Come festeggiare il Natale con ogni tipo di vegano

23 dicembre 2015

Si aggirano, sono ormai sparsi per tutto il territorio nazionale; hanno quasi raggiunto le 400.000 unità e, bene o male, potrebbero capitare alle vostre tavole: sono i vegani. “Dammi da bere un whisky, ho sete“, “Dovresti bere latte, il latte fa buon sangue“, “Ma io non sono assetato di sangue“: con questa battuta vampiresca Donald Watson nel 1944 esponeva la filosofia del veganismo, il mondo dei vegani è vasto e variegato, ma non abbiate paura di invitarli a natale! uno stile di vita che mira a evitare ogni tipo di sfruttamento animale. La parola vegan è stata coniata proprio per marcare la distanza dai vegetariani, le cui restrizioni alimentari non si estendevano anche ai latticini. I vegani rifiutano di acquistare e utilizzare qualunque prodotto ricavato arrecando danno agli animali; a rigore, perciò, la rinuncia si estende a capi d’abbigliamento che non abbiano componenti esclusivamente vegetali e cosmetici o prodotti per l’igiene testati sugli animali. Premesso ciò, bisogna ricordare che il mondo dei vegani è vasto e variegato, ma con tutti, evitate qualsiasi battuta sul fatto che tanto il pollo non è carne: se la sentiranno ripetere tutte le sere da 15 anni. Per il resto, non abbiate paura di invitarli a Natale: per le suocere che vogliono fare colpo sulle nuore, i genitori che cercano di accontentare i figli, per tutte le nonne moderne che non si fermano davanti a nulla, ecco una rapida guida a come festeggiare il Natale con ogni tipo di vegano.

