Pace a Tavola: a Milano la cucina mediorientale unisce

26 novembre 2015

L’incontro fra i popoli può avvenire anche e soprattutto a tavola: il cibo è infatti da sempre simbolo di cultura e di scambio, di condivisione e partecipazione. Per questo motivo, anche in relazione ai recenti attacchi di Parigi e agli scontri che quotidianamente coinvolgono il Medio Oriente, arriva a Milano l’iniziativa Pace a Tavola: un progetto che coinvolgerà e unirà menu e ristoranti sia kosher che arabi, affinché il cibo sia confronto e unione. L’idea nasce da Menuale, startup italiana dedicata alla ristorazione.

Il progetto

gusto kosher 2

In un momento storico così complesso, la paura può rendere difficile confrontarsi con culture solo apparentemente lontane, per quel timore della diversità che tende a emergere quando si percepisce un ridotto senso di sicurezza e protezione. un tratto distintivo della cultura di un popolo, la cucina, può essere un esempio virtuoso per generare unione Il filtro sulla realtà in base agli eventi della cronaca, tuttavia, può portare a generalizzazioni poco rappresentative della cultura e della storia di un popolo, dettate dalla scarsa conoscenza. Menuale ha voluto attivarsi sul tema organizzando l’iniziativa Pace a Tavola, per sensibilizzare le persone sul tema del conflitto, partendo da quello mediorientale. Il progetto vuole dimostrare come un tratto distintivo della cultura di un popolo, ovvero la sua cucina, possa essere un esempio virtuoso per generare unione, guardando al futuro in modo costruttivo. Il momento della tavola, infatti, non è semplicemente una necessità di nutrizione: è un modo per condividere la voglia di stare con gli altri, per provvedere al prossimo, è simbolo di famiglia e amore.

hummus

Non è però tutto, perché la ricchezza del bagaglio enogastronomico è spesso fonte di contaminazioni e scambi, a volte millenari, fra realtà oggi apparentemente distanti. È quello che accade nella cucina mediorientale, che vede una tradizione e una radice comune che supera i confini delle singole nazioni, per ingredienti, preparazioni e piatti che si conservano e tramandano quotidianamente oltre al credo religioso, la politica e quant’altro. Per questo, l’iniziativa si propone di mostrare quante similitudini caratterizzino il cibo mediorientale, coinvolgendo ristoranti kosher e arabi in particolare.

Le coordinate

falafel - vegetariani

A partire da lunedì 23 novembre, e per i successivi 15 giorni, alcuni ristoranti di cucina kosher e araba proporranno i Menu Pace a Tavola, con piatti che rappresentano la comune tradizione culinaria. I clienti degli esercizi troveranno queste proposte all’interno della carta del ristorante, completa di una breve storia di ogni singolo piatto, così da mostrarne le radici comuni. Non è però tutto: i ristoranti metteranno a disposizione un tavolo ciascuno per l’organizzazione di 4 cene, a cui parteciperanno una persona di religione musulmana e una di religione ebraica: di volta in volta, un imam e un rabbino, due intellettuali, due imprenditori e due cittadini milanesi. Insieme a loro, il giornalista Luca Poggiaroni, founder di Menuale.

the boidem

the boidem

L’iniziativa si ispira a un’idea di Kobi Tzafrir, proprietario dell’Hummus Bard di Kfar Vitkin, una città a nord di Tel Aviv: nel ristorante viene praticato uno sconto se ebrei e arabi decidono di pranzare allo stesso tavolo. Tra i ristoranti milanesi che parteciperanno all’iniziativa “Pace a Tavola”, si elencano l’Accademia Libanese, il Dawali e il The Boidem, rispettivamente in via Accademia 53, via Corrado II il Salico e via Santa Marta.

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