Metti una sera al Gazometro38 di Roma

28 ottobre 2015

Quartiere Ostiense, Roma, in una sera di metà settimana: i locali sono pieni e trovare parcheggio da queste parti è sempre una chimera. Arriviamo davanti al Gazometro 38 (via del Gazometro, 38) e un locale con arredi alla moda che nasconde, in un certo senso, l'ottima parte dedicata alla pizzeria quello che colpisce di questo locale è proprio la percezione, leggermente falsata dall’apparenza cool che un posto del genere riesce a suscitare quando si varca l’ingresso; la percezione di un locale alla moda ma con un’ottima pizzeria. Il ristorante è un grande open space, l’arredamento è semplice eppure ricercato con i divani e tavoli in legno per mangiare e prendersi un aperitivo o un cocktail dopo cena. Noi siamo qui per assaggiare la pizza di Pier Daniele Seu, giovane pizzaiolo finalista al recente Cooking for Art che ha dimostrato tutta la sua personalità e talento durante la gara pur non arrivando sul podio. Una volta accomodati al tavolo, la prima impressione che si ha con piacere è quella di un servizio di sala estremamente cortese ed efficiente.

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Il menu è snello e ben fatto con le proposte in carta (sia per il ristorante, sia per la pizzeria) ben spiegate. Si parte con l’assaggio di due supplì, come apripista per l’approccio alle pizze: Amatriciano e Cacio e Pepe. Ottima frittura, nessun segno di unto sulla carta, panatura croccante e ingredienti bilanciati e gustosi.

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Assaggiamo una birra artigianale stile blond ale che ci accompagnerà durante la serata e iniziamo a osservare Pier Daniele al lavoro nel suo banco pizzeria, un po’ sacrificato come spazio operativo ma completato da un bel forno a gas portato a pieno regime con una temperatura sotto i 400 °C. Ordiniamo 3 pizze differenti dal nuovo menu stagionale con qualche domanda al pizzaiolo per capire qualcosa in più del suo lavoro. Pier Daniele lavora nel campo della pizza da circa 8 anni: prima di approdare al Gazometro stava da Mastro Titta, glorioso indirizzo capitolino che riaprirà a breve in una nuova sede. Il suo ruolo nel locale è quello di Pizza Chef, definizione parecchio a fuoco vista la passione e la cura nel progettare e gestire interamente la carta delle pizze proposta alla clientela

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L’impasto della pizza che assaggiamo ha una maturazione media di 48-72 ore a temperatura controllata; il blend di farine comprende una tipo 1 semi integrale e la cottura avviene a fiamma viva con un gran bello sviluppo della pasta, esaltata da una giusta croccantezza una volta fuori dal forno. La prima pizza è un’ottima margherita affumicata con pomodori freschi arrostiti al forno, bufala affumicata, olio extravergine a crudo e basilico. Ecco che esce subito fuori uno dei capitoli di studio del pizzaiolo, diretto in questo caso ad esaltare e celebrare la margherita, vero e proprio benchmark nella valutazione di una pizzeria, nelle diverse variazioni stagionali.

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L’affumicatura si avverte importante già prima del morso ed è una pizza che conquista da subito per l’equilibrio dei sapori, l’acidità leggera del pomodoro arrostito che sposa il gusto della bufala perfettamente asciugata e morbida in cottura. Siamo davanti a un gran bell’impasto, con un cornicione importante ma estremamente scioglievole sotto ai denti e con la cottura giusta che denota un’ottima gestione del forno. La seconda pizza al tavolo è una base bianca con cicoria, fiordilatte e guanciale di Norcia. Una vera e propria comfort pizza, molto golosa con la grassezza del guanciale stemperata dalla freschezza del fiordilatte e dal sentore amarognolo apportato dalla cicoria.

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Terminiamo la nostra degustazione con una focaccia con Burrata di Andria, puntarelle alla romana, polvere di olive taggiasche essiccate al forno e zeste di arancia grattuggiata. Questa pizza, oltre ad avere un aspetto magnifico grazie all’accostamento cromatico degli ingredienti, risulta accattivante per la freschezza delle puntarelle che si sposa alla perfezione con la burrata, l’aroma delle olive e il profumo della arance.

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La nostra degustazione termina con l’assaggio di un cocktail leggero su base vodka preparato dal bravo barman del locale. Il conto finale rivela un giusto rapporto qualità prezzo anche sulla base del servizio e della location. Gazometro 38 ha aperto in primavera e, per quanto ci riguarda, attualmente si può inserire di diritto fra le migliori pizze al piatto di Roma grazie a un impasto leggero e ben gestito in ogni sua fase, alla scelta attenta degli abbinamenti e alla carta delle pizze giusta come quantità di proposte e soprattutto ben centrata su stagionalità e qualità delle materie prime.

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  • Arianna Giuntini

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