Questioni spinose: come pulire i fichi d’india

17 agosto 2015

Originario del Messico, è stato importato in Europa già nel XVI secolo; in Italia è coltivato soprattutto nelle zone più calde del Meridione: in Sicilia si trova una varietà Doc, il Fico d’India dell’Etna. Si tratta di una bacca di forma ovoidale, di colore rosso-aranciato, con polpa dolce e succosa. il fico d'india in italia è protagonista di sorbetti, liquori, mousse e confetture In Messico si usano anche le pale (i grandi fusti appiattiti della pianta), consumate fresche, candite, in salamoia, sottaceto, scottate sulla piastra o fritte; in Italia il fico d’India dà vita a caratteristici sorbetti, liquori, mousse, confetture: in questo caso vi basterà acquistarli dal vostro produttore di fiducia. Se volete assaggiare il frutto fresco, scordatevi di mangiarlo per strada in un ambiente bucolico; ma non fatevi scoraggiare dall’aspetto aggressivo e dalle insidie, bastano pochi accorgimenti. Ecco i 5 passaggi principali per raccogliere e pulire un fico d’india.

  1. guantiRaccogliere. Se siete avventurosi e volete raccogliere i fichi in autonomia, munitevi di guanti (possibilmente, in pelle sintetica): la buccia è ricoperta di spine e glochidi altamente irritanti. Per assaporare il frutto in tutta la sua freschezza, si suggerisce di cogliere gli esemplari giunti a un corretto stato di maturazione, generalmente tra luglio e agosto: devono essere di colore vivo e brillante.
  2. fichi d'indiaSpinare. Prima di maledire ogni singola spina, ricordatevi che proprio quella protezione tiene i fichi d’India lontani dagli animali e li rende commestibili solo per il fortunatissimo homo sapiens. Se c’è vento, le spine più piccole potrebbero volare ovunque: aspettate condizioni climatiche favorevoli. Arrivati a casa (per il trasporto potete usare contenitori in plastica o cesti foderati), passate i frutti per qualche minuto sotto l’acqua corrente e poi lasciateli in ammollo. Di tanto in tanto mescolateli. Dopo circa un’ora le spine si saranno ammorbidite e saranno più facili da rimuovere. Se siete pigri, correte al supermercato: troverete fichi d’india raccolti da altri, senza spine, già riposti in comode confezioni di plastica; in questo caso, potete volare diretti al punto 3.
  3. fichi d'indiaSbucciare. Munitevi di forchetta e afferrate uno a uno i fichi. Trasportateli su un tagliere. Sul tagliere, cominciate a usare il coltello, mantenendo la forchetta ben infilzata al centro del frutto. Se rimuovete le due estremità e poi intaccate la buccia con un taglio continuo da parte a parte, riceverete una sorpresa: sarà facile far rotolare via la scorza e liberare il frutto fresco in tutta la sua succosità.
  4. fichi d'india pulitiMangiare.  Dopo aver ripetuto l’operazione esplicata al punto 3 molte volte e con sempre maggiore perizia, disporrete di tanti frutti pronti (e avrete probabilmente inondato la cucina di schizzi). Se siete ormai avidi, stanchi e non volete far altro che mangiare, ingurgitate i fichi d’India come fossero supplì. Se ancora vi restano equilibrio e senso di dignità, affettateli e disponeteli elegantemente su un piatto. Potete anche ridurli in cubetti e usarli per insaporire un’insalata ricca. Se invece preferite conservare a lungo il frutto del vostro lavoro e ricordarvi ogni volta quanto siete stati bravi, continuate la lettura col punto 5.
  5. sorbetto di fichi d'indiaConservare. Un’idea interessante per mantenere a lungo i fichi d’India consiste nel preparare un sorbetto. I frutti che avete brillantemente sbucciato vanno frullati con un po’ d’acqua e succo di limone; prima di infilare tutto nella gelatiera, basterà aggiungere sciroppo di zucchero e un po’ di gin. Se non avete la gelatiera, la vostra unica missione sarà quella di preparare una mousse: la polpa va comunque frullata con acqua e limone, ma poi dovrete unire il composto a una crema di tuorli, latte e zucchero; una volta fatto raffreddare, l’amalgama sarà irrobustito con panna e albumi montati a neve. Per un tocco sferzante, bagnate infine con pochissimo rum.

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