Starbucks in Italia? Ecco i pro e i contro

19 ottobre 2015

Sono anni che si rincorrono voci, puntualmente smentite, dell’apertura di uno, o più, punti vendita Starbucks in Italia. Stavolta tutto è iniziato da un evento condiviso su un social network, Facebook: “Inauguriamo Starbucks Coffee in Italia”, con appuntamento il 12 dicembre in un centro commerciale della Capitale. complice l'articolo sul corriere, ci si chiede se starbucks arriverà effettivamente in italia o se è l'ennesima bufala In pochissime ore le adesioni sono arrivate a sfiorare le 15.000, segno di un interesse, reale o modaiolo, da parte del pubblico di internet. Poco dopo la pagina ha cambiato nome: non più inaugurazione ma petizione a favore dell’apertura; non è chiaro se sia stato un modo per anticipare una notizia o lo stratagemma per indurre un bisogno o quantomeno una voglia. Fatto sta che poche ore dopo il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui si racconta come la multinazionale del caffè stia stringendo accordi con Antonio Percassi, ex calciatore ora proprietario di una squadra di calcio ma soprattutto colui cui si deve l’espansione commerciale di Benetton, l’approdo in Italia di Zara e ultimamente di Victoria’s Secrets. Percassi è quindi un imprenditore dalla visione di massa insomma, con l’occhio di chi scorge opportunità e induce un bisogno. Quale idea migliore se non quella di stringere un accordo con l’azienda fondata da Howard Schultz e sbarcare in Italia con le caffetterie che tutti conosciamo dai nostri viaggi?

starbucks

Il dibattito sul web si è acceso subito, tra fedelissimi e oppositori, tra chi aspetta la tazzina fumante e il frappuccino e chi invece difende l’espresso a spada tratta inneggiando a una causa nazionalistica. Possibile che proprio nella nazione dell’espresso e della moka abbiamo bisogno del bibitone di caffè? Abbiamo provato a elencare i pro e i contro di avere Starbucks in Italia

Pro

Pro

  • Non sempre e non tutto va di fretta, spesso fa comodo continuare nel proprio programma giornaliero tenendo con sé il conforto di una bevanda calda e corroborante, come un caffè americano o una tisana.
  • Comoda la possibilità di consegnare la propria tazza con chiusura ermetica al banco e farsela riempire con quello che si desidera; poi in macchina o in bus, camminando verso l’ufficio, si prolunga il piacere della colazione.
  • Non solo espresso: esistono tante varianti di estrazione del caffè, ognuna con la sua peculiarità; scoprire che la sferzata di caffeina contenuta in un caffè americano è superiore a quella concentrata di un espresso per molti significa una sveglia meno pungente ma assai più efficace.
  • Le varianti di gusto nel cappuccino e nel frappuccino, la possibilità di aromatizzare con vaniglia o cannella, offrono sapori nuovi ma non per questo indesiderabili.
  • Sarà pure standardizzazione ma in ogni punto vendita c’è costanza: entrare e ordinare sapendo sempre che sapore avrà il prodotto. Non una volta bruciato o legnoso, non amaro: non sempre standard significa male, a volta è sinonimo di continuità del prodotto.
  • La connessione wifi è regolata dalla registrazione, da cui poi si risulta iscritti a una newsletter che con buona pace va in spam facilmente; vero che ormai il wifi si trova spesso, altrettanto vero che la stabilità della connessione non è garantita, mentre in questi locali è costante ed efficiente.
  • Annosa questione quella dei bagni, della possibilità di usufruire dei servizi igienici: la consumazione è buona pratica per accedere al wc, da Starbucks è obbligatoria. La porta del bagno ha un tastierino su cui digitare un codice che si trova sullo scontrino, altrimenti niente bagno. E niente furbi: vale una sola volta, con uno scontrino non va in bagno tutta la scolaresca. Bisogna però notare la pulizia dei servizi: personalmente l’abbiamo sempre trovata impeccabile. Nulla a che vedere con casa, ma ben superiore alla media dei bar italiani.

Contro

CONTRO

  • La tazzulella è un rito intramontabile ma richiede velocità, si beve al banco spesso in un sorso o al massimo due; un caffè americano richiede lentezza, va sorbito poco alla volta, pena l’ustione della lingua.
  • La porcellana della tazzina o il vetro del bicchierino hanno un fascino ben diverso dal bicchiere in carta.
  • Il cappuccino con il latte montato a crema, in cui è possibile chiedere al barista quanto scuro lo si preferisca, resta una delle colazioni preferite dagli italiani.
  • Le varianti sul caffè già esistono in Italia e noi le conosciamo tutte: macchiato caldo o freddo, corto, ristretto, lungo, doppio, al vetro, in tazza grande, shakerato, freddo, corretto e chi più ne ha più ne metta.
  • Un caffè è la consumazione veloce ed economica al bar, l’appuntamento rapido e la scusa per una chiacchiera, è l’usanza del sospeso, è il profumo della mattina in casa, è la pausa di una passeggiata mattutina, è il dopo pranzo, è un po’ il simbolo dell’Italia all’estero.
  •  Muffin, croissant e torte non sono il massimo, nulla di artigianale, non stiamo puntando al prodotto di alta pasticceria ma al bene di consumo accessorio.
  • Buste di caffè a diversi livelli di tostatura, sia in grani sia macinato, per riprodurre in casa lo stesso sapore ci rendono scettici: il gusto non sarà mai lo stesso, le macchine non producono a quel ritmo e non mantengono la temperatura, a casa continueremmo a fare la moka per alternare i sapori e i profumi.

E voi siete pro o contro?

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