Come si leggono le etichette alimentari?

14 gennaio 2016

Le etichette alimentari sono lo strumento indispensabile per orientarsi tra gli affollatissimi scaffali dei supermercati, il loro requisito principale è infatti quello di informare il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto, informare il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto al fine di orientarne meglio l'acquisto al fine di orientarne al meglio la scelta commerciale. Quindi, saper leggere e comprendere le etichette degli alimenti è indispensabile per poter di fare scelte più sane e consapevoli. Dal 2011 è in vigore una nuova normativa europea che stabilisce tutte le caratteristiche delle etichette dei prodotti alimentari, rendendole esaustive e semplici: è il Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Tale regolamento aggiorna e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti, introducendo alcune novità, con lo scopo di tutelare ulteriormente la salute dei consumatori e assicurare un’informazione chiara e trasparente. Vediamo allora cosa deve essere riportato per legge in etichetta.

Denominazione dell’alimento

maionese etichetta

Altro non è che il nome con cui il prodotto è commercializzato. Deve comparire in maniera univoca (maionese, farina 00, ecc.) in modo che l’acquirente non sia tratto in inganno. Accanto alla denominazione deve essere indicato lo stato fisico nel quale si trova il prodotto o lo specifico trattamento che ha subito (ad esempio in polvere, ricongelato, liofilizzato, surgelato, concentrato, affumicato). Per i prodotti congelati prima della vendita e che sono venduti decongelati sarà obbligatorio riportare, accanto alla denominazione del prodotto, l’indicazione decongelato.

Elenco degli ingredienti

elenco ingredienti etichetta

È l’elenco di tutte le sostanze impiegate nella produzione, compresi gli additivi, in ordine decrescente di peso. Una delle novità più importanti riguarda l’indicazione degli allergeni che deve essere evidenziata con carattere diverso rispetto agli altri ingredienti per dimensioni, tutti gli ingredienti impiegati in produzione sono riportati sull'etichetta in ordine decrescente di peso stile o colore, in modo da permettere di visualizzarne rapidamente la presenza. Anche i prodotti sfusi devono riportare obbligatoriamente l’indicazione della presenza degli allergeni che troveremo segnalata anche sui prodotti somministrati nei ristoranti, mense, bar ecc. Nel caso di presenza di oli vegetali o grassi vegetali da dicembre 2014 è obbligatorio specificare la tipologia di olio vegetale utilizzato (es. olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati ecc.). Come già accennato, tra gli ingredienti non dobbiamo dimenticare gli additivi che solitamente compaiono alla fine dell’elenco. Evitarli è quasi impossibile, essi sono presenti nella maggior parte degli alimenti che si acquistano al supermercato e sono utilizzati sia per conservare i prodotti sia per renderli più invitanti. Gli additivi sono sostanze che sono utilizzate dall’industria alimentare per migliorare alcune caratteristiche del prodotto come:

  • Tempo di conservazione (conservanti)
  • Aspetto e colore (coloranti, emulsionanti, ecc.)
  • Sapore (esaltatori di sapidità, correttori di acidità, ecc.)

Si trovano nell’elenco degli ingredienti, generalmente in fondo alla lista, e possono essere segnalati con il loro nome specifico o con un numero identificativo che ne definisce la categoria di appartenenza preceduto dalla lettera E che sta a indicare che l’additivo è riconosciuto a livello comunitario. Ad esempio in un etichetta, per segnalare la presenza dello stesso additivo possiamo ritrovare nell’elenco degli ingredienti due possibili indicazioni: antossidante E 300 o antiossidante acido ascorbico. Gli additivi, prima di essere utilizzati, devono essere testati e autorizzati: tale autorizzazione si basa sulle valutazioni scientifiche effettuate dall’autorità europea preposta alla sicurezza alimentare (EFSA).

etichetta aromi

Va fatta poi una precisazione sugli aromi: gli aromi utilizzati nella preparazione degli alimenti si dividono in due categorie: aromi naturali (olio, aceto, sale, zucchero, limone) e aromi artificiali (frutto di sintesi chimica). Quando troviamo scritto genericamente aromi significa che si tratta di aromi artificiali, sostanze di sintesi destinate a conferire odori e sapori caratteristici a imitazione degli omologhi naturali. Invece se compare la dicitura aromi naturali si tratta di essenze, estratti, succhi ottenuti da materie vegetali. Inutile dire che è meglio preferire quei prodotti che contengono aromi naturali.

Quantità netta dell’alimento

La quantità netta dell’alimento deve essere espressa utilizzando, a seconda dei casi, il litro, il centilitro, il millilitro, il chilogrammo o il grammo: a) in unità di volume per i prodotti liquidi; b) in unità di massa per gli altri prodotti.

