Mangiare senza glutine fa bene? Dipende

21 ottobre 2015

Eliminare il glutine dalla propria alimentazione sta diventando una moda anche tra chi non ne ha un reale bisogno: oltreoceano star come Gwyneth Paltrow hanno bandito il glutine “per stare meglio”; i supermercati, i ristoranti, i libri di ricette e i blog, eliminare il glutine dall'alimentazione è una pratica sempre più diffusa, anche tra chi non soffre di celiachia hanno iniziato a promuovere il gluten free, diffondendo l’idea che una vita senza glutine possa giovare alla salute. In realtà questo è vero solo nel caso in cui è stata fatta diagnosi di celiachia (un’intolleranza permanente al glutine) dal proprio medico, poiché in questo caso l’assunzione di glutine, anche in piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più o meno gravi e la dieta senza glutine condotta con rigore e attenzione è l’unica terapia che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.

Cos’è il glutine

Farina e spighe

In realtà, anche se si sente spesso nominare e parlare di glutine, non tutti sanno cosa sia. Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali quali avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Pertanto iniziare una dieta gluten free significa eliminare tutti gli alimenti che contengono questi grani e, più in generale, eliminare tutti gli alimenti contenenti il glutine, poiché è utilizzato anche come addensante e non si trova solo nei cereali sopra citati ma anche in tanti prodotti dell’industria alimentare (ad esempio creme spalmabili, alcuni formaggi o piatti pronti). Però è anche importante ricordare che attualmente il glutine aggiunto come elemento addensante deve essere segnalato in etichetta ed è pertanto facilmente identificabile.

Il mercato del gluten free

Senza Glutine

Oggi in commercio esiste una ricca scelta di prodotti da forno (comprese pasta e pizza) nel cui impasto sono state usate farine prive di glutine: quello del gluten free è un mercato in crescita. Se prima era difficile trovare alimenti per celiaci, oggi esistono interi scaffali e negozi a essi dedicati, tanto da poter affermare che il mangiare senza glutine sia diventato una vera ossessione alimentare. L’idea che molti erroneamente si sono fatti è: fa bene purché sia senza glutine. In realtà questo è vero solo nel caso della celiachia: per tutti gli altri mangiare senza glutine vuol dire autolimitarsi ed escludere dalla propria alimentazione delle pietanze senza una reale necessità, con il rischio di andare incontro a carenze alimentari.

Gluten Sensitivity

mal di pancia

L’unico caso particolare che merita attenzione è quello della gluten sensitivity, una realtà emergente che è circa 6 volte più frequente della celiachia, ed è caratterizzata da sintomi che si manifestano subito dopo l’assunzione di glutine con disturbi gastrointestinali (meteorismo, dolori addominali, diarrea o stipsi o alvo alterno) la gluten sensitivity è più frequente della celiachia e provoca sintomi a breve distanza dall'assunzione del glutine ed extraintestinali (sonnolenza, difficoltà di concentrazione, annebbiamento mentale, cefalea, artromialgie, parestesie degli arti, rash cutanei tipo eczema, depressione, anemia, stanchezza cronica). Tali sintomi migliorano o scompaiono dopo l’eliminazione del glutine dalla dieta e si ripresentano altrettanto rapidamente se il glutine è reintrodotto nell’alimentazione quotidiana. La gluten sensitivity è più frequente negli adulti che nell’infanzia ed è un’entità clinica distinta dalla celiachia per patogenesi e geni coinvolti. Inoltre in questo caso le mucose intestinali sono normali e non mostrano i danni tipici della celiachia anche se l’intestino è infiammato.

Non celiaci: fa davvero bene mangiare senza glutine?

senza glutine

Sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, non è consigliabile una dieta senza glutine nei soggetti che non siano celiaci o che non abbiano una condizione di ipersensibilità al glutine, poiché si rischia di non raggiungere un adeguato apporto di carboidrati complessi e quindi di non soddisfare il proprio fabbisogno giornaliero. Proprio per questo a volte evitare il glutine può portare una perdita di peso, poiché nella maggior parte dei casi una dieta gluten free coincide con una dieta senza pane, pasta, cereali, biscotti, torte e molto altro ancora, e quindi significa non assumere carboidrati con il conseguente rischio di non alimentarsi in modo adeguato.

Dieta

La perdita di peso diventa più difficile se si sceglie di optare per gli alimenti pronti senza glutine: infatti è importante ricordare che spesso gli alimenti gluten free, per motivi di tecnologia alimentare, sono più ricchi di grassi rispetto agli omologhi con glutine. la dieta gluten free è ha davvero senso solo per chi è affetto da celiachia o gluten sensitivity Quindi non sempre seguire una dieta priva di glutine può aiutare a perdere peso, in realtà studi recenti hanno osservato come gli individui affetti da celiachia tendano per lo più a seguire un’alimentazione eccessivamente ricca di grassi per compensare la riduzione quotidiana dei carboidrati, e questo determina un maggior apporto calorico. Concludendo, la dieta gluten free ha senso solo per chi è affetto da celiachia o a chi è stata fatta diagnosi di gluten sensitivity. Per tutti coloro che scelgono di seguire una dieta senza glutine per moda o per dimagrire, è bene sapere che si rischia soltanto un’alimentazione monotona e impropria senza alcun vantaggio scientificamente dimostrato. Quindi il concetto fondamentale, come sempre, è: evitare il fai da te e rivolgersi a professionisti, poiché deve essere un medico o un gastroenterologo a decidere se, dopo aver effettuato gli accertamenti diagnostici del caso, possa essere utile o meno seguire una dieta priva di glutine.

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