10 birre da non perdere all’Open Baladin Fest 2015 a Torino

26 agosto 2015

Non sarebbe un Open Baladin Fest che si rispetti senza un’ottima offerta di birra artigianale e relativa lista di birrifici e birre. A guardarli sulla carta, con le loro brevi descrizioni, sembrano tutte accattivanti, e lo sono. Ma quali sono quelle che, se non le conoscete già, proprio non potete farvi sfuggire?

  1. wayanBaladin. Iniziamo dai padroni di casa, dal famoso birrificio di Piozzo. Al festival Teo Musso porta moltissime birre, come la Nora, l’Open e la Nina. Tra tutte, vi consigliamo la Wayan Sour, cioè la classica Wayan con l’aggiunta di ciliegie.
  2. Hammer. Nuova avventura per un vecchio comandante: Marco Valeriani, ex Menaresta, ha da poco inaugurato il suo nuovo birrificio. Assaggiate la Wave Runner, in stile IPA oppure la River Side, una pale ale.
  3. 2 cilindriBirrificio del Forte. Francesco Mancini arriva a Torino con la Due cilindri, una porter che si è aggiudicata, tra gli altri riconoscimenti, una chiocciola Slow Food come Grande Birra nella guida Birre d’Italiane 2015.
  4. Montegioco. La Rat Weizen è una birra non impegnativa, facile, molto beverina e rinfrescante. Non per questo significa che non farà gioire le vostre papille gustative.
  5. birrificio di cagliariBirrificio di Cagliari. Una passione che fa viaggiare questo piccolo birrificio sardo per tutta Italia: è il caso che voi assaggiate la Figu Morisca e che conosciate le persone che ci stanno dietro.
  6. birrone bruscaBirrone. Un mito nelle basse fermentazioni, apprezzato in tutta Italia, Simone Dal Cortivo è Birraio dell’anno 2014. A Torino, vi consigliamo di bere una buona Brusca, la pils della casa
  7. Piccolo Birrificio ClandestinoRi’appala, riprendila. Così Livorno e dintorni, che nella lingua parlata mantiene evidenti tracce della comunità angloamericana, fa il bis. Questa American IPA di Pierluigi Chiosi è da bere così, ripetutamente.
  8. bruton lilithBrùton. Una birra decisa, che non esita a invadervi la bocca di sentori fruttati: è la Lilith, una American Pale Ale ambrata.
  9. Birrificio del Ducato. “Arrivò in una mattina di inizio primavera, portando gioia e freschezza nel mondo”: di cosa sta parlando Giovanni Campari, birraio del birrificio del Ducato? Di due cose: della nascita di sua figlia, Vittoria, e della birra che ha deciso di brassare in occasione di questa lieta notizia. Doveva essere una one-shot, cioè un birra occasionale, ma la sua ricetta fresca e pulita ha convinto tutti, così da entrare definitivamente in produzione. Il suo nome è Victoria.
  10. ExtraomnesExtraomnes. Del birrificio del varesotto di Schigi ce ne sarebbero molte da assaggiare, soprattutto se amate le birre secche in stile belga. A Torino, vi consigliamo una Zest.

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