Musica gourmet: palchi e tavole al Roma Jazz Festival

29 ottobre 2015

Musica e cucina. Due arti forti, vitali, intime e popolari, capaci di dialogare con le culture, di parlare alle emozioni, di sussurrare ricordi, di risvegliare luoghi, umori, circostanze, opinioni. Il jazz è una rigorosa tecnica scardinata e arricchita dall’improvvisazione, sorretta dall’estro creativo e tesa alla contaminata innovazione; la cucina, rito dei popoli e continua instancabile ricerca, è forma e contenuto, identità, cultura, carattere e passione. Cibo e jazz generano un accordo perfetto, un connubio così naturale e assoluto da ispirare quest’anno il tema del Roma Jazz Festival, dal 14 al 29 novembre all’Auditorium Parco della Musica (viale De Coubertin, 30).

auditorium

Nutritosi dal claim dell’Expo milanese Feed The Planet declinato per l’evento in Jazz Feeds the Planet, il festival di Roma dedicato al Jazz, ci parlerà di terre e suoni lontani, di intrecci culturali e di nuovi sapori. il jazz festival sarà potenziato da due iniziative gastronomiche: chef in jazz e eat drink & jazz E per sottolineare questo profondo legame con la cucina d’autore, fatto di nutrimento per mente e corpo, di creatività, di contaminazioni, di relazioni e ritmi, ha stretto un patto con 7 dei maggiori interpreti della ristorazione d’eccellenza della scena romana. Giunto alla sua 39esima edizione, il Roma Jazz Festival propone infatti un programma fitto di concerti di ampio respiro internazionale, potenziato da due importanti iniziative enogastronomiche: Chef in Jazz e Eat, Drink & Jazz che avranno protagonisti chef e bartender della scena capitolina, tutti intenti a reinterpretare il concetto di jazz e a inserire nei loro menu speciali portate e cocktail dedicati alla musica per tutta la durata della manifestazione.

Mario Ciampa' . Direttore del Festival-min

mario ciampà alla conferenza stampa

Mario Ciampà, Presidente IMF e Direttore artistico del Roma Jazz Festival, alla conferenza stampa di ieri 27 ottobre, ha riassunto così il senso dell’iniziativa: “Il jazz attraversa i confini geografici, scopre musiche e strumenti di altre culture, si trasforma senza perdere le proprie specificità, conservando il profilo della propria ricca tradizione culturale. La via più sana e feconda alla globalizzazione dell’arte. Cibo e jazz dunque sono in sintonia e inseguono lo stesso percorso storico e creativo. Sono mondi universali oggi difficilmente collocabili che parlano una lingua senza geografie: quella del suono e del gusto. Quindi cibo e jazz come nutrimento, come rito sociale, come indice etnico o culturale. Confronto tra identità individuale e collettiva, condivisione, festa, diversità, inclusione, creatività, solidarietà, sostenibilità, spirito collaborativo, aperto al contributo delle nuove generazioni”.

Francesco Apreda

Francesco Apreda

Chef in Jazz è dunque la giusta occasione per mettere in risalto e relazione i valori universali della musica jazz con quelli della cucina, luogo di sperimentazione di sapori e di incontro tra culture. Lo stimolo creativo è stato lanciato e ben accolto accolto da alcuni dei più noti chef di Roma, ai quali è stato chiesto di dedicare un piatto ispirandosi al jazz o a uno dei musicisti in programma: Francesco Apreda (Imàgo), Roy Caceres (Metamorfosi), Danilo Ciavattini (Enoteca La Torre), Riccardo Di Giacinto (All’Oro), Marco Martini (Stazione di Posta), Alba Ruiz Esteve (Marzapane), Daniele Usai (Il Tino), ognuno ha scelto il proprio musicista e gli ha dedicato un piatto che troverete in degustazione nel ristorante di ognuno durante tutta la durata del Roma Jazz Festival: questa iniziativa dà diritto al 10% di sconto sul biglietti dei concerti e viceversa.

maccheroni e crostacei -min

il piatto di caceres

Per l’occasione, e solo per citarne alcuni, Francesco Apreda, con le radici napoletane e la testa in Oriente, ha creato Polpo, alghe, radici e blend Uma-Mia, un’esplosione di sapori e consistenze come la musica della pianista giapponese Chihiro Yamanaka (Prima Europea sabato 21 novembre, Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi – ore 21); Roy Caceres, chef di origine colombiana, ha voluto dedicare il proprio piacere di sperimentare e il suo grande entusiasmo a Fabrizio Bosso, Luciano Biondini e al loro nuovo progetto Melodies (Giovedì 26 novembre – Sala Petrassi – ore 21.00), creando Maccheroni & crostacei, alghe e burrata, un’inedita melodia di sapori da scoprire e assaporare con calma, lentezza e occhi chiusi.

Cocktail Martino-min

Anche La Moderna Testaccio, che ha già dedicato due cocktail all’evento, il Martino (di Federico Tomasselli) e il Jazzista (di Valentino Longo), oltre a proporsi nella nuova veste di House of Swing, rilancia il Sunday Guest Bartending consacrando la domenica sera alle stelle del bartending europeo con sette appuntamenti. Via Galvani, a Roma, diventerà un vero e proprio porto franco, un luogo ideale per confrontarsi e condividere esperienze e tecniche, ma soprattutto la passione per la mixology, grazie alla squisita ospitalità di Valentino Longo.

La Moderna. Roma (1)-min

Non è finita qui: quest’anno la chiusura del Festival, domenica 29 novembre, sarà infatti affidata a un mix d’eccezione. Sul palco, Mauro Ottolini, jazzista ecclettico e sperimentale, nonchè grande appassionato di cucina e ottimo cuoco, dividerà la scena con il cuoco Giorgio Barchesi, in arte Giorgione, uno dei volti del Gambero Rosso Channel che, lontano anni luce dall’immagine patinata degli chef televisivi più fashion, ci racconterà una cucina genuina, golosa, tradizionale sopra le note pungenti della musica di Sousaphonix. Noi ci saremo, e voi?

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