Mystery box: cosa cucinare con il cesto natalizio?

28 dicembre 2015

Pinterest insegna: l’arte del riciclo è fondamentale e sempreverde, specialmente in tempi di cesti natalizi, in cui si accumulano mucchi di ingredienti tra loro incongruenti e spesso misteriosi. Dai sottoli più astrusi alle frutte secche più esotiche, è tutto un rincorrersi di sapori e colori che creano più entropia delle tombolate in famiglia. Per rendere il tutto meno confuso e dare un senso alla prossima cena di festa, vi lasciamo qualche idea per rendere gli ultimi pacchi rimasti sul fondo del cesto di Natale la vostra personale mystery box di Natale.

  1. parmigianoParmigiano reggiano. Detto che anche a pezzetti, con un calice di vino e una fetta di pane, il parmigiano può risollevare la serata più mesta, gli impieghi possono essere molteplici: dallo sformato con i porri alla pasta burro e parmigiano, alle insalatone con pere e noci, alla panatura delle patate al forno, alla quiche con verdure. Dovreste impegnarvi a non abusarne piuttosto: genera dipendenza.
  2. porcini secchiPorcini secchi. Non c’è Natale senza il porcino secco, con quel profumo intenso di terriccio e scampagnate che rimette in forma anche il nonno. Basta che vi ricordiate l’ammollo preventivo e potreste avere grandi sorprese: dalla torta salata con porcini, alla polenta con formaggio, alle tagliatelle da fare al sugo. Senza dimenticare il tocco che i porcini secchi possono dare a un buon arrosto o a un minestrone di verdure.
  3. strolghino-di-culatelloSalame strolghino. Non capita tutti i giorni di avere un insaccato figlio dei ritagli di culatello, quindi l’idea di pane e salume non è da scartare. Se vi facesse venire la nausea, allora potreste trovare interessante l’idea di farci un ragù per i pisarei oppure delle morbide polpette di pane da tuffare nella salsa di pomodoro. Altrimenti arrotolate il tutto in pasta sfoglia e prosciutto e dopo una doratura in forno tagliate a fette abbastanza spesse.
  4. calamarataCalamarata. La pasta è sempre una risorsa, non dovrebbe essere un problema farne fuori un pacco. La calamarata però è un formato complesso che richiede attenzione nella cottura e nella selezione del sugo. Le scelte migliori che potete fare cadono spesso sul pesce: con ventresca di tonno e cipolle caramellate, con pesce spada e pistacchi, con porcini e cozze. Se volete strafare, basta usare i singoli pezzi come involucro per ripieni vari dopo averli lessati, e passarli in forno o in frittura.
  5. datteriDatteri. I datteri sono come Vasco Rossi: o li si ama o li odia. Stando sul salato si può tentare di raggiungere alte vette con carne di fagiano o di maiale, che giocano con certi toni dolci, oppure con la carne tenera del pesce spada. Se le abbuffate di zuccheri non vi sono bastate, preparate uno strudel con i datteri al posto dell’uvetta. Per i goduriosi incalliti, andate sul classico farcendoli con formaggio e noci o ripassateli al forno avvolti nella pancetta.
  6. cipolle borettaneCipolle borettane. Sono un contorno e non ci si può fare molto: o le ingollate una dopo l’altra al primo aperitivo disintossicante che farete a casa nel tentativo di placare i morsi della fame, oppure le utilizzate per farcire uno strudel salato di emergenza. Altrimenti frullatele e fatele sparire in una torta rustica.
  7. cicerchieCicerchie. La moda foodie ha portato nelle case degli italiani alimenti che neanche nelle cartoline degli anni ’20. La cicerchia è uno di quelli: la trovi al ristorante e poi ne dimentichi l’esistenza. Errore: un grande risultato si può ottenere, dopo l’interminabile ammollo di 24 ore, con una zuppa con patate e carote oppure con varianti a base di orzo o farro. Per i più radicali: crocchette o burger di cicerchie con contorni esotici.
  8. albicocche sciroppateAlbicocche sciroppate. È il classico barattolone che fa gran scena in dispensa ma che da lì non scende. Per evitare che anche i vostri figli comincino a chiamare le singole albicocche per nome, potreste pensare a una buona schiacciata zuccherata per la merenda dei pargoli o a una crostata di frutta sciroppata e fresca. Se cercate le eccezioni, invece, tentate la strada dei contrasti e provate con della carne di maiale da cuocere in pentola e oppure con carni alla griglia. In caso di dubbi, con un tagliere di formaggi non si sbaglia mai.
  9. patè di olivePaté di olive. Non esiste cesto senza il suo paté di olive. Anche se la vita di molti fuorisede sembra affermare il contrario, i nutrizionisti ci dicono che non si può vivere di sole bruschette: per non buttare il grazioso barattolino utilizzate il contenuto per insaporire un sugo a base di pomodoro, uno spezzatino di seitan o una crema di formaggio.

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