9 vero o falso sulla birra una volta per tutte

21 settembre 2015

Di birra, in particolare se seguita dall’aggettivo artigianale, negli ultimi anni si parla spesso. Ancora più di frequente se ne discute a sproposito, aggrappandosi a falsi miti e convinzioni personali che però non hanno un riscontro reale. Abbiamo voluto riassumere in 9 vero o falso alcune delle questioni più dibattute sulla luppolata bevanda.

  1. pancia da birraLa birra fa ingrassare: falso. La birra di per sé non fa ingrassare: ha meno calorie di un mojito, per esempio. Purtroppo però, l’anidride carbonica che contiene incide sulla pancia, quello sì, forgiando un inevitabile bierbauch (la classica pancetta da birra).
  2. birra e limoneLa fettina di limone nella weisse è la morte sua: vero, nel senso che la uccide. Chi ti dice che a Berlino si beve così, sta consapevolmente omettendo “nei peggior pub”.
  3. open baladin festLa birra artigianale è amara: falso. Questo falso mito è frutto di un’attitudine di alcuni birrifici italiani, che hanno proposto birre molto amare – solitamente, appartenenti allo stile IPA – e cariche di luppolo, ma non è la verità assoluta. Ci sono moltissime birre artigianali tendenti al dolce.
  4. La birra scade: vero e falso. Dipende dallo stile di birra: ce ne sono infatti alcuni che sono perfetti per l’invecchiamento in cantina. Il discorso è più complesso ma, in genere, possiamo dire che le birre che più di tutte subiscono la data di scadenza sono quelle luppolate, mentre per stili come barley wine, le birre trappiste e le stout (attenzione però, non è una regola fissa!), potete ignorare il best before.
  5. birra in gravidanzaLa birra fa latte: falso. Ho sempre pensato che fosse una sorta di scusante, completamente inventata dalle neo mamme per lasciarsi andare a un goccetto. La birra non aiuta la montata lattea, non c’è alcuna correlazione tra l’assunzione di birra e la produzione di latte materno. E no, nemmeno per quanto riguarda la birra in stile stout.
  6. Alcune birre non sono adatte per i vegani: vero. Il responsabile si chiama isinglass ed è un chiarificante estratto dalla vescica natatoria dei pesci impiegato nella birrificazione per avere birre più limpide, con minor sedimento. Questo estratto di origine animale forma una gelatina sul fondo, trattenendo i sedimenti e filtrando la birra. La buona notizia per i vegani è che non è esageratamente diffuso, sia a causa del costo, sia a causa del suo odore.
  7. Baladin TorinoSe c’è tanta schiuma nel bicchiere, mi stanno fregando: falso. Se c’è tanta schiuma nel bicchiere, in molti casi significa che chi ha spillato la birra ha fatto un buon lavoro. La schiuma è necessaria, toglietevi dalla testa che ne potete fare a meno, perché è ciò che trattiene i profumi e le relative sfumature, oltre a ritardare l’ossidazione (anche se si spera che non sosti così a lungo nel bicchiere). Attenzione però a non farne una regola: la quantità di schiuma varia a seconda dello stile, e ce ne sono alcuni che non la prevedono, come il barley wine e in genere le birre molto alcoliche. Attenzione anche all’eccesso di schiuma, tipo fontana, che è sinonimo di infezione.
  8. La birra doppio malto non esiste: vero. Esiste come denominazione, ma non esiste un malto doppio o una doppia dose di malto. Le birre doppio malto sono quelle che superano i 14,5 grado Plato e i 3,5 di grado alcolico, una distinzione che al consumatore non serve a nulla, ma è utile al fisco per applicare l’accisa.
  9. birra e pizzaL’abbinamento perfetto è con la pizza: falso. Non è così semplice, è come dire che con la pasta ci sta bene il vino rosso. Dipende da che cosa c’è sopra la pizza, e di quale birra si tratta. Non affidatevi a questo binomio, scegliete con cura lo stile birrario e le caratteristiche della birra, e se volete qualche suggerimento leggete qui.

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