Al ristorante entra il cane, ma non tuo figlio

8 settembre 2015

In caso vi trovaste nel Queensland, per un viaggio alla scoperta delle bellezze dell’Australia, accertatevi di trovare una baby sitter prima di prenotare al ristorante. Decisione shock per il Flynn's Restaurant: i bambini non entrano, i cani sìSì, perché un certo clamore ha suscitato la decisione di un esercizio locale, il Flynn’s Restaurant di Yungaburra, pronto a vietare l’ingresso ai bambini di età inferiore ai 7 anni. Nessun problema, invece, qualora la cena a lume di candela fosse invece accompagnata dall’affetto di Fido, sia esso di una taglia mignon come un Chihuahua o dalla presenza importante come un San Bernardo. La singolare iniziativa, apparsa sui media locali lo scorso luglio, ha generato un certo chiacchiericcio in Rete, tanto da alimentare una vera e propria guerra tra sostenitori e detrattori: meglio il biberon o la museruola?

Io non posso entrare

Bambini arrabbiati

È stato in voga per molti anni in Italia, prima che la legge permettesse finalmente l’ingresso di animali domestici negli esercizi pubblici, purché accompagnati da guinzaglio ed eventuale museruola. Il classico cartello dell’“Io non posso entrare”, tuttavia, in Australia potrebbe ben presto fare sfoggio non dell’effige di un maestoso Pastore Tedesco, bensì di un bimbo armato di biberon e sonaglio. Ironia a parte, sembra che la decisione del Flynn’s Restaurant si sia resa necessaria a seguito delle lamentele da parte dei clienti, spesso disturbati da pargoli rumorosi, forse non sufficientemente accuditi dai rispettivi genitori. E così la decisione: sotto ai sette anni, non si entra. L’iniziativa di primo acchito ha colto i favori dell’utenza, tanto che su TripAdvisor molti si complimentano per l’atmosfera calma e serena di una cena in completo relax, senza urla o corse tra un tavolo e l’altro. Il caso è però esploso quando alcuni navigatori si sono accorti della policy relativa agli animali domestici, tanto da destare proteste sui social network. Non solo, infatti, il ristorante accoglie volentieri i cani, ma fornisce anche una ciotola di cibo e acqua, nonché un ampio spazio per accucciarsi durante la serata dei proprietari. «Date da mangiare ai cani nel vostro ristorante e vietate i bambini? – scrive una commentatrice riportata dal Daily Mail – è una barzelletta!». Ma gestori, e decine di consumatori abituali, approvano e difendono il divieto.

Cane sì, figlio no: chi ha ragione?

Cani bambini

Come facile attendersi, resa virale la vicenda sono letteralmente divampate le fiamme dell’inferno. Basta scorrere velocemente Twitter per notare come il tema sia ormai da diverse settimane dibattuto, senza giungere a un effettiva risoluzione. Sul versante dei contrari, la sensazione sia ingiusto considerare un bambino meno di un cane, levando la possibilità a una famiglia di assaporare una cena fuori tutti insieme.la vicenda ha provocato un certo clamore sui social network ma non tutti condannano la scelta del ristorante australiano E c’è chi è pronto a sfoderare la carta della discriminazione. Su quel dei favorevoli, la constatazione di come ogni esercente possa autonomamente stabilire quale tipo di clientela volere per il proprio locale, nonché una critica accesa rivolta ai genitori. In molti, infatti, riportano di esperienze poco piacevoli in vari ristoranti del mondo, a causa di un controllo forse troppo lasco da parte di mamme e papà, pronti a lasciare i bambini alle più ardite scorribande tra tavoli, personale di servizio e astanti. D’altronde, riferiscono i favorevoli, il cane solitamente si accuccia sotto il tavolo e lì vi rimane fino al termine della cena e, in ogni caso, è pur sempre legato al guinzaglio. Nonostante i toni accesi, le motivazioni appaiono genericamente sensate da entrambi i versanti delle due barricate: chi la spunterà?

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