Marsala da mangiare: 4 indirizzi da provare

4 settembre 2015

Marsala, Sicilia occidentale. Città di mare e di commercio. Città di cantine e di un vino che porta il suo nome. Anche se nella piccola cittadina barocca manca un piatto identitario, una tradizione gastronomica strettamente locale, che non sia solo eco della storia culinaria dell’isola, esistono luoghi che con il cibo raccontano e di cui è difficile non parlare. E così, girando per il centro storico di Marsala s’incontrano il panificio Ragona, Ciacco Putia Gorumet, la pasticceria Dolce Tentazione e poco distante, il ristorante Le Lumíe.

  1. panifico ragonaPanificio Ragona (via Abele Damiani, 15): da più di 50 anni, il centro storico di Marsala, sul corso che dai Mille fu attraversato, si avvampa di odore di pane e farina. E non solo. È il profumo del Panificio Ragona che distrae i turisti attenti. Sono le arancine fritte al momento a richiamare gli affamati passanti. Ogni giorno nel retrobottega, le mani esperte di Giuseppina Lo Grasso, moglie di Francesco Ragona, appallottolano e friggono quantità indefinibili di riso. Giuseppina le sue arancine le ha sempre fatte, ma un tempo erano la tradizione di una famiglia, di una casa, che oggi è offerta al popolo di incalliti mangiatori. I pochi pezzi che Giuseppina preparava per marito e figli, sono diventati oggi centinaia di arancine dai gusti più disparati. Il classico ragù non può mancare, ma si legge sulla lavagna esposta: speck e certosa, quattro formaggi e granella di pistacchio, spinaci, salmone, melanzane e tanti altri.
  2. Dolce tentazioneDolce Tentazione (via Giulio Anca Omodei, 3): è nel cuore di Marsala che la tentazione si fa dolce e irresistibile. Dolce Tentazione è la pasticceria dove Giacomo Parrinello da forma alle sue leccornie. Il cannolo è la specialità, come testimoniano i diversi riconoscimenti ricevuti e appesi a vista nel piccolo locale. Un vetro separa il cliente da una distesa di involucri in attesa di essere riempiti: dai cannolicchi in formato mini ai cannoli King Size, la scelta è ampia. Individuato il formato preferito, la parola (o il tocco) passa a Giacomo che trasforma cialde senza vita in cannoli gonfi e tronfi, pronti per essere mangiati. Il tocco dell’artista: scaglie di cioccolato a coprire la ricotta che esce dai lati e un decoro di Nutella in superficie. Imperdibili le genovesi: pasticcini di pasta frolla riempiti di crema pasticcera.

  3. ciacco putia gourmetCiacco Putia Gourmet (via S. Cammareri Scurti, 3): Francesco Alagna è il titolare di Ciacco e Ciacco è la sua putia (bottega) gourmet, il locale costruito insieme alla moglie Anna Ruini. Il piccolo bistrot affaccia nella suggestiva piazza del Purgatorio (in pieno centro storico di Marsala). Qui Francesco, nato, cresciuto e tornato a Marsala – dopo piccola deviazione milanese – e Anna, toscana laureata all’università di Scienze Gastronomiche, hanno dato vita al loro progetto. Pochi tavoli esterni, carezzati dalla brezza delle sere d’estate. Sull’uscio, un piccolo carretto di legno – attrezzato con un fornello – fa strada verso l’entrata e all’interno la più classica delle botteghe: scaffali di legno, bancone di vetro e salumi pendenti. Sulle mensole poggiano ricercati prodotti gastronomici, locali e italiani: pasta di Campofilone, olio extravergine d’oliva La Gramigna, privilegiati i vini di aziende siciliane, ma non mancano proposte dal resto della Penisola. Dietro al bancone, l’avorio della Vastedda della valle del Belice DOP (formaggio di pecora a pasta filata di origine siciliana) affianca l’aurea immagine del Piacentinu Ennese (formaggio pecorino a pasta dura, arricchito da zafferano e grani di pepe). Il rubino dei salumi conclude il quadro: Soppressata, Finocchiona e San Daniele. Ai tavoli ci si accomoda per l’aperitivo o per cena (in inverno è aperto anche a pranzo). Tortino con le sarde, pasta a Frocia cioè a frittata, pane cunzato e cous cous al Marsala solo alcune delle voci in menu. Scelta di hamburger e taglieri. Da Ciacco putia gourmet si mangia e si compra gastronomia siciliana e italiana.
  4. IMAG0223-2Le Lumìè (Contrada Fontanelle, 178/b): ristorante per gli ospiti, laboratorio creativo per il giovane chef Emanuele Russo. Il ristorante oggi è profondamente legato alla tradizione gastronomica siciliana e al chilometro zero. Ma la carriera di Emanuele è lunga: tredicenne lascia Marsala e si sposta a San Vito Lo Capo, dove per anni lavora al fianco dello chef Giuseppe Torrente. Da qui, passando per l’Hotel Trincarìa (a 18 ne diviene lo chef) e dalla Prova del Cuoco (di cui è il più giovane cuoco) riesce a tornare a Marsala. A 26 anni corona il suo sogno e diventa proprietario e chef del suo ristorante Le Lumìe. I riconoscimenti non tardano ad arrivare, ma Emanuele negli anni si è evoluto molto. Oggi serve piatti scevri di sovrastrutture, fedeli ai sapori di una terra i cui prodotti sceglie personalmente. Le verdure arrivano da produttori dell’isola o da un orto a sola disposizione del ristorante. E da molto vicino arrivano il resto degli ingredienti. Pesto trapanese e busiate fatte a mano, tartare di tonno e cannolo salato, sono i piatti di un giovane della sua cucina che, come per effetto di un movimento elicoidale è partito dalla Sicilia e dalle sue tradizioni e a esse torna dopo diverse sperimentazioni.

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