Latin 50 Best Restaurants: fare alta cucina in America Latina

24 settembre 2015

Il 23 settembre 2015 a Mexico City sono stati presentati i 50 migliori ristoranti dell’America Latina. Il meccanismo lo conosciamo già: 900 giudici, provenienti da tutte le regioni del mondo, sono chiamati a indicare i 7 migliori ristoranti secondo la loro opinione di esperti, giornalisti, la latin 50 best restaurants mette in luce i trend dell'alta cucina in america latina critici, grandi gourmet e chef. 7 ristoranti che devono necessariamente essere visitati nell’ultimo anno e mezzo, dei quali 3 dislocati all’interno della propria regione e 4 al di fuori. Si costruisce così una lista ordinata, una classifica, che più che essere indicativa dei ristoranti effettivamente migliori del mondo, obiettivo ambizioso se non impossibile, mette in luce i trend dell’alta cucina in un determinato momento storico. Latin 50 best e Asian 50 best, sono i prestigiosi spin off della World’s 50 Best Restaurants, in questo caso dedicati alle rispettive grandi aree del globo.

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Siamo stati invitati come rappresentanti dall’Italia insieme alla rivista Cook_Inc dell’amica Anna Morelli, per assistere alla celebrazione di chef e ristoranti, ma soprattutto per unirci alla riflessione globale sul possibile ruolo e responsabilità dell’alta cucina nei confronti della fame nel mondo, sostenibilità delle grandi produzioni industriali, biodiversità, consumo etico. Non serve spiegare perché Messico e America Latina, con le 1000 contraddizioni che le caratterizzano, siano luoghi più che titolati a fare da sfondo a questo dibattito. Povertà e ricchezza, comfort e disagi di ogni genere. Già attraversando l’immensità di Ciudad de México non si può che restare travolti dal peso delle differenze sociali. Che ruolo può avere quindi l’alta cucina in questo contesto?

Turismo e tradizione

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Il cibo e la cultura del cibo in Messico, ad esempio, sono patrimonio dell’Unesco. Intelligente quindi la scelta da parte dell’Ente del turismo messicano, di accendere un faro per illuminare  sfruttando l'attrattiva mediatica degli chef famosi si illumina anche il patrimonio culturale gastronomico del messico questo comparto che più di altri può attirare l’attenzione del resto del mondo. Facendo leva sulle tradizioni enogastronomiche, sui mercati, sulle tavole di cucina messicana, si cerca di attirare l’attenzione dei viaggiatori da ogni parte del globo e quest’esodo favorisce l’economia del Paese. Come? Sfruttando, per esempio, la naturale attrattiva mediatica degli chef più famosi e investendo per invitare in viaggi che includono l’alta gastronomia i giornalisti dall’estero; una volta rientrati, questi racconteranno le meraviglie appena scoperte. Strategia quindi che coinvolge i grandi chef in un contesto più generale e di vitale importanza.

Ingredienti e biodiversità

pablo salas

pablo salas (Amaranto, Toluca)

Durante questo viaggio siamo stati accompagnati da Pablo Salas, chef di Amaranto a Toluca, alla visita di un mercato nel cuore di Città del Messico. Il giovane cuoco ci ha raccontato di quanto sia di fondamentale importanza rivalutare gli ingredienti considerati poveri, e di quanto l’alta cucina abbia una grossa responsabilità, perché mediaticamente esposta, nel mostrare come valorizzare al meglio tutti gli ingredienti, insegnando modi di cucinare prodotti di cui abbonda la terra, ma che nessuno utilizzerebbe mai: dalle interiora ai cactus, dagli scarti alimentari agli insetti.

Comunità

lara gilmore e massimo bottura

lara gilmore e massimo bottura

Dove c’è un grande chef, come già detto, c’è l’attenzione del pubblico e dei media. Dovere del cuoco è quindi costruire un legame forte con la comunità di appartenenza per illuminare il lavoro dei produttori che vi operano, degli artigiani, e di chi detiene la conoscenza delle tradizioni gastronomiche. Lo diceva Lara Gilmore, ristoratrice e moglie di Massimo Bottura, durante la tavola rotonda alla quale abbiamo assistito il 21 settembre a Città del Messico, organizzata prorprio per sensibilizzare gli ospiti dei Latin America 50 Best Restaurants su questi temi. Obbiettivo pienamente raggiunto.

il primo classificato, Virgilio Martinez del Central (Lima, Perù)

il primo classificato, Virgilio Martinez del Central (Lima, Perù)

Visto che ne vale la pena, è il momento di lasciar spazio ai migliori chef dell’America Latina: ecco i 50 neo-eletti per il 2015

Lista

  1. Rafael (Lima, Perù)
  2. Dulce Patria (Mexico City, Messico)
  3. Tarquino (Buenos Aires, Argentina)
  4. Nicos (Mexico City, Messico)
  5. 99 (Santiago, Cile)
  6. Don Julio (Buenos Aires, Argentina)
  7. Rosetta (Mexico City, Messico)
  8. Restò (Buenos Aires, Argentina)
  9. Andrès Carne de Res (Chia, Colombia)
  10. Maximo Bistrot (Mexico City, Messico)
  11. La Bourgogne (Punta del Este, Uruguay)
  12. Oviedo (Buenos Aires, Argentina)
  13. Remanso Do Bosque (Belém, Brasile)
  14. Elena (Buenos Aires, Argentina)
  15. La Picanterìa (Lima, Perù)
  16. Mocotò (San Paolo, Brasile)
  17. Osso Carnicerìa y Salumeria (Lima, Perù)
  18. Restaurante Leo (Bogotà, Colombia)
  19. Ambrosìa (Santiago, Cile)
  20. Fiesta (Lima, Perù)
  21. El Cielo (Bogotà, Colombia)
  22. Alto (Caracas, Venezuela)
  23. Aramburu (Buenos Aires, Argentina)
  24. Sud 777 (Mexico City, Messico)
  25. Epice (San Paolo, Brasile)
  26. Osaka (Santiago, Chile)
  27. Harry Sasson (Bogotà, Colombia)
  28. Olympe (Rio De Janeiro, Brasile)
  29. Amaranta (Toluca, Messico)
  30. Chila (Buenos Aires, Argentina)
  31. Malabar (Lima, Perù)
  32. La Cabrera (Buenos Aires, Argentina)
  33. Criterìon (Bogotà, Colombia)
  34. Gustu (La Paz, Bolivia)
  35. Lasai (Rio De Janeiro, Brasile)
  36. El Baqueano (Buenos Aires, Argentina)
  37. Roberta Sudbrack (Rio De Janeiro, Brasile)
  38. Pangea (Monterrey, Messico)
  39. La Mar (Lima, Perù)
  40. Parador La Huella (Josè Ignacio, Uruguay)
  41. Biko (Mexico City, Messico)
  42. Pujol (Mexico City, Messico)
  43. Manì (San Paolo, Brasile)
  44. Tegui (Buenos Aires, Argentina)
  45. Quintonil (Mexico City, Messico)
  46. Maido (Lima, Perù)
  47. D.O.M. (San Paolo, Brasile)
  48. Astrid Y Gastòn (Lima, Perù)
  49. Boragò (Santiago, Cile)
  50. Central (Lima, Perù)

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