Sfide piadinare: il meglio di Piade da Chef a Riccione

28 agosto 2015

Pensate a uno dei cibi più poveri e allo stesso tempo caratterizzanti della Romagna, prendete 3 maestri del gusto;aggiungete un imprenditore con salde radici nella tradizione e lo sguardo rivolto al futuro. 3 piade gourmet che entreranno a far parte dei menu di kalamaro piadinaro Bene, avete tutti gli ingredienti giusti per godervi Piade da Chef l’evento organizzato lo scorso lunedì 24 agosto, da Kalamaro Group – con il patrocinio Comune di Riccione e realizzato in collaborazione con Birra Moretti e la partnership di Acetaia Malpighi, Champagne De Venoge, Donnafugata e Zanussi Professional – per fare assaggiare in anteprima a pubblico e stampa 3 piade gourmet che da oggi entreranno a far parte dei menu del Kalamaro Piadinaro di Riccione.

piade da chef 1

L’idea di Gabriele Urbinati, titolare del Kalamaro Piadinaro, è stata semplice quanto geniale: ha invitato Davide Oldani – chef stella Michelin del D’O di Cornaredo – Vincenzo Cammerucci – proprietario dell’agriturismo Camì – e il maestro gelatiere Angelo Grasso a Riccione; ha presentato loro il suo locale, la filosofia con cui lo porta avanti, le materie prime con cui lavora e gli ha chiesto di creare 3 personalissime versioni di piade farcite che aggiungessero un tocco di creatività alla tradizione. Noi di Agrodolce abbiamo assaggiato tutte e 3 le piade.

  1. piada oldaniDavide Oldani ha creato Pi.D’O. Un impasto di farina di grano arso appena mescolata a farina bianca e olio extravergine d’oliva al posto dello strutto, ripiegato e steso più volte per ottenere una piada sfogliata. Ricca la farcitura: caprino, fichi fioroni, aceto di lampone, rucola e lardo D’O, parte della sua collezione di salumi. Ingredienti dai sapori decisi, a partire da materie prime di qualità per trasformare un piatto povero e quotidiano in un piatto innovativo.
  2. cammerucciVincenzo Cammerucci ha pensato e realizzato Pi.Crack. La consistenza della piada ha lasciato spazio a un cracker di piadina preparato con farina ai multi cereali e olio extravergine d’oliva; all’interno ricotta Mambelli, culatello di Zibello e marmellata di mela cotogna. Sapori della tradizione emiliano romagnola all’insegna del semplice ma buono.
  3. piada grassoAngelo Grasso ha rivoluzionato il concetto di piada con Pi.Grasso, un cassoncino ottenuto impastando gli ingredienti classici della piadina – farina bianca, strutto, acqua e sale – e poi fritto. Nella farcitura un gusto in equilibrio tra dolce e salato: sorbetto alla pera e gelato allo squacquerone e basilico. Un bel contrasto di consistenze e profumi.

La scommessa di Urbinati è stata sicuramente vinta: qualche tradizionalista potrà storcere il naso, ma i sapori, gli abbinamenti, gli spunti creativi, hanno sicuramente generato curiosità e aspettativa attorno a un prodotto semplice, buono e da sempre molto amato come la piada. Se poi quello tra la piadina romagnola e l’alta cucina è vero un matrimonio d’amore sarà solo il tempo a dirlo.

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