Le sagre che non dovreste perdere quest’inverno

26 novembre 2015

Quando le giornate si fanno corte, la nebbia invade la pianura e la neve spruzza le prime cime, può sembrare che non ci sia niente di meglio dello starsene rintanati dentro casa, possibilmente davanti a un camino acceso. le sagre di paese sono il modo più divertente per apprezzare il meglio della stagione Eppure, a guardare bene dalla finestra, la natura non si è del tutto addormentata; e non lo fanno neanche le sagre di paese, che dei prodotti stagionali propongono le versioni locali, tradizionali, da mangiare senza eccezioni in compagnia. Al di là del freddo e della neve, non ci sono autunno o inverno senza radicchio, senza carciofi o senza polenta: per scoprire davvero tutte le declinazioni della stagione non resta che uscire di casa, andare alle sagre e godersi un giro d’Italia sotto il cielo stellato, al calore delle stufe o di un bicchiere di vino novello.

  1. November PorcIn Emilia Romagna si festeggia ad esempio la tradizione del maiale: non è poi passato molto tempo, da quando tutte le famiglie contadine avevano il proprio suino, da cui ricavare arrosti, insaccati e altre pietanze. November Porc è una manifestazione itinerante che già festeggia la quattordicesima edizione: a Roccabianca (Parma), dal 27 al 29 novembre, si chiuderà il mese in bellezza con le “Armonie di spezie e infusi”. Come per le tappe precedenti, che hanno toccato Zibello, Sissa e Polesine Parmense, mercato e cucina a base di insaccati e ricca carne di maiale.
  2. TorroneCremona è invece la destinazione giusta per cominciare a riprendere familiarità con le tradizioni natalizie. Per ben 9 giorni, fino al 29 novembre, la città intera diventerà la scenografia della Festa del torrone, nelle decine di varianti che il dolce a base di miele e frutta secca conta in tutta Italia. Non dimenticate di prenotare per il Degustatour, con visite e degustazioni in 7 pasticcerie, enoteche e torrefazioni della cittadina lombarda.
  3. carciofo a trinitapoliPer molti invece l’inverno è soprattutto la stagione dei carciofi: piccoli o grandi, fritti, ripieni, in insalata o con la pasta. A Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani, i primi raccolti si festeggiano il 28 e 29 novembre, con tanto di concorso gastronomico dedicato.
  4. pane e olioPasti in apparenza più umili per i liguri: a Sestri Levante, dal 28 novembre all’8 dicembre, si celebrano Pane e olio. La semplice abbinata dà però vita a un programma ricchissimo: assaggi e stand, ma anche visite agli uliveti e ai frantoi, laboratori di degustazione, cene tematiche che comprendono persino il gelato.
  5. sagra-del-cinghiale-suvereto-banco-prodotti-tipiciSempre dal 28 novembre ai primi di dicembre, nel borgo toscano di Suvereto (Livorno), si svolgerà invece la sagra dedicata al cinghiale. A giudicare dal manifesto, se ne vedranno di tutti i colori: si ipotizzano salami, braciole e spezzatini, ma anche degustazioni di vini e ricche cene nei due ristoranti e nella locanda riservati all’evento.
  6. frittoleI suini hanno però tantissime forme: e in Sicilia assumono quella delle frittole, ossia della cotenna cotta a lungo proprio nel grasso di maiale. La sagra sarà a Malvagna, in provincia di Messina, il 5 e 6 dicembre; oltre alle frittole, potete aspettarvi piedini, codini e orecchie, ma anche le più familiari salsicce.
  7. sagra della lumaca-minLe lumache a molti possono sembrare un alimento quasi estraneo, dal gusto francese. In realtà, in Piemonte le si mangia da almeno cinquecento anni: la Fiera Fredda della lumaca di Borgo San Dalmazzo (Cuneo) festeggia quest’anno la 446a edizione. Dal 4 all’8 dicembre gli specialisti del settore si riuniranno a Palazzo Bertello: gli stand saranno aperti tutti i giorni, mentre i ristoratori serviranno le specialità della zona, dalle lumache in umido alla polenta, per finire in dolcezza con pesche ripiene e biscotti di zucca.
