Arriva Fish Track: l’impronta digitale dei pesci contro le frodi

21 settembre 2015

Fish Track è un progetto dell’Università di Siena (Dipartimento di Scienza della Vita) e del settore Agrifood finanziato dalla Regione Toscana, nato con lo scopo di smascherare e limitare le frodi legate alla sostituzione di pesci pregiati con varietà che sul mercato hanno valore inferiore. Il problema è legato soprattutto ai pesci importati nel nostro Paese che spesso arrivano già puliti e sfilettati, rendendone più difficile il riconoscimento.

dna pesci

In che modo si può ovviare al problema? Grazie alle più moderne metodiche di biologia molecolare è possibile utilizzare il DNA dei pesci come un’impronta digitale. Il DNA, che racchiude tutte le informazioni genetiche di ogni essere vivente, permetterebbe di risalire con certezza al tipo di pesce preso in esame e che si trova in commercio, il dna di ogni specie è reso noto, tracciato e utilizzato come impronta digitale come ha spiegato Giacomo Spinsanti dell’Università di Siena. Questo tipo di procedura, chiamata DNA Barcoding, negli ultimi anni è stata implementata a livello internazionale e ha reso possibile la creazione di una banca dati online che associa una specie a una determinata sequenza. Una volta conosciuta la sequenza si può quindi risalire alla specie: il DNA di ogni specie è reso noto, tracciato e quindi utilizzato come un’impronta digitale. Tra gli obiettivi di Fish Track c’è anche la possibilità di riuscire a distinguere, attraverso l’uso di marcatori micro satellite, i campioni di orata e branzino pescati da quelli di allevamento che, come è noto, hanno un prezzo di mercato decisamente inferiore.

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