Humus Bar, conto dimezzato per ebrei e arabi che mangiano insieme

7 gennaio 2016

Convivenza, accettazione e tolleranza passano anche, e soprattutto, dalla tavola. È da questa considerazione che nasce l’iniziativa dell’Humus Bar un ristorante sito a Kfar Vitkin, sulla costiera di Netanya (Israele) salito agli onori della cronaca lo scorso ottobre per un’idea di unione culinaria. Presso l’esercizio, infatti, ebrei e arabi potranno godere di un menu a metà prezzo se decideranno di gustare insieme hummus, falafel e altre prelibatezze della cucina araba e kosher.

L’iniziativa

differenze

L’annuncio è stato lanciato lo scorso ottobre sulla piattaforma Facebook e, complice anche la grande rilevanza virale acquisita, da allora l’iniziativa è stata un vero successo. Per incentivare la convivenza e ridurre le tensioni razziali e religiose, i gestori dell’Humus Bar – un ristorante di Kfar Vitkin – hanno ritenuto fosse necessario agire soprattutto sul versante pratico. Così l’esperimento, con l’arrivo di una speciale promozione: un menu scontato del 50% per ebrei e arabi pronti a pranzare allo stesso tavolo, con un porzione omaggio di ceci e i complimenti della casa. Una scelta non casuale quella dei ceci, così come riferisce il proprietario Kobi Tzafrir, poiché ingrediente che unisce sia la tradizione culinaria araba che quella kosher.

“Avete paura degli arabi? Avete paura degli ebrei? – sì legge sul social network – Da noi non ci sono arabi e non ci sono ebrei. Ci sono solo persone”

La risposta

humus bar

Il ristorante già godeva da tempo di una clientela variegata, con avventori egualmente distribuiti tra ebrei e arabi. Dal lancio della singolare promozione, però, sembra che si sia creato un flusso costante di nuovi clienti, pronti a elogiare il tentativo di unione ideato dai ristoratori. “Molti clienti ci hanno comunicato di aver visto la pubblicazione su Facebook e di essere venuti appositamente per supportare l’idea“, spiega Tzafrir in un’intervista dello scorso ottobre, sottolineando come molti si siano organizzati per una gita culinaria in compagnia di amici e parenti.

Non è però tutto poiché molti consumatori, giunti proprio per sostenere quest’idea di integrazione a tavola, sembra abbiano rinunciato allo sconto per supportare il ristorante. “Sono rimasto sorpreso quando ho visto che la notizia ha fatto il giro del mondo“, ha aggiunto il proprietario, “se c’è qualcosa che può davvero unire questi due popoli, quella cosa è l’hummus“.

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