Vongole fuorilegge: la parola agli esperti

30 luglio 2015

Un altro decreto UE mette in seria difficoltà la tipicità nostrana. Questa volta la questione è parecchio spinosa, nemmeno troppo facile da capire, e ha a che vedere con la tutela dei mari e della biodiversità. L'UE ha vietato la pesca di vongole aventi diametro inferiore ai 25 millimetri per tutelare i mari e la biodiversità Proviamo a entrare un po’ più nello specifico per capire il problema e quale potrebbe essere una soluzione che venga incontro a tutti, vongole comprese. Con l’allegato 3 del regolamento europeo 1967 del 2006 l’Unione Europea vieta la pesca di vongole che abbiano un diametro inferiore ai 25 millimetri. Le multe per chi contravviene alla regola sono salatissime: 4500 euro a turbosoffiante (le barche specifiche per la pesca delle vongole), importo da pagare anche se viene trovata una sola vongola inferiore alla dimensione consentita sull’intero pescato. Da ciò cosa consegue? Una diminuzione netta della pesca, meno vongole sul mercato e un deciso aumento dei prezzi. Chi ne soffre? Sostanzialmente sempre gli stessi: i vongolari, che di questa pesca vivono, e i consumatori.

L’opinione di Slow Food

slow fish

La questione non è semplice. Partendo dal presupposto che questa legge sia decisamente poco attuale, la misura media delle vongole è infatti diminuita a causa del maggior afflusso di acque dolci nei mari, che hanno inevitabilmente modificato le caratteristiche dell’acqua marina, con la conseguente diminuzione della dimensione delle vongole. E quindi? Cosa ci cambia se la vongola arriva a 25 mm o no? La posizione di Slow Food è chiara: abbiamo parlato con Silvio Greco, responsabile scientifico di Slow Fish che ci ha spiegato che se la vongola non raggiunge i 25 mm non riesce a riprodursi, quindi questa norma UE potrebbe avere senso in un’ottica di tutela dell’ecosistema marino. Secondo Slow Food infatti un grande problema è la pesca prematura: se non si garantisce la riproduzione della specie togliere un animale o una pianta dal proprio habitat è un’azione criminale. Continua Greco: “La UE ha fissato la misura a 25 mm sulla base di uno studio scientifico, a oggi ancora valido, per la tutela della specie e dei nostri fondali marini crediamo assolutamente sia meglio seguirlo. Il mare è di tutti, non di una categoria” .

L’opinione di chi è contro la norma europea

Enrico Pierri

Ma cosa succede alle vongole che, superato il tempo di crescita e maturazione, non riescono comunque a raggiungere la dimensione consentita dalla legge? Ce lo ha spiegato Enrico Pierri, chef del ristorante Il SanLorenzo di Roma, deciso sostenitore di una revisione della norma europea: “Le vongole che non riescono a raggiungere le giuste dimensioni muoiono in ogni caso, senza la possibilità di riprodursi. L’Europa, invece di tutelare la tipicità italiana, la limita e la soffoca, creando anche problemi economici a chi di queste tipicità vive. È giusto creare una legislazione europea uniforme, ma bisogna tenere conto delle diversità tra i Paesi. Con questo fermo pesca si rischia da un lato l’aumento del mercato nero, che implica nessun controllo veterinario e rischi anche per la salute dei consumatori, dall’altro l’importazione di vongole dall’estero, misura che in ogni caso crea problemi alla nostra economia locale. Secondo il mio punto di vista l’Italia dovrebbe tutelare maggiormente i suoi prodotti tipici, in maniera oculata e consapevole”.

vongole veraci

Difficile quindi capire a chi dare ragione, i due punti di vista sono in realtà molto vicini. Quello che infine ci si auspica è si una revisione della legge ed eventualmente un blocco del fermo pesca, ma che la decisione sia presa sulla base di studi attendibili e con un occhio di riguardo alle economie locali.

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