  8. Fave-San-Nicola-PollutriTutta italiana è anche la tradizione delle Fave di San Nicola di Pollutri (Chieti), in Abruzzo: il 5 e 6 dicembre, in memoria di un miracolo compiuto dal santo, sul sagrato della chiesa di San Salvatore saranno disposti 9 calderoni, e gli attizzatori faranno a gara per far bollire per prima l’acqua della propria pentola. Niente gara per le fave: tutti gli spettatori potranno riceverne un assaggio, insieme al pane e ad altre specialità locali.
  9. radicchio tardivoA Martellago, in Veneto, dal 4 al 14 dicembre si svolgerà invece la grande Mostra del Radicchio Tardivo. Se al supermercato di città la scelta si riduce solitamente a un paio di varietà e ad esemplari tutti uguali, nel paese in provincia di Venezia si raduneranno più di 60 produttori della zona. Mentre si attende l’assegnazione del premio per il miglior radicchio tardivo, è consigliata una sosta allo stand gastronomico: risotto, zuppe, involtini e dolci a base dell’amaro e tanto amato ortaggio locale.
  10. farro san nicolaAnche in Umbria si celebra un prodotto locale: il farro, compagno antico di zuppe e polentine. La mostra mercato Il farro di San Nicola si terrà dal 5 al 9 dicembre a Monteleone di Spoleto (Perugia), e comprenderà anche altri alimenti della montagna umbra, primi fra tutti i prodotti di norcineria. Cercate di trattenervi fino alla giornata di chiusura: sarà allora, alle 21 del 9 dicembre, che verrà acceso uno scenografico falò, come saluto per il passaggio della Madonna di Loreto e ricordo di tradizioni ancora più antiche.
  11. pangiallo romanoNelle sagre d’autunno non possono mancare ovviamente i dolci. Trovare panettone e pandoro è facile in ogni parte d’Italia: ma cosa dire delle preparazioni più tradizionali, tipiche solo di pochi paesi o province? A Riano, in provincia di Roma, le giornate del 7 e 8 dicembre saranno ad esempio dedicate al pangiallo, dolce invernale a base di farina gialla, uvetta e fichi secchi. A contorno, per le strade del paese, stand per gustare polenta, caldarroste e vin brulè.
  12. micooulaIn Val d’Aosta il dolce del Natale è la micòoula: pur essendo considerata un’antenata del panettone, è in realtà ancora più adatta ai golosi, perché oltre alla farina di segale dolce, alle castagne, alle noci e all’uvetta contiene irresistibili scaglie di cioccolato. Il posto migliore per mangiarla è senza dubbio Hône, dove dal 4 all’8 dicembre si celebrerà proprio il dolce panino tradizionale.
  13. GraffeIn Campania le zeppole si mangeranno invece dopo Natale: il 28 e 29 dicembre la spiaggia di Positano sarà invasa dagli appassionati dei fritti zuccherati tradizionalmente preparati a Carnevale e nel periodo natalizio. Un concorso assegnerà la Zeppola d’oro alla preparazione meglio riuscita; ma questa non è una ragione per non provare di persona tutte le specialità disponibili.
  14. AlambicchiFra tante sagre dedicate al cibo, non può mancarne una per il buon bere. A Vezzano, in provincia di Trento, dal 6 all’8 dicembre si festeggerà la lunga Notte degli alambicchi accesi: le distillerie storiche del paese apriranno le porte a chi vuole scoprire come si fa la grappa, dando vita a uno spettacolo itinerante che racconterà origini, procedimenti scientifici e portata simbolica del più noto distillato delle Alpi. Lo spettacolo avverrà in serata, ma durante il giorno saranno aperte le casette del mercatino natalizio Spirito Artigiano nel Borgo della Grappa.
  15. autunno in barbagiaDai monti delle Alpi a quelli della Sardegna: Autunno in Barbagia è una sagra itinerante che fino a metà dicembre allieterà i fine settimana della provincia di Nuoro. Dal 27 al 29 novembre a Ollolai e a Teti, dal 4 al 6 dicembre a Gadoni e dal 6 all’8 a Fonni, per concludere a Orune nel week end dell’11-13 dicembre. Ogni tappa vedrà la valorizzazione dell’artigianato e delle specialità locali: formaggio e pane carasau, panadas e vino nuovo, fra ricostruzioni storiche, mostre all’aperto e accensione di falò propiziatori.

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