  1. Vellutata di zuccaPrimi vegetaliani.  Come i vegetariani, hanno eliminato dal proprio regime dietetico ogni tipo di carne animale, pesci e crostacei compresi; inoltre, i vegetaliani non mangiano latte e derivati, uova, miele. Molte nonne sono già svenute sulle loro pile di ragù per le lasagne, invece potranno senza difficoltà tentare una versione vegetale: per la sfoglia si possono impastare acqua e farina o latte vegetale e farina (100 grammi di semola e 60 g di latte di soia, ad esempio); il sugo si può preparare col seitan, con la carne di soia, con il tempeh; la mozzarella classica deve essere sostituita con quella di riso o con cubetti di tofu; il piatto può essere arricchito con qualche aggiunta di verdura, come spinaci o bieta. Utilizzando lo stesso impasto privo di uova, si possono poi tentare gusti diversi: lasagne vegane alle lenticchie (con lenticchie rosse frullate), al radicchio e noci, con carciofi o funghi porcini (anche la besciamella, in questi casi, sarà semplicemente preparata con latte vegetale, olio, farina e noce moscata). Chi non sa rinunciare alle tradizioni, può sperimentare la versione vegana dei cappelletti in brodo: basterà usare un brodo vegetale, amalgamare acqua e farina per la pasta, tritare seitan, mandorle, cannellini, aglio, paprica e finocchio per la farcia. Quando poi siete in dubbio, frullate come se non ci fosse un domani, fate zuppe di qualunque cosa: zucca, lenticchie rosse e patate; ceci e farro; patate e porri; cavolo nero, grano e fagioli rossi. Tutte da guarnire con spezie secondo i gusti e un generosissimo giro d’olio.
  2. polpettone veganoSecondi vegetaliani. Grazie al tempeh, potrete tranquillamente replicare ogni tipo di secondo: al posto del classico arrosto, provate un polpettone di tempeh (con l’aggiunta di pomodori secchi, olive, carote, peperoncino, zenzero e farina di mais), o, per tentare un sapore esotico, il tempeh in agrodolce (prima va marinato con sale e curcuma, poi saltato con uvetta, peperoni e cipolle); accanto al tradizionale arrosto, servite poi un arrosto di seitan, da preparare come già sapete fare: prima si rosola con olio d’oliva e aglio, poi si sfuma con vino bianco, infine si aggiusta con sale e pepe; per le patate al forno, non ci sono preclusioni di sorta, tagliatene in quantità. Un’idea fresca e aromatica deriva dal sedano rapa: può essere affettato, bagnato con un po’ d’acqua, panato con pangrattato e spezie e poi fritto (se non vi importa delle calorie) o cotto al forno, purché sia servito croccantissimo. Con le bistecche di soia o di lupino potrete poi replicare tutti i piatti della tradizione: pizzaiola, scaloppine ai funghi, brasato, ma anche cotolette e fettine panate. Se siete tipi da torte rustiche, sappiate che (con qualche sforzo in più, ma ci si riesce) si possono trovare i rotoli di sfoglia vegani già pronti al supermercato, proprio come quelli tradizionali. Altrimenti, potete prepararla sostituendo il burro col burro vegetale (se è la prima volta che lo sentite nominare, si tratta di un equivalente preparato con olio d’oliva, latte di soia, sale, limone); quanto al ripieno, per una volta evitate il prosciutto. In attesa di Capodanno, potete poi mettervi alla prova con il cotechino, nelle sorprendente versione vegana: basterà amalgamare seitan, lenticchie, tofu (fresco o affumicato, secondo i gusti), qualche cucchiaio di pomodoro, un po’ d’olio, le spezie per arrosto che più vi piacciono e dare al composto una forma di rotolo, per puoi farlo rosolare con brodo vegetale.
  3. Spaghetti di zucchine-5Menu crudisti. Per alcuni, il fatto che l’uomo possa cuocere i cibi è un meraviglioso segno del progresso; per i crudisti, un allontanamento dalla legge di natura (nessun altro animale ne ha bisogno) e un modo per impoverire i cibi (perdendo importanti minerali e vitamine).  Per l’antipasto, rifugiatevi in un sanissimo hummus (bisogna mescolare farina di ceci, pasta di sesamo, aglio, paprica, cumino, prezzemolo, succo di limone e molto olio d’oliva). Come primo, se servite gli spaghetti, deliziate il vostro commensale crudista con spaghetti di verdure (basterà tagliare le carote o le zucchine in lunghi fili, come fossero pasta) da condire con un pesto (ovviamente, sostituirete il formaggio con il tofu); se servite le lasagne, all’amico crudista toccherà una stratificazione di verdure marinate (ad esempio zucchine tagliate sottilissime e foglie di spinaci), arricchite con pomodori e molte erbe aromatiche; il formaggio sarà sostituito con il tofu, mentre per una nota croccante potrete approfittare di un battuto di mandorle o di anacardi. Stupiteli poi con ogni tipo di insalata creativa: indivia e noci; fichi e rucola; lattuga, avocado e pomodori; carote, olive e zenzero.
  4. frutta nataleMenu fruttariani. Qui i giochi diventano complicati. Cuochi di Natale di tutta Italia, spremete le meningi: i fruttariani mangiano esclusivamente frutta fresca, tra l’altro biologica. Se volete accontentarli, rifornitevi da fruttivendoli selezionati e poi sfidate voi stessi ai fornelli. Intanto, ritirate fuori dalla dispensa tutti gli stampini per biscotti che vi hanno regalato: vi aiuteranno a ammantare di natale le infinite variazioni sul tema macedonia. Il trucchetto che abbiamo usato per i crudisti (tagliare le verdure a forma di spaghetti) si può qui riprodurre con mele o pere, per poi condirle con salse frullate a base di banana o avocado (che contribuiranno a renderle dense e cremose) e i frutti preferiti (ad esempio cachi, mango, datteri); contrappunto perfetto (anche a livello cromatico) l’acidità dei semi di melograno.
  5. tronchetto di natale -still life 3Dessert. Come dessert, ai vegani non fate mancare un godurioso tronchetto di Natale: per il pan di Spagna basterà utilizzare, insieme a farina, zucchero, cacao, lievito, del latte vegetale (soia, riso, avena) e olio (di semi di girasole); per il ripieno userete margarina, zucchero a velo, vaniglia e altro latte vegetale; il composto va farcito, arrotolato, guarnito e gustato senza inibizioni. Per i crudisti, potrete produrre gelati raw a qualunque gusto, basterà frullare delle banane congelate e mescolarle con cacao crudo e frutta a scelta (per la guarnizione, si possono aggiungere cubetti di frutta fresca o granelle di frutta secca, come nocciole, mandorle, pinoli). Per i fruttariani si possono sfruttare prodotti di per sé molto scenografici, come il frutto della passione, la carambola (la cui forma a stella appare natalizia al punto giusto), litchi, kiwi, magari da inzuppare in qualche crema dolce a base di banana, carruba, uvetta.

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