Termine minimo di conservazione e data di scadenza

data di scadenza

È bene saper distinguere tra le due indicazioni. La data di scadenza si utilizza se il prodotto è molto deperibile ed è preceduta dalla dicitura Da consumare entro il che rappresenta il limite oltre il quale il prodotto non deve essere consumato. Il termine minimo di conservazione (TMC) si utilizza nel caso di alimenti che possono essere conservati più a lungo e si troverà la dicitura Da consumarsi preferibilmente entro il che indica che il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l’odore ma può essere consumato senza rischi per la salute.  Il TMC può essere composto da:

  • il giorno e il mese, per i prodotti conservabili per meno di 3 mesi (es. latte, mozzarelle, yogurt)
  • il mese e l’anno, per i prodotti conservabili per più di 3 e meno di 18 mesi (es. pasta all’uovo, biscotti, merendine, maionese)
  • solo l’anno, per i prodotti conservabili per più di 18 mesi (es. pelati in scatola, piselli e tonno in scatola, olive in salamoia).

L’indicazione non è invece obbligatoria per i prodotti ortofrutticoli freschi, i vini, l’aceto, i superalcolici, il sale da cucina e lo zucchero, le gomme da masticare e i gelati monodose. Per i prodotti che hanno bisogno di una particolare conservazione (es. i surgelati) la modalità deve essere sempre indicata, così come il loro corretto utilizzo (es. la dicitura consumare previa cottura).

Condizioni di conservazione o d’impiego

etichetta

Si trova sulle etichette degli alimenti che richiedono condizioni particolari di conservazione e/o d’uso. Ciò è utile per consentire una conservazione o un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione.

Paese d’origine o luogo di provenienza

Questa indicazione, già obbligatoria per alcuni prodotti (carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine d’oliva), è estesa anche a carni fresche e congelate delle specie suina, ovina, caprina e avicola.

Dichiarazione nutrizionale

dichiarazione nutrizionali etichetta

Si tratta dell’insieme di informazioni sulla quantità di energia e determinati negli alimenti. La presentazione obbligatoria sull’imballaggio di tali informazioni aiuta il consumatore a compiere scelte alimentari più informate e consapevoli. Sono obbligatorie indicazioni su: valore energetico; grassi; acidi grassi saturi; carboidrati; zuccheri; proteine; sale. La dichiarazione nutrizionale può essere integrata con l’indicazione su acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, polioli, amido, fibre e sali minerali o vitamine qualora presenti in quantità uguale o superiore al 15% del valore nutritivo di riferimento (7,5% se bevanda). L’indicazione del valore energetico è riferita a 100 g/100 ml dell’alimento oppure alla singola porzione. Il valore energetico è espresso come percentuale delle assunzioni di riferimento per un adulto medio ossia circa 2000 kcal al giorno. Inoltre tutte le indicazioni devono essere stampate in modo chiaro e leggibile in carattere pari o superiore a 1,2 mm. Nelle confezioni più piccole il carattere deve essere pari o superiore a 0,9 mm.

Altre indicazioni

  • Nome o ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare
  • Istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume

Esistono poi altre informazioni facoltative che possono essere inserite in etichette oltre a quelle obbligatorie (es. annata, certificazione biologica e biodinamica, indicazioni facoltative di trattamenti e scelte produttive), l’importante è che non traggano in inganno e inducano in confusione l’acquirente.

I claim

senza zucchero etichetta

Un altro argomento importante da conoscere sono i claim, ossia indicazioni nutrizionali o salutistiche fornite sui prodotti alimentari allo scopo di garantire ai consumatori l’accuratezza e la veridicità delle informazioni. I claim sono stati regolamentati e armonizzati dal Regolamento (CE) 1924/2006, successivamente modificato ed ora inserito nel Reg UE 1169/2011. Alcuni esempi:

