Come si sceglie un melone buono?

22 agosto 2015

Riconoscere e scegliere un frutto di cui si riesca a vedere solo la buccia esterna, rigida e ruvida, non è un’operazione affatto semplice; questa è la vera difficoltà nell’acquistare un melone. Non si vede l’interno e bisogna fidarsi del commerciante o affidarsi a un senso senso affinato sulla scorta di prove empiriche corredate da piccoli e semplici trucchetti.

  1. Melone tagliatoVista: la buccia, sia rigata o ruvida, come per il caso del retato o del Cantalupo, sia liscia come per il melone giallo, deve essere omogenea e integra, senza tagli o ammaccature visibili; il colore varia a seconda della tipologia, ma in ogni caso è bene che sia omogeneo e brillante. Assicuratevi che sia presente una zona di colore meno acceso e di consistenza lievemente più rugosa: questo indica la zona di appoggio con il terreno in fase di maturazione. Qualora non ci fosse vuol dire che il melone è stato raccolto anzitempo e lasciato maturare in fase di stoccaggio e non direttamente al sole. Il melone a buccia bianca non deve presentare puntini neri affossati, indice di maturazione troppo avanzata e non corretto stoccaggio del frutto dopo la raccolta.
  2. peduncolo del melonePeduncolo: il picciolo che teneva il melone attaccato alla pianta deve essere presente e potersi staccare senza opporre grande resistenza ma nemmeno essere cedevole; l’impronta lasciata del peduncolo deve essere verde chiaro brillante. Nel caso di peduncolo secco è meglio evitare perché vorrebbe dire che il melone è stato raccolto da troppo tempo e si rischia di trovarsi un frutto in surmaturazione. Altresì, un peduncolo troppo tenacemente attaccato, che non si riesca a staccare, significa che il frutto è stato raccolto anzitempo e non ha ancora avuto modo di raggiungere il giusto grado di maturazione. In questo ultimo caso si può acquistare e lasciar maturare fuori dal frigorifero, al riparo dalla luce diretta per alcuni giorni. Se il peduncolo è avvizzito, giallo e si stacca con esterna facilità il melone è stato portato a maturazione impiegando etilene, pratica vietata.
  3. meloneTatto: la buccia, premuta con un dito, deve essere tenace e opporre un leggero ritorno elastico, indice di giusta incamerazione di acqua durante la maturazione. È importante che dopo aver premuto non rimanga l’impronta: ciò significherebbe una polpa interna cedevole e troppo matura.
  4. nasoOlfatto: l’estremità opposta al peduncolo sprigiona il tipico profumo dolce del melone, meno evidente per le varietà gialle e invernali a buccia verde scuro. Premendo leggermente con un dito questa estremità si sprigiona un aroma dolce, quello che contraddistingue il frutto al morso; se non presente o poco evidente vuol dire che il melone è ancora un po’ indietro nella sua maturazione. Se il sentore è eccessivamente zuccherino, tendente all’etere, il melone ha passato da un po’ il grado ottimale di maturazione. Per il melone invernale e il cantalupo non è facile utilizzare l’olfatto come parametro: il primo è inodore quando intero, il secondo è quasi impercettibile. Per queste due varierà ci si affida al peduncolo che nella zona circostante presenta delle piccole screpolature.
  5. meloniPeso: a parità di misure e volume il melone più pesante è da preferire perché nel corso della sua maturazione ha avuto modo di incamerare più acqua.

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