Le 5 migliori bollicine italiane per questo Capodanno

15 dicembre 2015

Holiday, celebrate: le parole della canzone di Madonna sembrano scritte apposta per questo periodo, soprattutto per il Capodanno. Per festeggiare l’anno nuovo abbiamo scelto di brindare con bollicine di nicchia da Nord a Sud dell’Italia, facendoci consigliare da Tiziano Gaia, autore del libro Di Vigna in Vigna (EDT) e co-regista del docufilm Barolo Boys, pellicola con un palmarès impressionante di riconoscimenti, vincitrice del Doc Wine Travel Food 2014 e del Vancouver Italian Festival del 2015. Abbiamo (ri)scoperto che per alzare i calici non solo non occorre andare in Francia e che è davvero difficile scegliere solo alcune etichette tra le bollicine italiane. Ecco allora 5 chicche e una fuori classifica: ciascuna è stata scelta per il suo valore aggiunto.

  1. Cantina in quota Cave du Mont Blanc _esposizione_ph. Giuseppe Di MauroIn Valle d’Aosta, la Cave du Mont Blanc, dove si affinano spumanti a 2590 metri, è la cantina più alta d’Europa. Il vitigno, il Priè Blanc, qui è terrazzato, quindi molto complicato da coltivare: lo fanno, tra i 900 e 1200 metri, i soci della Cave, circa un’ottantina. Tiziano Gaia consiglia lo spumante Extreme: “fatto con uve che arrivano dalle vigne più alte. Le bollicine sono molto acide, quasi taglienti, fresche nel vero senso della parola. Da non perdere, se si va a sciare a Courmayeur, il tour degustazione nella cantina a bassa quota di Morgex”.
  2. orsolaniSpostiamoci ora in Piemonte, anzi in termini vitivinicoli nell’altro Piemonte, quello poco conosciuto, se non per un passato industriale recente, olivettiano. Nel Canavese la cantina-vessillo è Orsolani a San Giorgio Canavese. Il vitigno è quello dell’erbaluce a bacca bianca da cui è vinificato sia un ottimo secco che un passito, ma anche un brutla cui bollicina, molto fine, ha un profumo fruttato e sapido in bocca”, commenta Gaia.
  3. clarabella brutNaturalmente non può mancare la Franciacorta, ma lasciando da parte i soliti Bellavista e Cà del Bosco: Tiziano consiglia Clarabella una cooperativa agricola sulle rive del Lago d’Iseo che si occupa del reinserimento nel mondo del lavoro di giovani con disagio mentale. La cantina festeggia quest’anno i dieci anni di produzione spumantistica”. Il loro Franciacorta Brut (vitigni, come da manuale, Pinot nero e Chardonnay), ha una bollicina molto morbida e già corposa, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
  4. d'araprìScendiamo in Puglia a San Severo (Foggia). La meta è la cantina D’Araprì, (acronimo dei tre soci Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, tre amici la cui passione per il perlage va di pari passo con quella per la musica jazz), con sede in un antico palazzo di fine ‘700 nel cuore del paese. D’Araprì è l’unica cantina in Puglia e una delle pochissime nel sud Italia specializzata solo in bollicine; l’intuizione vincente è stata quella di poter utilizzare per questa produzione il Bombino bianco, il vitigno autoctono della capitanata. L’etichetta è il Brut Gran Cuvée XXI secolo, la loro punta di diamante.
  5. In Sicilia dove negli ultimi anni c’è stato un grande (esagerato) fermento delle cantine etnee, non molti sanno che gran parte del merito va all’azienda del Barone Scammacca del Murgo a Santa Venerina (Catania), versante sud-orientale dell’Etna. L’etichetta su cui puntare è l’Extra Brut Rosè millesimatomolto profumato, da uve di Nerello mascarese”.

Ca-Montanari-1

Fuori classifica Tiziano Gaia segnala anche una bollicina che arriva da una zona che non ti aspetti: l’Emilia. Con il Lambrusco Grasparossa di Ca’ Montanari di Castelvetro (Modena), etichetta Opera Pura: “Un vino da tutto pasto, frizzante ma molto equilibrato e godibile. Particolarmente adatto ai pranzi e cene importanti di Natale e fine anno”.

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