Legambiente a Expo grida: stop ai pesticidi

9 ottobre 2015

Stop ai pesticidi. È questo il nome (e l’obiettivo) dello studio presentato da Legambiente a Expo nel corso del primo raduno degli ambasciatori che operano nel rispetto del patrimonio ambientale, sociale, culturale dei territori. Secondo la ricerca di Legambiente sull’uso dei pesticidi, il 42% dei 7132 campioni analizzati, è risultato infestato da diverse sostanze chimiche, con un considerevole incremento di multi-residuo di 5 punti (ovvero la presenza di più residui chimici nello stesso campione alimentare) che è passato dal 17 al 24%. Sono stati trovati quindi cinque residui da diverse sostanze utilizzate nelle mele, otto nelle fragole e quindici nell’uva da tavola. Anche il vino non è da meno: in Friuli Venezia Giulia sono stati rilevati fino a 7 residui in un campione.

pesticidi

Inoltre, il laboratorio della provincia di Bolzano che ha analizzato i campioni, ha constatato che su 37 vini analizzati, il 42% dei campioni analizzati nello studio, supera i limiti di pesticidi consentiti dalla legge 24 contengono una media di 3 o 4 residui di fitofarmaci. Tra le regioni in cui è più alto il numero di irregolarità troviamo l’Emilia Romagna e la Puglia. In Emilia sono stati riscontrati 15 casi, in particolare pere, clementine e uva da vino, sono stati trattati con sostanze non autorizzate in Italia; in Puglia invece clementine, carciofi, rape, pomodori, pesche, bietole, lattuga, uva, melagrana e ciliegi (per un totale di 13 casi sospetti) erano di provenienza Turchia. In tutta Italia, comunque, si è registrato il superamento dei limiti massimi consentiti per legge.

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