La dieta alcalina funziona davvero?

11 ottobre 2015

La dieta alcalina è un regime alimentare ideato da Robert O. Young, finalizzato a impedire che nel sangue si sviluppi una concentrazione troppo alta di sostanze acide. A tale scopo, Young consiglia di consumare ogni giorno il 70-80% di alimenti alcalini e il 20-30% di alimenti acidi. si basa sulla considerazione che un'alimentazione ricca di cibi acidi possa disturbare il bilancio acido-base dell'organismo Questa norma alimentare si basa sulla considerazione che un’alimentazione ricca di cibi acidi possa disturbare il bilancio acido-base dell’organismo, promuovendo la perdita di minerali essenziali, come il calcio e il magnesio contenuti nelle ossa. Inoltre, tali alterazioni favorirebbero la comparsa di un’acidosi cronica di grado lieve, che a sua volta sarebbe un fattore predisponente per alcune malattie o per una sensazione di malessere generale. Infatti, secondo Young, l’eccesso di peso, la ritenzione idrica e malattie quali i calcoli renali, l’ipercolesterolemia e il cancro sono tutti riconducibili all’acidificazione del sangue. Per capire cosa c’è di vero in queste affermazioni, occorre partire dal termine alcalino che si riferisce a una delle caratteristiche dei tessuti: il grado di basicità (o di alcalinità) che è indicato dalla misurazione del pH.

Robert O. Young

Robert O. Young

Ogni soluzione ha un suo pH, ossia la misura dell’acidità o della basicità di un composto. Questa scala va da 0 a 14: se una soluzione ha pH 0 (zero) è un acido forte (si tratta cioè di una sostanza molto acida), se ha pH 14 è una base forte (è cioè molto basica o alcalina), una soluzione con pH 7 si dice neutra (non è cioè né acida né alcalina). Un esempio di quest’ultimo caso può essere l’acqua distillata. La dieta alcalina è mirata a mantenere il ph del sangue su valori neutri, funzionali al sano funzionamento del nostro organismo Il sangue è leggermente alcalino, con lievi oscillazioni attorno al valore di pH 7,4: l’equilibrio attorno a questo valore (con brevi escursioni fino a 7,3 o a 7,5 per qualche minuto) è cruciale per il funzionamento dell’organismo, ed è mantenuto grazie a meccanismi automatici molto efficienti, basati sulla respirazione (che insieme all’aria espirata fa uscire dall’organismo le sostanze volatili in eccesso). In misura minore, il pH del sangue è mantenuto anche dall’attività dei reni che, con le urine, elimina le sostanze non volatili responsabili dello squilibrio. Quindi, in condizioni ottimali, il nostro pH varia di pochissimo e viene subito riportato a valori normali mediante due mezzi: i reni e la respirazione, mezzi che fanno parte (assieme ad altri) dei sistemi tampone dell’organismo (che servono cioè a tamponare ovvero bilanciare il pH dell’organismo). Quando assumiamo una sostanza acida (come una spremuta di agrumi o un succo di pomodoro) o una alcalina (come un cucchiaio di bicarbonato di sodio) il corpo si mette subito in moto: i recettori avvertono lo squilibrio e attivano i meccanismi che permettono al pH del sangue di tornare al valore di 7,4: se qualcosa non funziona l’organismo entra in uno stato di acidosi metabolica, o al contrario di alcalosi metabolica, che rischia di portare alla morte in breve tempo.

cibi alcalini

La dieta alcalina, dunque, cura l’acidificazione del sangue riportandolo verso valori superiori a 7 incrementando il consumo di alimenti alcalini e riducendo quello di cibi acidi. L’acidità di un alimento non si misura allo stato fresco, ma sulle ceneri (minerali) che rimangono dopo la combustione. Queste sostanze inorganiche e non metabolizzabili, possono comportarsi come acidi o basi, e come tali partecipare al mantenimento del normale pH organico. Il limone, ad esempio, ha un pH molto basso, legato all’abbondante presenza di acido citrico; viene comunque considerato un alimento alcalino perché le sue componenti acide hanno natura organica e come tali sono facilmente metabolizzate dall’organismo ed eliminate con la respirazione, mentre quelle basiche inorganiche vi permangono più a lungo. Gli elementi che danno luogo alla formazione di acidi, diminuendo il pH urinario, sono lo zolfo, il fosforo e il cloro, mentre i cibi ricchi di sodio, potassio, magnesio e calcio sono considerati alcalini. Ecco alcuni alimenti da preferire o da evitare in base alla loro alcalininità o acidità:

  1. legumi e verduraCibi da preferire: verdure (tutte e soprattutto bieta, carote, sedano, spinaci, cavolfiore, broccoli e zucca); frutta (soprattutto gli agrumi che al gusto sono aciduli o semiaciduli ma dopo la digestione sono straordinariamente alcalinizzanti); pesce (spigola trota salmone e tonno); cereali (miglio, amaranto e quinoa); legumi (soprattutto piselli e fagioli); mandorle; miele (il dolcificante migliore perché non acidifica il corpo come tutti gli altri zuccheri); tè verde e tisane a base di erbe.
  2. dieta alcalinaCibi da evitare: carne, uova, latte e derivati, bevande zuccherate, liquori, farine bianche, zuccheri raffinati e dolci.

Quanto ai pro e i contro della dieta alcalina c’è da evidenziare che la tesi di Young non è supportata da nessuno studio scientifico o prove cliniche. Secondo l’American Institute for Cancer Research l’affermazione che la dieta possa significativamente cambiare l’acidità del sangue è contraria a tutte le nostre conoscenze circa la chimica del corpo umano, ed equiparabile a un fatto mitologico. Inoltre la dieta alcalina, poiché tende a privilegiare taluni alimenti anziché altri, può risultare poco bilanciata e carente di importanti nutrienti.Non esistono prove scientifiche che dimostrino l'efficacia della dieta alcalina Il maggiore pericolo deriva tuttavia dal credere che questo tipo di dieta possa sostituire le tradizionali terapie di comprovata efficacia, esponendo quindi la persona a gravi conseguenze. Inoltre si tratta di un regime alimentare molto restrittivo e lontano dalle nostre abitudini, difficile da seguire per un lungo periodo di tempo o da adottare come stile di vita.

dieta

Inoltre Young esorta a uno stile di vita più salutare fatto anche di un’attività fisica moderata, orari regolari e durata del sonno non inferiore alle 8 ore, tutti principi e suggerimenti che dovremmo tenere sempre a mente. La dieta alcalina permette di perdere peso in poco tempo ma comporta importanti carenze nutrizionali In conclusione, aderire al progetto alcalino vuol dire nutrirsi quasi esclusivamente di verdura fresca, frutta e legumi, regime alimentare ben distante dalla dieta ricca e variata che i nutrizionisti suggeriscono. Quindi, è importante tenere presente che, se la dieta alcalina permette di perdere chili di troppo in un breve periodo, è altamente probabile che nel lungo periodo possano manifestarsi carenze nutrizionali importanti. In ogni caso è sempre utile rivolgersi a una figura esperta che, in base alle caratteristiche e ai bisogni di ogni singolo individuo, saprà individuare un piano alimentare corretto e bilanciato.

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