Trapizzino: il re dello street food arriva in Giappone

1 febbraio 2016

Immaginate una tasca triangolare fatta di morbida pasta lievitata e imbottita col vostro condimento preferito. Avete capito bene, stiamo parlando di Trapizzino, lo street food più amato dai romani e, a breve, anche dai giapponesi! Già, perché l’innovativa cibaria ideata da Stefano Callegari e Paul Pansera approderà nel Paese del Sol Levante, esattamente a Kanazawa, il 4 febbraio 2016 grazie a un accordo di concessione del marchio siglato con l’azienda nipponica GAO KK che prevede l’apertura di vari Trapizzino stores nella Regione di Kantò e nella prefettura di Ishikawa.

Stefano Callegari

La particolarità di Trapizzino consiste nell’unione tra i sapori di una volta, come gli stracotti tipici romani, e la vita frenetica dei giorni nostri. la geniale intuizione di stefano callegari muove il primo passo fuori dall'italia: il trapizzino arriva in giapponeSe forse molti di noi non hanno più il tempo di preparare le sfiziose ricette tramandate da nonne e zie, certamente più di qualcuno trova una manciata di minuti per assaporare un buon pasto che, seppur veloce, rimane intrappolato nella memoria gustativa e olfattiva per l’eternità. Questo triangolo di piacere, nato nel 2008 dall’intuizione e dall’ossessione per la pizza di Stefano Callegari (proprietario anche delle pizzerie Sforno e Tonda), affonda le radici nella pizza bianca, caratterizzata da una croccante pellicola esterna ma avente un cuore morbido e capace di assordire la succulenza degli ingredienti ivi introdotti. Il segreto dell’impasto è senza dubbio il tempo di lievitazione ma anche il lievito madre utilizzato, risalente alla tradizione panificatoria del sud Italia e tramandato di generazione in generazione da oltre cento anni.

Trapizzino

Servito in un packaging d’effetto, all’interno di Trapizzino non troverete assolutamente salumi appena affettati (qui si va oltre l’accoppiata di pizza e mortazza) ma vere e proprie pietanze della più antica tradizione capitolina. Si va dal ripieno di broccoli e salsiccia, pollo alla cacciatora e pollo con peperoni a quello di polpetta al sugo, parmigiana di melanzane, zighinì, involtini al sugo, polpo al sugo, genovese. Non mancano verdure tipiche come la misticanza e le campane zucchine alla scapece con nodini di mozzarella, ma il pezzo forte – per gli amanti della vera tradizione – sono i tagli meno nobili e per questo anche particolari per storia e modalità di preparazione, come la guancia brasata, la coda alla vaccinara, bollito alla picchiapò o la lingua in salsa verde.

Trapizzino

Insomma, sono piatti che mangereste comodamente seduti al tavolo di una trattoria, senza farvi mancare la canonica scarpetta di fine pasto. In questo caso, invece, la scarpetta è inclusa in pochi morsi e si lascia assaporare in qualsiasi ora e occasione, trasportare in qualunque luogo. Dopo aver colonizzato il quartiere di Testaccio e quello di Ponte Milvio, dopo ben 8 anni dalla sua nascita, Trapizzino si lancia oltre i confini italiani; un passo ambizioso, in una terra lontana che tanto ha attecchito nel nostro Paese ma poco si è lasciata coinvolgere dall’armonia dei nostri sapori, forse rimanendo spesso sulla soglia della conoscenza commerciale e superficiale. Certo è che se questo marchio arriva in Giappone il merito è anche di Paul Pansera, amico di Stefano ed esperto di ristorazione; animato dall’amore per il Trapizzino ma anche dalla voglia di farlo conoscere in tutto il mondo.

paul pansera

Pensate che meraviglia, dal 4 febbraio anche un cittadino giapponese potrà recarsi all’1-12-21 KATAMACHI KANAZAWA ISHIKAWA JAPAN 920-0981 (che sì, è l’indirizzo) e assaporare il meglio della tradizione romana e magari, chissà, frugando nella sua memoria, gli sembrerà di ricordare un’infanzia mai vissuta in cui anche lui si svegliava al mattino col profumo del sugo sotto il naso e di nascosto ci inzuppava la rosetta. O forse no.

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