Firenze: top3 dei piatti di Matteo Lorenzini a Sesto On Arno

2 dicembre 2015

Firenze alle pareti: basta questo per capire dove siamo. Niente intonaco al muro, ma solo trasparenze per esaltare a bellezza della città: è la chiave di accesso a Sesto On Arno, il ristorante con vista posto all’ultimo piano del Westin Excelsior in piazza Ognissanti. sesto on arno si tinge con i toni del french tuscan style di matteo lorenzini E da poco tempo ad affiancare cotanta bellezza è arrivato Matteo Lorenzini, chef senese con il cuore che parla francese. Una stella Michelin alle Tre Lune di Calenzano, una delle nuove promesse per l’Espresso, ma soprattutto un lustro e più in Francia alla corte di Ducasse e altri chef importanti. L’ultima l’esperienza nelle cucine di Seta al Mandarin di Milano al fianco di Antonio Guida, per poi tornare nella sua amata Toscana, pronto a dare un chiaro segnale alla nuova ristorazione fiorentina. Battiti francesi che ogni tanto vanno in fibrillazione davanti al Foie gras con salsa di arance e barbabietola, la perfezione d’oltralpe. Il ritorno a casa nell’armonia d’autunno dove gli gnocchi ballano un lento walzer con tartufo spinaci e crema di zucca, il French-tuscan style nell’Anatra al sapore di BBQ con fegatini. E tra la sua alta cucina ecco i tre piatti top di Matteo Lorenzini.

  1. carpaccio di capesante e crostaceiCarpaccio di capesante e crostacei con consommé di funghi: come una rotonda del pittore Carlo Pizzichini, dove questa volta le sfere sono formate da fungo, capasanta  e granchio. Il granchio come marchio di fabbrica registrato Lorenzini, insieme agli altri elementi, mette in risalto la sostanza di ogni singolo ingrediente. Come suggerirebbe lo scrittore senese Federigo Tozzi, da gustare con gli occhi chiusi.
  2. risotto nero di seppia e sfoglia di calamaro (1)Risotto nero di seppia con sfoglia di calamaro. Il risotto perfetto che ricorda la balzana, simbolo di Siena: lo scudo diviso in due orizzontalmente, è troncato, spaccato, balzano. Da una parte il bianco della sfoglia di calamaro, dall’altra il letto nero del riso. Questo è il risotto, la perfezione assoluta, ingentilito da aceto di Barolo e profumato da brodetto di scoglio.
  3. astice e radici (1)-minAstice e radici con scorzonera e topinambur e rapa rossa: la sua interpretazione con il gioco di colori ricorda la kesa dei monaci buddisti. Guardandolo più nel dettaglio l’astice diventa quasi il giglio fiorentino. Da gustare a piccoli morsi per poi fare un testa coda nelle salse.

Fuori classifica, ma non per questo meno importante: Come un Mont-Blanc.

come un mont-blanc

Non ha bisogno di tante presentazioni, va solo mangiato. Equilibrio e forma sono i due fondamentali ingredienti di questo dolce transalpino, che si veste alla moda, ma sotto sotto è sempre un classico.

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