OCCCA: caro cliente, non hai sempre ragione

7 dicembre 2015

Lo sapevamo già, la vendetta dei camerieri sarebbe arrivata. L’esercito di donne e uomini di sala ha deciso che il tempo per subire è finito, che il cliente non ha più sempre ragione, e che male ben peggiore del nostro muso lungo al tavolo sono i coltelli affilati della brigata di cucina, composta da uomini duri da non vessare con noiose, a volte insensate, richieste.

camerieri

Da qualche mese è spuntato su facebook un gruppo che si chiama OCCCA (l’Ordine dei Camerieri e Cuochi alla CArta. Ho chiesto informazioni all’autore della pagina che me la spiega così:

l’Ideatore di OCCCA, sono io, Marco Natali. Lavoro nella ristorazione da 10 anni, tra stagioni estive e lavori fissi. Ho fatto il cameriere, ma anche cuoco, pizzaiolo, gelataio e barman. Le situazioni le ho vissute un pò di tutti i generi. Ho unito esperienza da “satira su facebook” insieme alla mia esperienza lavorativa. Il motivo? Nessuno parla di quello che molto realmente e cinicamente accade nei ristoranti, soprattutto dal punto di vista del cameriere.

Sul senso di OCCCA aggiunge:

La mission, attraverso la risata e la riflessione, è far conoscere questo mondo e nel frattempo sensibilizzare, educare (brutta parola) a quel codice etico non scritto tra professionisti del settore. Ambizione di OCCCA sarebbe quella di portare l’attenzione su un tema ben più serio del mondo del lavoro della ristorazione: non c’è un sindacato reale che possa difendere diritti di noi lavoratori.

La congrega intende quindi divulgare: “realtà e codici di comportamento consoni al mondo dei ristoranti con servizio alla carta”. Chi sono i camerieri e cuochi alla carta? La stragrande maggioranza, ossia i professionisti della ristorazione che lavorano in locali dove si può ordinare dal menu. Da quel che ho capito, il gruppo intende da una parte fissare le regole per migliorarsi in questo mestiere, ma dall’altra – e con molta ironia – vuole mandare un messaggio forte e chiaro a noi clienti in merito alle nostre infinite richieste. Alcune legittime, per carità, altre decisamente superflue. Come avviene questa comunicazione da parte dei nostri ribelli? A mezzo di card pubblicate sul social – come quella qui sopra, disegnate da Alfonso Amarante –  e tramite divertenti video realizzati da un gruppo di autori guidati dallo stesso Marco Natali con l’aiuto tecnico di Claudio D’Aloia, come quello che segue:

Non mangi l’aglio perché non lo digerisci, la cipolla ti resta pesante, la farina ti fa scoppiare le papille gustative, sei allergico al latte, intollerante al glutine, non bevi caffeina, il pesce surgelato ti provoca prurito, le noci ti devastano, il nichel t’accende come un cerino. Per carità, è tutto vero e nessuno vuole ironizzare su queste piccole disgrazie (voglio dire, io sono intollerante all’uvetta), fatto è che a volte, basterebbe scegliere meglio un ristorante sulla base delle nostre esigenze, o anche solo comunicarlo prima ai ragazzi di sala. No?

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