natura vigorosa è a tratti quasi poetica. Una delle soste obbligatorie a San Romano in Garfagnana è la trattoria La Greppia (via Orecchiella 2, Parco dell’Orecchiella), che da 50 anni dà conforto a chiunque si accomodi ai suoi tavoli. Da provare il prosciutto Bazzone della Garfagnana che vi farà da apripista a farro, pasta fatta a mano con farina di castagne, selvaggina e carrè di maiale cotto nel forno a legna. Con il bel tempo vi consigliamo di mangiare fuori nel parco.
  10. Siamo nel versante grossetano dell’Amiata, luogo ideale per andare a cercare i funghi e per immergersi completamente nella natura e crocevia strategico per le terme di Saturnia, Pitigliano e la montagna. A Catabbio, poco distante, si trova la trattoria La Posta (via Verdi, 14). La cucina è semplice, un misto tra Amiata e Maremma con tortelli maremmani, pappardelle al cinghiale e l’acquacotta alla maremmana. Tra i secondi piatti, cinghiale con le prugne e buglione di agnello vanno per la maggiore.

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