  • A basso contenuto calorico: il prodotto contiene non più di 40 kcal/100 g per i solidi o più di 20 kcal/100 ml per i liquidi
  • A ridotto contenuto calorico: il valore energetico è ridotto di almeno il 30%
  • Senza calorie: il prodotto contiene non più di 4 kcal/100 ml
  • A basso contenuto di grassi: il prodotto contiene non più di 3 g di grassi per 100 g per i solidi o 1,5 g di grassi per 100 ml per i liquidi
  • Senza grassi: il prodotto contiene non più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml
  • A basso contenuto di grassi saturi: il prodotto non supera 1,5 g/100 g per i solidi o 0,75 g/100 ml per i liquidi
  • Senza grassi saturi: la somma degli acidi grassi saturi e acidi grassi trans non supera 0,1 g di grassi saturi per 100 g o 100 ml
  • A basso contenuto di zuccheri: il prodotto contiene non più di 5 g di zuccheri per 100 g per i solidi o 2,5 g di zuccheri per 100 ml per i liquidi
  • Senza zuccheri: il prodotto contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml
  • Senza zuccheri aggiunti: il prodotto non contiene zuccheri o ogni altro prodotto utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento li contiene naturalmente si deve riportare sull’etichetta: contiene naturalmente zuccheri.
  • Leggero / light: il valore energetico è ridotto di almeno 30%
  • Fonte di acidi grassi omega-3: il prodotto contiene almeno 0,3 g di acido alfa-linolenico (ALA) per 100 gr o 100 kcal
  • Ricco di acidi grassi omega-3: il prodotto contiene almeno 0,6 g di ALA per 100 gr o 100 kcal
  • Ricco di grassi monoinsaturi (o polinsaturi): almeno il 45% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano dai grassi monoinsaturi/polinsaturi e a condizione che gli stessi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto
  • Ricco di grassi insaturi: almeno il 70% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivano da grassi insaturi e a condizione che gli stessi apportino oltre il 20% del valore energetico del prodotto
  • Fonte di fibre: il prodotto contiene almeno 3 g di fibre per 100 g o almeno 1,5 g di fibre per 100 kcal
  • Ad alto contenuto di fibre: il prodotto contiene almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal
  • Ad alto contenuto di proteine: almeno il 20% del valore energetico dell’alimento è apportato da proteine
  • Fonte di / alto contenuto di vitamina / minerale: il prodotto contiene almeno il 15/30% della dose giornaliera raccomandata di vitamina e/o minerale
  • A tasso ridotto di: la riduzione della sostanza nutrititva in questione è pari ad almeno il 30% rispetto a un prodotto simile.

Ora che sappiamo cosa deve essere presente in etichetta per legge, vediamo alcune regole da seguire per evitare errori nella scelta dei prodotti.

  1. Leggere le etichetteLeggete attentamente l’elenco degli ingredienti è la prima regola da seguire quando si intende acquistare un prodotto alimentare. Ricordate che gli ingredienti sono scritti in ordine decrescente: il primo ingrediente è quindi quello più presente. Verificando dunque la posizione occupata dagli ingredienti possiamo avere una prima stima della qualità di un prodotto rispetto ad un altro di prezzo diverso o uguale.
  2. Controllate il peso netto/sgocciolato dell’alimento senza scegliere il prodotto solo in base alle dimensioni della confezione.
  3. Non fate troppo affidamento sull’immagine riportata sulla confezione: ricordate che l’immagine illustrativa ha il solo scopo di richiamare l’attenzione del consumatore e non è necessariamente legata all’aspetto reale del prodotto. Allo stesso tempo è bene verificare l’integrità della confezione accertandosi che non presenti segni di danno o rigonfiamenti.
  4. zucchero semolatoNon fidatevi della scritta senza zucchero: leggete attentamente le etichette e fate attenzione agli zuccheri nascosti. Si possono utilizzare molte sostanze per dolcificare un alimento, infatti il comune zucchero da tavola, denominato anche saccarosio, può essere proposto sotto forma di zucchero invertito, sciroppo di glucosio o di fruttosio, zucchero di canna, maltosio, destrine, maltodestrine, mannitolo, sciroppo di malto, succo zuccherato. Altri zuccheri utilizzati sono: fruttosio, glucosio, lattosio, sorbitolo, destrosio. Vi sono poi i cosiddetti zuccheri naturali quali: miele, zucchero d’uva, succo di frutta concentrato, melassa, succo di mele concentrato, sciroppo d’acero, sciroppo di riso, sciroppo di sorgo.
  5. olio di palmaFate attenzione alla qualità dei grassi: i grassi saturi sono tipici dei prodotti di origine animale ma anche di alcuni vegetali (ad esempio oli di palma, cocco, spesso indicati genericamente come grassi vegetali e molto utilizzati dall’industria dolciaria e dei prodotti da forno) e causano l’aumento del colesterolo nel sangue, collegato al rischio di malattie cardiovascolari.  Meglio, quindi, limitarne il consumo, soprattutto se si ha la tendenza ad avere per qualsiasi motivo valori di colesterolo elevati nel sangue. I grassi idrogenati (contenuti tal quali o nelle margarine) contengono acidi grassi trans che aumentano il colesterolo LDL cattivo nel sangue aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. Con il nuovo regolamento UE 1169/2011 per ora non è stato introdotto l’obbligo di indicare la presenza di grassi idrogenati e acidi grassi trans.
  6. Provate sempre ad aiutare l’ambiente: tra 2 prodotti con uguale qualità e prezzo è buona regola preferire alimenti confezionati con materiale riciclato/riciclabile.
  7. etichetteFate attenzione al prezzo. Molte volte capita di scegliere il prodotto solo in base al prezzo, pensando di risparmiare, ma in realtà se confrontiamo due prodotti ci possiamo rendere conto che non sempre è così. Ad esempio è bene confrontare il peso, sia intero che sgocciolato e verificare la qualità del prodotto, magari valutando la presenza di elevata di additivi o le caratteristiche nutrizionali (soprattutto il quantitativo di grassi e di zuccheri semplici).

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