8 creme spalmabili straniere che dovreste provare

25 gennaio 2016

Non ci si può girare intorno più di tanto: per noi crema spalmabile vuol dire crema gianduia (o, per quanto il marchio è riuscito a imporsi, addirittura Nutella). Il sapore caratteristico è di cacao, di nocciole, a cui si aggiungono zucchero e grassi in quantità e spesso latte; in Italia esistono ricette di ogni tipo, di origine animale o vegetale, e anche in versione bicolore. la destinazione ideale resta la fetta di pane tostato, rustica e accogliente Nel resto del mondo, la crema gianduia ha infinite traduzioni: si possono citare la spagnola Nocilla, la Choconutta canadese, la Nudossi tedesca, che sembrano ricalcare, anche etimologicamente, i prodotti nostrani. Se ci decidiamo a fare i trasgressivi, come crema spalmabile arriviamo a identificare anche le creme al pistacchio o alle noci o alle mandorle. La loro meta ideale resta comunque la fetta di pane tostato, rustica e accogliente; si possono usare per farcire torte e biscotti, guarnire dolci e gelati, quando non li sfruttiamo biecamente per soddisfare i desideri culinari più ignobili: in quei casi, si affonda il cucchiaio nel vasetto o addirittura si scava lungo i bordi col dito. Nonostante la gioia (con annessi sensi di colpa) che tutto questo ci ha sempre provocato, nel mondo sono prodotti dessert alternativi che, a livello locale, hanno saputo raggiungere la stessa popolarità. Ecco 8 creme spalmabili alternative da tutto il mondo.

  1. vegemiteVegemite. Fu Fred Walker, un imprenditore australiano, a commissionare questa ricetta: nel 1923 chiese al chimico Cyril Callister di produrre una crema spalmabile per golose farciture. Si produce a partire dall’estratto del lievito di birra e in Australia è usata sostanzialmente dappertutto, addirittura come insaporitore nella preparazione di piatti salati. Dal 1935 la Vegemite è stata acquistata dalla Kraft.
  2. dulce de lecheDulce de leche. Per vostra fortuna, lo troverete in Uruguay, Paraguay e in tutto il Brasile, ma pare che l’origine sia cilena, mentre attualmente è ufficialmente considerato il più amato dessert argentino. È commercializzato già pronto, ma si può facilmente preparare lasciando bollire a lungo latte (a volte condensato) e zucchero, per poi aggiungere aromi e spezie secondo le varianti regionali. Si usa per guarnire ogni tipo di dolce, biscotti e anche gelati o caffè.
  3. burro d'arachidiBurro d’arachidi. Se resistete a scavare il vasetto con monumentali cucchiaiate, il burro d’arachidi può rivelarsi molto versatile: ideale per i classici toast, può essere impiegato per arricchire muffin e brioche o abbinato ad altre farciture, oltre a costituire il perfetto contrappunto in preparazioni salate. L’origine è ottocentesca: a Saint Louis un ardimentoso farmacista cercava un sostituto della carne per tutti coloro che non potevano permettersela; è infatti ricco di proteine, grassi, vitamine, calcio.
  4. ovomaltine crunchy creamOvomaltine Crunchy Cream. L’Ovomaltina ha avuto anche in Italia tempi di gloria, ma in Svizzera tuttora è diffusissima questa versione spalmabile; oltre al caratteristico surplus di zucchero, ci troverete molte vitamine e molti minerali, resi particolarmente gustosi dalla croccantezza dei granuli di ovomaltina.
  5. ankoAnko. In Oriente i latticini sono rari, perciò questa ricetta costituisce a tutti gli effetti l’equivalente delle nostre creme spalmabili. Se vi è capitato di assaggiare i dorayaki giapponesi sarete sicuramente rimasti colpiti dalla farcitura vagamente dolce e vagamente acidula; l’anko è una confettura tradizionale, ottenuta lasciando bollire i fagioli azuki con lo zucchero bianco. Molto usato come ripieno (ad esempio, anche del tipico gelato di riso), può altresì essere servito freddo, come dolce al cucchiaio.
  6. lemon curdLemon curd. Si tratta di una particolare crema inglese, usata per farcire dolci e biscotti, ma come tutte le creme spalmabile si gusta con gran godimento su fette di pane tostato. Gli ingredienti sono: uova, zucchero, burro e ari limoni (servono sia il succo, sia la scorza). Se volete sentirvi davvero britannici, preparate il tè e farciteci gli scones.
  7. tahinaTahina. Indispensabile in Grecia e Turchia, è una preparazione diffusa in tutta la cucina mediorientale; si ottiene tostando i semi di sesamo, per poi frullarli con olio (anch’esso di sesamo o di semi di vinaccioli); se si utilizza soprattutto per piatti come falafel e humus, non è raro il suo impiego come vera e propria crema spalmabile, sia in portate salate (per farcire pite e panini, ma anche insalate), sia per i dessert (eventualmente abbinata ad ulteriori guarnizioni). Dato l’importante apporto calorico, è spesso servita per colazione.
  8. kartoffelkaseKartoffelkase. Per concludere, uno snack bavarese salato, diventato la tipica merenda austriaca; si tratta di una crema costituita di patate bollite, cipolla, molta panna acida e insaporita con aglio, sale, pepe, prezzemolo, erba cipollina; si spalma generosamente su pane tostato e si gusta con mosto o latte caldo.

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