Culinaria 2016: in scena la cucina degli altri

10 febbraio 2016

Culinaria 2016 vista lato/chef: quarantacinque minuti di tempo per raccontarsi, spiegare la propria idea di cucina – con i fornelli a portata di mano – e analizzare da una prospettiva diversa i fenomeni e le tendenze gastronomiche. A culinaria 2016 molti gli chef stranieri sul palco. Un'occasione per scoprire la cucina degli altriIl palco dell’attesissima manifestazione romana è pronto ad accogliere alcuni dei più importanti cuochi italiani e si concede anche quest’anno, decimo e importantissimo compleanno, il lusso di ospitare i nomi internazionali che più stanno facendo discutere critici esigenti e palati allenati. Lo spettacolo di cucina è in programma il 20 e 21 febbraio prossimo, al Capitol Club, e Agrodolce, media partner dell’evento, vi guida alla scelta degli appuntamenti da non perdere.

LA PRIMA VOLTA DI TANAKA

Atsushi Tanaka

Tra i più talentuosi in circolazione c’è sicuramente Atsushi Tanaka, lo chef nippo-francese che a impazzire Parigi e costringe i gourmand a una lunga attesa per provare la cucina del suo A.T, nel cuore del Quartiere Latino. Anche per questo Tanaka, al Capitol Club domenica pomeriggio alle 17, è uno degli ospiti più blasonati: per lui si tratta della prima volta a un evento enogastronomico italiano e per il pubblico di Culinaria si tratterà di un’occasione ghiotta per entrare nell’universo del Picasso della cucina, come l’ha definito uno dei suoi mentori, lo chef Pierre Gagnaire. Sempre a caccia di nuovi stimoli, Tanaka si diverte a farsi stimolare da influenze artistiche e culinarie e per questo rischia di trovare a Culinaria terreno fertile.

GLI ITALIANI DI ADOZIONE

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Il menù della domenica offre ai visitatori di Culinaria 2016 altri due momenti imperdibili, con altrettanti chef stranieri ormai italiani di adozione. A cominciare da Yoji Tokuyoshi, storico Sous Chef di Massimo Bottura, per nove anni al fianco dell’iconico cuoco modenese: dopo aver lasciato l’Osteria Francescana, da qualche mese ha aperto il suo primo ristorante, a Milano, e durante l’evento racconterà la sua cucina personale, contaminazione spinta tra ingredienti italiani e tecniche di preparazione giapponesi. La creatività nipponica torna poi sul palco con Kotaro Noda – sempre la domenica, ma alle 21 – dal Bistrot64: chi ha assaggiato il suo raffinato gelato di ostrica lo apprezza già senza riserve, chi non lo conosce probabilmente imparerà ad apprezzarlo. E Roma sarà lieta di festeggiare uno dei più importanti chef d’adozione: il colombiano Roy Caceres. Con l’incredibile lavoro fatto al suo Metamorfosi (Parioli), oltre alla stella Michelin, Roy si è guadagnato l’amore della Capitale, tutta.

LA STELLA LONDINESE

James Lowe

Sono bastati un paio d’anni al Lyle’s per imporsi come indirizzo cult londinese e la prima Stella Michelin, arrivata qualche mese fa, ha il sapore della consacrazione definitiva per lo chef James Lowe – che annovera tra i suoi miti Enrico Crippa e Niko Romito – atteso a Culinaria sabato alle 15. Il programma è fitto (sul sito ufficiale c’è tutto) e l’incontro con alcuni protagonisti dell’arte e della musica lo rende particolarmente interessante. D’obbligo poi una sosta alle due aree Quisibeve – con 18 birrifici artigianali, a cura di Domus Birrae – e Quisimangia che il sabato aprirà i battenti con il Ristorantino di Food Confidential, Solo Crudo e la Pasticceria Bompiani e la domenica ospiterà Fernanda Osteria, Doozo e Uovo à Pois.

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